La Groenlandia non adotterà mai l'euro?
Moderator: ravestorm
La Groenlandia non adotterà mai l'euro?
A meno che non decida per una circolazione unilaterale sul modello Montenegro-Kossovo, perchè sta per ottenere l'indipendenza dalla Danimarca. "Indipendenza" si fa per dire, date le dimensioni geopolitiche del nuovo stato e il fatto che pur essendo parte della Danimarca la sua difesa è affidata già oggi direttamente agli USA, con tanto di base USAF http://www.thule.af.mil/
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Ieri la firma del trattato bilaterale, entro la fine dell'anno referendum e voto
La capitale del nuovo Stato sarà Nuuk, 15mila abitanti e due ristoranti
La lunga marcia della Groenlandia per la secessione dalla Danimarca
dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI
BERLINO - Sta per nascere una nuova nazione, e di fatto sarà il primo Stato eschimese. E una lingua eschimese diventerà ufficiale, lassù tra i ghiacci eterni del grande nord. La Groenlandia, la più grande isola del mondo, ha cominciato ieri a scogliere gli ultimi legami con la madrepatria Danimarca, l'ex potenza coloniale. Lentamente, ma nascerà uno Stato vasto come sei Germanie e abitato da appena 57mila persone. Sarà nazione sovrana grazie alle ingenti risorse di petrolio, metalli preziosi e altre materie prime, ma dovrà appoggiarsi a Copenaghen e al resto della Vecchia Europa per formare la sua classe dirigente.
E per la prima volta dal dopo-colonialismo uno Stato europeo perderà il 98 per cento del suo territorio.
La svolta è cominciata ieri, con la firma di un trattato tra il premier conservatore danese, Anders Fogh Rasmussen, e il governatore-premier di Groenlandia, il socialdemocratico Hans Enoksen. Entro fine anno un referendum in Groenlandia e un voto del Parlamento reale danese daranno il responso già ora scontato: si andrà step by step verso l'indipendenza e il diritto alla secessione.
I sogni volano alto, anche quando è difficile. Anche quando la capitale del futuro Stato eschimese indipendente, Nuuk, ha sì e no 15mila abitanti, come un grosso villaggio europeo, e appena due ristoranti di lusso, entrambi dipendenti ogni giorno dalle forniture di cibo fresco che arrivano da Copenaghen. Da qualche anno anche il grande mondo globale si è accorto che la Groenlandia esiste. Per caso, grazie a un film, Il senso di Smilla per la neve, storia di una giovane in cerca di identità. Sulle orme di Smilla, i groenlandesi sono decisi a non mollare, vogliono procedere sulla via indicata dal Trattato: addio a Copenaghen, addio dolce ma senza ritorno.
Siamo appena agli inizi. La Danimarca versa ancora a Nuuk 3 miliardi di corone l'anno, cioè oltre 400 milioni di euro, che fanno 7000 euro per ogni abitante dell'immensa isola dei ghiacci eterni. E così la tiene in vita. Gli Airbus cargo della parte danese della Sas, la compagnia aerea scandinava, atterrano ogni giorno in Groenlandia: portano tutto, dalla frutta, alla birra, alle medicine. Gli F16 della Royal Danish Air Force pattugliano ancora i cieli del futuro Stato eschimese, spesso in incontri ravvicinati con i bombardieri atomici Tupolev che Putin ha rimesso in volo di pattuglia armata permanente. Ma da ieri, il divorzio lento è avviato, irreversibile. Ai danesi resterà solo, temporaneamente, la politica estera, come fece Dublino quando si sganciò da Londra.
Petrolio in abbondanza, e altre materie prime, saranno la base della sovranità, promette Enoksen. "Dobbiamo difendere il diritto di proprietà dei groenlandesi sulle loro risorse", dice il leader socialdemocratico. Ma non è solo questione di soldi, anche di cultura nazionale riscoperta. Spesso troppo diversa da quella europea rappresentata dai danesi. "La caccia, alle foche, ai trichechi, alle balene per noi è parte del quotidiano, mangiare carne di balena o prosciutto di foca è tradizione", spiega all'inviato della Sueddeutsche Zeitung Job Hellmann, cacciatore di professione, nome danese ma lingua eschimese. "Abbiamo inventato noi l'igloo, il kayak, l'eskimo, e ci sentiamo trattati dall'Unione europea e da Copenaghen come barbari. E cosa sono allora gli europei che vengono nelle nostre acque con le loro flotte di pescherecci atlantici e ci tolgono il pane?", chiede polemicamente Kupik Kleist, parlamentare, presidente del Partito per
l'indipendenza, affine alla sinistra radicale.
"Tutto quello che arriva in aereo da Copenaghen qui costa molto più che in Danimarca", mugugna Jeppe-Eiving Nielsen, capocuoco del miglior ristorante di Nuuk, "mentre il pesce di qui è così fresco che i filetti ancora tremano quando li tagli".
La via verso l'indipendenza sarà dura: troppi poveri, troppo pochi i giovani qualificati per una futura classe dirigente. Ma già fanno capolino nuovi gruppi emergenti. Come Bjarke de Renouard, manager: è danese, ha sposato una groenlandese, della lingua locale non capisce una parola "ma - dice - i miei figli la parlano correntemente, sarà la loro identità domani".
(7 maggio 2008)
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Ieri la firma del trattato bilaterale, entro la fine dell'anno referendum e voto
La capitale del nuovo Stato sarà Nuuk, 15mila abitanti e due ristoranti
La lunga marcia della Groenlandia per la secessione dalla Danimarca
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BERLINO - Sta per nascere una nuova nazione, e di fatto sarà il primo Stato eschimese. E una lingua eschimese diventerà ufficiale, lassù tra i ghiacci eterni del grande nord. La Groenlandia, la più grande isola del mondo, ha cominciato ieri a scogliere gli ultimi legami con la madrepatria Danimarca, l'ex potenza coloniale. Lentamente, ma nascerà uno Stato vasto come sei Germanie e abitato da appena 57mila persone. Sarà nazione sovrana grazie alle ingenti risorse di petrolio, metalli preziosi e altre materie prime, ma dovrà appoggiarsi a Copenaghen e al resto della Vecchia Europa per formare la sua classe dirigente.
E per la prima volta dal dopo-colonialismo uno Stato europeo perderà il 98 per cento del suo territorio.
La svolta è cominciata ieri, con la firma di un trattato tra il premier conservatore danese, Anders Fogh Rasmussen, e il governatore-premier di Groenlandia, il socialdemocratico Hans Enoksen. Entro fine anno un referendum in Groenlandia e un voto del Parlamento reale danese daranno il responso già ora scontato: si andrà step by step verso l'indipendenza e il diritto alla secessione.
I sogni volano alto, anche quando è difficile. Anche quando la capitale del futuro Stato eschimese indipendente, Nuuk, ha sì e no 15mila abitanti, come un grosso villaggio europeo, e appena due ristoranti di lusso, entrambi dipendenti ogni giorno dalle forniture di cibo fresco che arrivano da Copenaghen. Da qualche anno anche il grande mondo globale si è accorto che la Groenlandia esiste. Per caso, grazie a un film, Il senso di Smilla per la neve, storia di una giovane in cerca di identità. Sulle orme di Smilla, i groenlandesi sono decisi a non mollare, vogliono procedere sulla via indicata dal Trattato: addio a Copenaghen, addio dolce ma senza ritorno.
Siamo appena agli inizi. La Danimarca versa ancora a Nuuk 3 miliardi di corone l'anno, cioè oltre 400 milioni di euro, che fanno 7000 euro per ogni abitante dell'immensa isola dei ghiacci eterni. E così la tiene in vita. Gli Airbus cargo della parte danese della Sas, la compagnia aerea scandinava, atterrano ogni giorno in Groenlandia: portano tutto, dalla frutta, alla birra, alle medicine. Gli F16 della Royal Danish Air Force pattugliano ancora i cieli del futuro Stato eschimese, spesso in incontri ravvicinati con i bombardieri atomici Tupolev che Putin ha rimesso in volo di pattuglia armata permanente. Ma da ieri, il divorzio lento è avviato, irreversibile. Ai danesi resterà solo, temporaneamente, la politica estera, come fece Dublino quando si sganciò da Londra.
Petrolio in abbondanza, e altre materie prime, saranno la base della sovranità, promette Enoksen. "Dobbiamo difendere il diritto di proprietà dei groenlandesi sulle loro risorse", dice il leader socialdemocratico. Ma non è solo questione di soldi, anche di cultura nazionale riscoperta. Spesso troppo diversa da quella europea rappresentata dai danesi. "La caccia, alle foche, ai trichechi, alle balene per noi è parte del quotidiano, mangiare carne di balena o prosciutto di foca è tradizione", spiega all'inviato della Sueddeutsche Zeitung Job Hellmann, cacciatore di professione, nome danese ma lingua eschimese. "Abbiamo inventato noi l'igloo, il kayak, l'eskimo, e ci sentiamo trattati dall'Unione europea e da Copenaghen come barbari. E cosa sono allora gli europei che vengono nelle nostre acque con le loro flotte di pescherecci atlantici e ci tolgono il pane?", chiede polemicamente Kupik Kleist, parlamentare, presidente del Partito per
l'indipendenza, affine alla sinistra radicale.
"Tutto quello che arriva in aereo da Copenaghen qui costa molto più che in Danimarca", mugugna Jeppe-Eiving Nielsen, capocuoco del miglior ristorante di Nuuk, "mentre il pesce di qui è così fresco che i filetti ancora tremano quando li tagli".
La via verso l'indipendenza sarà dura: troppi poveri, troppo pochi i giovani qualificati per una futura classe dirigente. Ma già fanno capolino nuovi gruppi emergenti. Come Bjarke de Renouard, manager: è danese, ha sposato una groenlandese, della lingua locale non capisce una parola "ma - dice - i miei figli la parlano correntemente, sarà la loro identità domani".
(7 maggio 2008)
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Re: La Groenlandia non adotterà mai l'euro (smentito)
Questo mio pessimistico thread (la parentesi nel titolo l'ho aggiunta adesso) è stato sementito dalla falsa notizia secondo cui questo referendum era per la piena indipendenza formale dalla Danimarca: in realtà (LI MURTACCI LORO DEI GIORNALISTI!) è un referendum per l'aumento del grado di autonomia della Groenlandia dalla Danimarca. Quindi, dato che si parla d'indipendenza (vera) della Groenlandia per qualcosa come il 2021, quando la Danimarca adotterà l'euro esso circolerà anche in Groenlandia.
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Groenlandia, un altro passo verso l'indipendenza dalla Danimarca
Referendum sull'autogoverno: vincono i sì con il 76% dei voti. Il nodo degli sfruttamenti minerari
NUUK (GROENLANDIA) – La Groenlandia è a un soffio dall'indipendenza. La provincia autonoma della Danimarca (grande 50 volte la madrepatria, ma meno popolata di Matera) si è espressa in un referendum svoltosi il 25 novembre e i cui risultati sono stati diffusi alle 4,00 del mattino di mercoledì 26, ora italiana: ha ottenuto l'autogoverno, con una strizzata d'occhio alla piena sovranità. Il nuovo status entrerà in vigore il 21 giugno 2009, festa nazionale perché più lungo giorno dell'anno, in una nazione al buio per sei mesi.
DATI E COMPETENZE – Il 75,54% degli elettori ha detto sì a un ampliamento della già notevole autonomia (i no si sono fermati al 23,57%), che si estenderà a materie come giustizia e polizia, e darà alla Groenlandia pieni poteri sullo sfruttamento delle proprie risorse minerarie. È questo il nodo gordiano della consultazione.
PETROLIO E NON SOLO – La Groenlandia ha un'economia molto debole: il 94% delle sue esportazioni è costituito da pesce e derivati e il 30% del PIL è garantito da 400 milioni di euro annui versati dalla Danimarca. Ma le esplorazioni minerarie rivelano che, con il parziale scioglimento (a causa del riscaldamento globale) dei ghiacci che ricoprono l'80% del territorio potrebbero divenire accessibili grandi giacimenti di petrolio, gas, oro e rubini. In virtù del risultato referendario, la Danimarca diminuirà progressivamente i propri sussidi, fino a estinguerli quando i giacimenti minerari garantiranno alla Groenlandia entrate simili.
CHI VINCE E CHI PERDE – La netta percentuale di sì è stata propiziata dall'appoggio di quasi tutti i partiti locali. Solo i Democratici si sono opposti, sostenendo che il tenore di vita si abbasserà con la fine dei sussidi danesi; i Democratici sostengono inoltre che i groenlandesi non sono in grado di gestire il sistema giudiziario locale (solo l'1% degli isolani è laureato). Ma quello che è il secondo partito più rappresentato nel parlamento locale ha avuto scarsa forza di convincimento, anche perché, alla vigilia del voto, il suo numero 2 è stato silurato per aver fatto il «pianista», cioè per aver votato anche per un collega assente. L.E. Johansen, deputato groenlandese a Copenaghen, prevede la totale indipendenza entro il 2021, eventuale 300mo anniversario della colonizzazione danese. Soddisfatto il primo ministro groenlandese H. Enoksen, che spera «di vedere l'indipendenza prima di morire» (è del ’56). Anche l'opinione pubblica danese è favorevole all’indipendenza della provincia, per non doverla più sussidiare e perché la Danimarca otterrà comunque parte degli introiti derivati dalla futura attività estrattiva.
ALCUNE CONSEGUENZE – Se la Groenlandia diventasse indipendente, sarebbe il 13mo stato più grande al mondo, pur con meno abitanti di Andorra. Qualora ottenesse un seggio ONU, occorreranno traduttori in grado di maneggiare l'eschimese. La FIFA riconoscerà la Nazionale di calcio locale solo se verrà costruito il primo campo in erba o in sintetico dell'isola. Se il continente sportivo di riferimento sarà l'Europa, con meno di 60mila abitanti la Groenlandia potrà partecipare ai Giochi dei Piccoli Stati, nonostante sia grande quasi quattro volte la Francia. Il terrore serpeggia tra i diplomatici: a qualcuno potrebbe toccare il trasferimento al Polo Nord…
Simone Bertelegni
26 novembre 2008
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Groenlandia, un altro passo verso l'indipendenza dalla Danimarca
Referendum sull'autogoverno: vincono i sì con il 76% dei voti. Il nodo degli sfruttamenti minerari
NUUK (GROENLANDIA) – La Groenlandia è a un soffio dall'indipendenza. La provincia autonoma della Danimarca (grande 50 volte la madrepatria, ma meno popolata di Matera) si è espressa in un referendum svoltosi il 25 novembre e i cui risultati sono stati diffusi alle 4,00 del mattino di mercoledì 26, ora italiana: ha ottenuto l'autogoverno, con una strizzata d'occhio alla piena sovranità. Il nuovo status entrerà in vigore il 21 giugno 2009, festa nazionale perché più lungo giorno dell'anno, in una nazione al buio per sei mesi.
DATI E COMPETENZE – Il 75,54% degli elettori ha detto sì a un ampliamento della già notevole autonomia (i no si sono fermati al 23,57%), che si estenderà a materie come giustizia e polizia, e darà alla Groenlandia pieni poteri sullo sfruttamento delle proprie risorse minerarie. È questo il nodo gordiano della consultazione.
PETROLIO E NON SOLO – La Groenlandia ha un'economia molto debole: il 94% delle sue esportazioni è costituito da pesce e derivati e il 30% del PIL è garantito da 400 milioni di euro annui versati dalla Danimarca. Ma le esplorazioni minerarie rivelano che, con il parziale scioglimento (a causa del riscaldamento globale) dei ghiacci che ricoprono l'80% del territorio potrebbero divenire accessibili grandi giacimenti di petrolio, gas, oro e rubini. In virtù del risultato referendario, la Danimarca diminuirà progressivamente i propri sussidi, fino a estinguerli quando i giacimenti minerari garantiranno alla Groenlandia entrate simili.
CHI VINCE E CHI PERDE – La netta percentuale di sì è stata propiziata dall'appoggio di quasi tutti i partiti locali. Solo i Democratici si sono opposti, sostenendo che il tenore di vita si abbasserà con la fine dei sussidi danesi; i Democratici sostengono inoltre che i groenlandesi non sono in grado di gestire il sistema giudiziario locale (solo l'1% degli isolani è laureato). Ma quello che è il secondo partito più rappresentato nel parlamento locale ha avuto scarsa forza di convincimento, anche perché, alla vigilia del voto, il suo numero 2 è stato silurato per aver fatto il «pianista», cioè per aver votato anche per un collega assente. L.E. Johansen, deputato groenlandese a Copenaghen, prevede la totale indipendenza entro il 2021, eventuale 300mo anniversario della colonizzazione danese. Soddisfatto il primo ministro groenlandese H. Enoksen, che spera «di vedere l'indipendenza prima di morire» (è del ’56). Anche l'opinione pubblica danese è favorevole all’indipendenza della provincia, per non doverla più sussidiare e perché la Danimarca otterrà comunque parte degli introiti derivati dalla futura attività estrattiva.
ALCUNE CONSEGUENZE – Se la Groenlandia diventasse indipendente, sarebbe il 13mo stato più grande al mondo, pur con meno abitanti di Andorra. Qualora ottenesse un seggio ONU, occorreranno traduttori in grado di maneggiare l'eschimese. La FIFA riconoscerà la Nazionale di calcio locale solo se verrà costruito il primo campo in erba o in sintetico dell'isola. Se il continente sportivo di riferimento sarà l'Europa, con meno di 60mila abitanti la Groenlandia potrà partecipare ai Giochi dei Piccoli Stati, nonostante sia grande quasi quattro volte la Francia. Il terrore serpeggia tra i diplomatici: a qualcuno potrebbe toccare il trasferimento al Polo Nord…
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26 novembre 2008
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Re: La Groenlandia non adotterà mai l'euro (smentito)
Allora tra qualche anno andremo tutti sulle coste groenlandesi ad aggiungere dot alle nostre mappe! 
Le mie statistiche / My stats:
- EBTCheck (Agg./Upd. 31/05/2026)
- EBTST (Agg./Upd. 31/05/2026)
- nigmm (Agg./Upd. 31/05/2026)
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Re: La Groenlandia non adotterà mai l'euro (smentito)
Se la Terra Verde ha 60 000 abitanti, sara' sufficente che 5 o 6 diventino tracciatori per garantire hit a gogo a chi si reca sul posto e carrettate di hit locali poco interessanti pei 5 o 6 poveretti. A meno che il flusso turistico-lavorativo che investe la Groenlandia non sia molto superiore alle mie stimegiulcenc wrote:Allora tra qualche anno andremo tutti sulle coste groenlandesi ad aggiungere dot alle nostre mappe!
My statistics on EBTCHECK (Latest update 06.07.2026 )
Re: La Groenlandia non adotterà mai l'euro (smentito)
Passando per l'Islanda, già che ci siamo...giulcenc wrote:Allora tra qualche anno andremo tutti sulle coste groenlandesi ad aggiungere dot alle nostre mappe!
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Re: La Groenlandia non adotterà mai l'euro (smentito)
Art, un consiglio spassionato: mai fidarsi dei titoli dei giornalisti italiani! Ricordo benissimo che questa notizia uscì come "la Groenlandia fa un referendum per l'indipendenza", ma bastava andare su un sito giornalistico in inglese per leggere "la Groenlandia farà un referendum per ottenere maggiore autonomia, ma non per l'indipendenza subito". Io ormai non mi fido più di nulla che compaia su sti schifi di giornali italiani, specie se son notizie estere: probabilmente traducono le agenzie col Babelfish! 
Riguardo invece la Groenlandia e l'Euro, resta uno scoglio insormontabile (forse): la Groenlandia, come le Fær Øer, non fa parte dell'UE, in quanto decise di uscirne via referendum nell'85. Entrambe queste regioni autonome hanno una propria corona locale (con monete e baconote diverse dalle danesi) in rapporto 1=1 con la corona danese (praticamente un po' come le lire di San Marino e Vaticano), e lessi, ma non ricordo dove, che si stava discutendo se convertirsi all'Euro nel caso la Danimarca aderisca o mantenersi autonome anche come valuta.
Considerando che almeno la Groenlandia sta intraprendendo un cammino verso la piena indipendenza, e stando ben attenta a non affrettare i tempi in maniera improvvidenziale, potrebbe anche essere il caso che mantenga la corona danese-groenlandese come valuta anche nel caso la Danimarca adotti l'Euro, nell'attesa di diventare nazione indipendente al 100%. Magari otterrà una valuta legata in parità fissa all'Euro come adesso il marco bosniaco, ma secondo me resta più probabile che non adotti l'Euro piuttosto che sì.
Riguardo invece la Groenlandia e l'Euro, resta uno scoglio insormontabile (forse): la Groenlandia, come le Fær Øer, non fa parte dell'UE, in quanto decise di uscirne via referendum nell'85. Entrambe queste regioni autonome hanno una propria corona locale (con monete e baconote diverse dalle danesi) in rapporto 1=1 con la corona danese (praticamente un po' come le lire di San Marino e Vaticano), e lessi, ma non ricordo dove, che si stava discutendo se convertirsi all'Euro nel caso la Danimarca aderisca o mantenersi autonome anche come valuta.
Considerando che almeno la Groenlandia sta intraprendendo un cammino verso la piena indipendenza, e stando ben attenta a non affrettare i tempi in maniera improvvidenziale, potrebbe anche essere il caso che mantenga la corona danese-groenlandese come valuta anche nel caso la Danimarca adotti l'Euro, nell'attesa di diventare nazione indipendente al 100%. Magari otterrà una valuta legata in parità fissa all'Euro come adesso il marco bosniaco, ma secondo me resta più probabile che non adotti l'Euro piuttosto che sì.
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Re: La Groenlandia non adotterà mai l'euro (smentito)
Hai assolutamente ragione... e nel mio caso l'errore è praticamente imperdonabile, dato che m'interesso per mia passione di geopolitica. Sarà stato che quel giorno ero particolarmente distratto o svogliato, ma quella volta non ho fatto la solita verifica approfondita della precisione della notizia, ben sapendo che come anche tu hai specificato i giornali italiani (ma non solo i nostri) dicono spesso e volentieri un sacco di caxxate.Al s'é pers wrote:Art, un consiglio spassionato: mai fidarsi dei titoli dei giornalisti italiani! Ricordo benissimo che questa notizia uscì come "la Groenlandia fa un referendum per l'indipendenza", ma bastava andare su un sito giornalistico in inglese per leggere "la Groenlandia farà un referendum per ottenere maggiore autonomia, ma non per l'indipendenza subito". Io ormai non mi fido più di nulla che compaia su sti schifi di giornali italiani, specie se son notizie estere: probabilmente traducono le agenzie col Babelfish!
No, la Groenlandia non ha una sua corona locale: l'ha avuta negli anni dal 1953 al 1967, e in brevi altri periodi precendenti, ma dopo si è deciso di standardizzare tutto sulla corona danese. Le Fær Øer invece hanno mantenuto la loro corona locale 1:1.Al s'é pers wrote:Riguardo invece la Groenlandia e l'Euro, resta uno scoglio insormontabile (forse): la Groenlandia, come le Fær Øer, non fa parte dell'UE, in quanto decise di uscirne via referendum nell'85. Entrambe queste regioni autonome hanno una propria corona locale (con monete e baconote diverse dalle danesi) in rapporto 1=1 con la corona danese
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Re: La Groenlandia non adotterà mai l'euro (smentito)
Azz... hai ragione ancora: ho fatto una ricerca sulla corona groenlandese per controllare se le date di emissione che mi ricordavo erano esatte e ho scoperto che hanno deciso di riemettere proprio da quest'anno una nuova corona danese-groenlandese.
La cosa mi era sfuggita, grazie dell'informazione!
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Last edited by ART on Thu Nov 27, 2008 11:00 pm, edited 1 time in total.
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Re: La Groenlandia non adotterà mai l'euro (smentito)
Alla luce della nuova situazione il dubbio che hai posto è lecito... devo cambiare di nuovo il titolo al threadAl s'é pers wrote:potrebbe anche essere il caso che mantenga la corona danese-groenlandese come valuta anche nel caso la Danimarca adotti l'Euro, nell'attesa di diventare nazione indipendente al 100%. Magari otterrà una valuta legata in parità fissa all'Euro come adesso il marco bosniaco, ma secondo me resta più probabile che non adotti l'Euro piuttosto che sì.
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Re: La Groenlandia non adotterà mai l'euro (smentito)
Hehehe... Questo thread è più incerto della realtà dei fatti!ART wrote: Alla luce della nuova situazione il dubbio che hai posto è lecito... devo cambiare di nuovo il titolo al thread
Sì, non l'ho precisato per evitare troppi dettagli, ma dovrebbe essere tornata in circolo una corona groenlandese giusto quest'anno come hai detto.
Comunque resta impossibile capire quali scenari si presenteranno finchè la Danimarca non prenderà una decisione più chiara riguardo l'adozione dell'Euro...
Mi fa piacere trovare un appassionato di geopolitica!
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Re: La Groenlandia non adotterà mai l'euro?
capisco perche' gli eschimesi stanno scomparendo....
uno va a far la spesa in un negozio di foche,e non sa quanti borsellini(di pelle di palla di tricheco) portare appresso,ognuno con una differente valuta...
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eurobilltracker e' un bel gioco,ma chi lo gestisce fa pietà.
e' come tifare per una squadra sportiva con un presidente idiota,contesti,borbotti,ma continui a tifare sperando che il presidente sparisca presto.
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Re: La Groenlandia non adotterà mai l'euro?
prima di partire bisogna che si "focalizzi" sulla valuta!!!!TARAPIATAPIOCA wrote:capisco perche' gli eschimesi stanno scomparendo....
uno va a far la spesa in un negozio di foche,e non sa quanti borsellini(di pelle di palla di tricheco) portare appresso,ognuno con una differente valuta...
Re: La Groenlandia non adotterà mai l'euro (smentito)
Anni fa avevo sentito parlare di questa possibilità, ma non so esattamente cosa ne pensano in Canada.Al s'é pers wrote:Mi fa piacere trovare un appassionato di geopolitica!Perchè c'è un'altro aspetto interessante nella faccenda: cosa farà il Nunavut, ossia il limitrofo stato autonomo Inuit del Canada, il giorno che la Groenlandia proclamerà l'indipendenza? Si formerà un'unica federazione Inuit? Ho pensato anche a questo aspetto come un punto a sfavore dell'ipotesi Euro...
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Re: La Groenlandia non adotterà mai l'euro?
Non riesco a trovare neanche uno straccio d'immagine della nuova corona: mi sa che hanno rimandato l'emissione al 2009, forse.
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