Kart wrote:http://affaritaliani.libero.it/economia/italia_euro110911.html
aspetto il tempestoso commento di art a questo articolo
A dire il vero non riesco a capire il senso dell'articolo in relazione al titolo: nel titolo si dice che all'Italia converrebbe uscire dal'euro e poi si passa a descrivere i cataclismi che questo creerebbe sia da noi che altrove, con tanto di tracolli delle banche, aumento della disoccipazione, aumento dei prezzi degli alimentari ecc. ecc.
Forse l'autore di questa roba è un gran masochista, ma non capisco perchè deve coinvolgere tutta Italia ed Europa nei suoi giochini quando per chi vuole ci sono fior di gatte selvagge disposte a far roteare la frusta e le manette.
All'interno di un discorso generale piuttosto deliriante in campo economico gli unici vantaggi concreti descritti sono l'aumento del turismo, come se da solo bastasse a tiraci fuori dalla cacca, e la vecchia balla stantia che "a parità di livello tecnologico, un costo del lavoro più basso di quello dei concorrenti, l’Italia diverrebbe un temibile avversario economico". Peccato che fino all'introduzione dell'euro la politica italiana sia stata l'esatto contrario di quanto descritto, e tornerebbe velocemente ad esserlo rimettendo la lira: livello tecnologico basso (nelle produzioni "di massa", non in generale) compensato da svalutazione a tutto spiano a spese dei nostri portafogli.
Poi mi devono ancora spiegare come con questa geniale strategia dovremmo diventare "un temibile avversario economico" di paesi con costi del lavoro al livello di Cina e India, o magari credono che l'industria italiana possa campare vendendo Punto in Germania da far costare "a metà prezzo" (come no). E il resto del mondo non esiste?
"E se queste sono le osservazioni che può fare un profano, chissà quante altre ne potrebbe fare un competente. La conclusione è che forse, malgrado la debolezza del nostro governo, ci salveremo."
Ah, fantastico, FORSE ci salveremmo. Mi hai convinto! Dove si firma?
________________
Per curiosità vado a leggere anche l'articolo linkato nel riquadro a fianco ed ecco riportate alcune perle:
L’inflazione potrebbe avere un ulteriore impatto positivo sul debito pubblico
riducendo la spesa pubblica in condizioni di relativa “pace sociale”; questo per
motivi che potremmo definire psicologici ma estremamente importanti.
Supponiamo di avere di fronte una serie di dipendenti con uno stipendio pari a
mille euro mensili. Se l’inflazione fosse pari al 10%, ecco che sarebbe possibile
mantenere i salari nominali pari a mille euro, senza dover intaccare il valore
nominale di ciò che il dipendente percepisce anche se in verità, con questo livello
d’inflazione, il suo potere d’acquisto diminuirebbe del 10%.
Abbiamo trovato la soluzione a tutti i mali: mega-inflazione a spese dei fessi! Nobel now!
"Ma, se gli americani possono concedersi quest’opportunità, la situazione europea
appare assai differente. Non dimentichiamoci infatti che nel vecchio Continente, i
vari stati della CEE
La CEE? Siamo rimasti un po' indietro, vecchio mio. Se non te n'eri accorto adesso siamo nel 2011, si chiama "UE" già da un bel po' di anni.
"non detengono alcun potere sulla Banca centrale e che la
maggior parte dei Paesi europei non hanno più una valuta di riferimento propria,
ma sono tutti ugualmente assoggettati alla moneta unica, l’euro. Conseguentemente,
la politica dell’immissione monetaria non è più prerogativa degli Stati, ma sarebbe
possibile soltanto per i burocrati della Comunità economica europea che sono
fortemente influenzati dalla Germania."
Pensate un po'... questo qua scrive spacciandosi per esperto dell'argomento quando di UE, euro ed economia ne sa (o finge di saperne) meno di zero e ripete a nastro le solite minchiate complottiste che girano su Internet.
Tanto basta e avanza per constatare la serietà di affaritaliani.it, che non a caso fa capo a un noto tabloid eurofobo.



