Non so se questo sia il topic adatto, ma volevo fare una domanda sulle cosiddette "monete locali", che vanno abbastanza di moda in Inghilterra, ma non solo.
Le "monete locali" sono monete che valgono solo all'interno di una determinata area geografica (spesso molto limitata) ed affiancano la moneta ufficiale; secondo i loro sostenitori esse aiuterebbero la comunità a sentirsi più coesa, permetterebbero un maggiore scambio di soldi all'interno della comunità e aiuterebbero contro la crisi.
Mi sono letto l'articolo di wikipedia in
Italiano , quello in
Inglese e quello in
Francese, ma devo dire che non sono riuscito a capire il punto fondamentale di questa storia: da quale riserve sono garantite, tali monete?
Vorrei chiedere a quanti fra di voi ne sapessero qualcosa qualche delucidazione.
Riguardo alla copertura, le possibilità sono due:
1) L'ente emettitore (sia esso un comune, un associazione di cittadini, lo stato o altri) immette sul mercato un valore X in moneta locale senza ritirare il controvalore in moneta ufficiale
2) L'ente emettitore ritira dalla circolazione un valore di X in moneta ufficiale ed immette sul mercato un controvalore equivalente in moneta locale
Quale delle due è quella vera? Non sono sicuro di averlo capito, pertanto svilupperò le conseguenze di entrambe le possibilità
Possibilità 1. Di fatto, abbiamo aumentato forzosamente la quantità di denaro circolante, quindi se tutti facessero così si creerebbe inflazione. Infatti se la ricchezza complessiva non aumenta, ma la quantità complessiva di denaro sì, allora la singola moneta vale meno. Altro problema: io creo al nulla un valore X in moneta locale, che poi dò come resto nel mio negozio a chi mi paga in moneta ufficiale: i clienti si prendono pezzi di carta ed io incasso moneta ufficiale, che poi deposito in banca a mio nome: se il giorno dopo si decidesse che l'esperimento della moneta locale è finito, io mi tengo il denaro ufficiale ed i miei clienti hanno dei pezzi di carta.
Possibilità 2. In questo modo abbiamo semplicemente cambiato nome alla moneta, ma per il resto non è cambiato nulla: un pezzo di moneta locale è garantito esattamente allo stesso modo di un pezzo di moneta ufficiale. Nel tempo, però, potrebbe accadere che la moneta ufficiale, per un insieme di fattori, venga preferita a quella locale, oppure che quella locale venga preferita a quella ufficiale, cioè che il cambio delle due monete fluttui. Se la moneta locale perde valore, lo stato ci ha guadagnato, se invece la moneta locale cresce di valore, lo stato ci ha perso.
In entrambi i casi, la moneta locale ha lo svantaggio di valere solo in una determinata zona, pertanto se il fenomeno dovesse diffondersi una persona vedrebbe accumularsi nel proprio portafoglio una gran quantità di valute differenti, ciascuna valida solo in una determinata zona, viaggiare diverrebbe più complicato, emergerebbero le figure dei cambiavalute (che naturalmente non lo farebbero a gratis), e tutti i problemi legati al cambio.
Insomma, le mie domande sono le seguenti.
a) Io non ho capito se sia vera la possibilità (1) o la possibilità (2), quale delle due è quella vera?
b) Non riesco a cogliere come una restrizione geografica della moneta possa aiutare l'economia