Un dot pregiato

Discussioni sul sito e sull'Euro-tracking in lingua italiana

Moderator: ravestorm

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ART
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Re: Un dot pregiato

Post by ART »

debemaks wrote:De facto sono 2 stati a loro stanti con confine e tutto il resto. Per gli europei si può andare senza visto, a differenza della cina, ed i Cinesi possono andare solo con un permesso particolare e sono molto attratti da questi luoghi "esotici" e proibiti a loro!!
E' una specie di prezzo che la Cina ha dovuto pagare per il ritorno di quei territori sotto la sua amministrazione: se li avesse integrati subito come territori ordinari avrebbe rischiato rivolte popolari in piena regola, specialmente ad Hong Kong, così ha dovuto trasformarle per 50 anni in regioni speciali dotate di forte autonomia interna e regimi straordinari vari, con tanto di mantenimento delle valute locali e limitazione alla circolazione col resto della Cina. Quest'ultima è dovuta principalmente al fatto che nelle due SAR (regioni amministrative speciali) la stampa e Internet sono completamente liberi, cosa impensabile nel resto della Cina.
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claudio vda
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Re: Un dot pregiato

Post by claudio vda »

ART wrote:trasformarle per 50 anni in regioni speciali dotate di forte autonomia interna e regimi straordinari vari
Sedici anni sono già trascorsi e se nei prossimi trentaquattro la situazione non cambia, dubito che gli hongkonghini apprezzeranno il sottostare alle leggi cinesi standard.
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ART
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Re: Un dot pregiato

Post by ART »

A dire il vero non so quale sia stato il ragionamento esatto del governo cinese, ovvero se: "Fra 50 anni la Cina dovrebbe essere arrivata più o meno allo stesso livello sociale ed economico complessivo di Hong Kong", oppure: "Li teniamo tranquilli per qualche decennio col contentino dell'autonomia interna e poi comunque vada sono caxxi loro". Probabilmente un misto dei due...
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MorgenSchatten
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Re: Un dot pregiato

Post by MorgenSchatten »

Parliamo di dot allegri: i Bantustan! Ossia quelle regioni del Sudafrica che durante l'apartheid divennero le riserve dove mandare tutte le etnie nere poco gradite nelle città bianche. Regioni che dalla metà degli anni 70 all'inizio degli anni 80 raggiunsero tutte piena indipendenza e furono riconosciute stato dal Sudafrica -mai da nessun'altra nazione- e che furono riassorbite a partire dai primi anni 90 con il governo di Mandela.

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Re: Un dot pregiato

Post by ART »

Potrebbe sembrare paradossale che il Sud Africa di quei tempi (che controllava anche la Namibia) avesse pensato di rendere nazioni dipendenti i bantustan: in realtà lo fece per snazionalizzare i loro abitanti relegandoli in zone del paese povere e dai territori spesso sconnessi da molte enclavi, potendosene così fregare legalmente delle loro condizioni.
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Re: Un dot pregiato

Post by ART »

Stimolato dal precedente post di MorgenSchatten, che si può considerare il primo della serie, metto in atto un'idea che avevo già da tempo: dopo UN DOT PREGIATO normale e UN DOT PREGIATO FUORI AREA è ora di passare a UN DOT PREGIATO NEL PASSATO. In questa stupenda rubrica si parlerà di dove avremmo potuto tracciare di bello se nel passato prossimo pre 2002 o remoto fossero esistiti l'Euro in contanti unificati, i computer e Internet :lol:


_____________________

Mi rifaccio direttamente al primissimo posto di cui ho parlato in questo thread, l'exclave di Campione d'Italia, i cui confini come sappiamo oggi si presentano così:

Image


Ma se noi avessimo voluto tracciare a Campione prima del 1861 avremmo trovato questa situazione:


Image

Come si vede dalla mappa anche un tratto della costa ovest con le acque in mezzo facevano parte di Campione.

Fin dall'inizio del XIX secolo il Canton Ticino/Svizzera aveva già tentato di annettersi Campione, cosa respinta da un referendum, oppure di scambiarlo col villaggio di Indemini, situato tra il Lago di Lugano ed il Lago Maggiore, per il motivo che: "per il Ticino è un inconveniente gravissimo l'avere sul suo territorio una terra non sua, nella quale possono essere gittati più armati: l'accesso al quale può dar luogo a movimenti di truppe inquietanti sul lago di Lugano. È un inconveniente grave per il Ticino l'avere continua contestazione sulla giurisdizione lacuale e persino sopra una parte della strada postale tra Lugano e Melide".
Non riuscendo a mettere le mani sull'enclave bisognò aspettare fino alla formazione del Regno d'Italia: i due governi decisero una revisione della linea di confine che risaliva al Trattato di Varese del 1752 che portò alla Convenzione del 5 ottobre 1861 in cui la riva opposta passò alla Svizzera.

Quindi i fanta-Euro colà tracciati prima e dopo quella data avrebbero avuto nazioni diverse anche provenendo dallo stesso luogo :lol:
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Re: Un dot pregiato

Post by ART »

Se l'Euro fosse esistito durante il periodo Guerra fredda avremmo potuto tracciare con soddisfazione da un posto molto particolare: Belino ovest. Ma la situazione della città all'epoca è ben nota a tutti: io voglio parlare di un caso singolare che si trovava in quel contesto.

Come potete vedere da questa mappa nei dintorni di Berlino ovest c'erano alcune piccole exclavi nella Germania est:
http://www.zonu.com/images/0X0/2009-09- ... y-1978.jpg" onclick="window.open(this.href);return false;

Ora soffermiamoci con più dettaglio su confine nella zona sud-ovest, quella fra Potsdam e l'exclave Wüste Mark:

Image


Avrete notato Steinstücken, un'altra exclave che nella prima mappa non c'è perchè lì risulta collegata al resto di Berlino con un corridoio.
Quella era l'unica exclave abitata di Berlino ovest, circa 200 abitanti. Faceva parte della municipalità di Berlino ovest e nei primi anni '50 i tedeschi dell'est la occuparono per pochi giorni con l'intento di annetterla alla DDR, ma la vista la forte contrarietà degli USA pensarono di ritirarsi e lasciarla in mano all'ovest. Senonchè quando nel 1961 iniziò la costruzione del muro di Berlino si decise che anche l'accesso a Steinstücken doveva essere bloccato... così Steinstücken divenne una vera e propria "Berlino ovest in miniatura", completamente circondata dal suo pezzo di muro esattamente come si vede nella seconda mappa!

mappa catastale
http://berlin.enclaves.org/images/Steinstucken_map.JPG" onclick="window.open(this.href);return false;

veduta aerea parziale
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/c ... n_Wall.jpg" onclick="window.open(this.href);return false;

Nel 1961 venne posizionato un piccolo avamposto militare USA, con soldati che andavano e venivano solo in elicottero, e quei poveracci degli abitanti per andare in città a fare qualunque cosa dovevano passare regolarmente i controlli in entrata e uscita dall'enclave e da Berlino. Nel 1971 si decise con un accordo fra le parti di collegare Steinstücken al resto della città, così attraverso uno scambio di territori si formò il corridoio che si vede nella prima mappa, chiuso da entrambi i lati.

Ma non è finita qui.
Il corridoio passava con un ponte sopra un pezzo di ferrovia della Germania est, che si rifiutò di cedere quella parte di territorio. Così venne raggiunto un accordo a dir poco assurdo secondo cui... il ponte con lo spazio aereo sovrastante sarebbe appartenuto all'ovest mentre il terreno sotto il ponte con lo spazio aereo fino al ponte sarebbe appartenuto all'est :lol:
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Re: Un dot pregiato

Post by -flop- »

ART wrote:Se l'Euro fosse esistito durante il periodo Guerra fredda avremmo potuto tracciare con soddisfazione da un posto molto particolare: Belino ovest...

...quartiere genovese assai noto nel mondo e citato in innumeri esclamazioni! :mrgreen:
Se tu passi un posto strano che si chiama Baffalù
io non ci sarò ma tu vedrai...


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Re: Un dot pregiato

Post by MorgenSchatten »

-flop- wrote:
ART wrote:Se l'Euro fosse esistito durante il periodo Guerra fredda avremmo potuto tracciare con soddisfazione da un posto molto particolare: Belino ovest...

...quartiere genovese assai noto nel mondo e citato in innumeri esclamazioni! :mrgreen:
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Re: Un dot pregiato

Post by ART »

Oltre al famoso triangolo delle Bermuda esisteva a Berlino ovest un altro triangolo misterioso: era il triangolo di Lenné. Si trattava di un'area di circa 4 ettari con uno dei lati a ridosso del muro.

Sulla mappa è in basso a sinistra:

Image

Qui una foto aerea:

Image


Questa zona aveva il potere di fermare i poliziotti: chiunque per qualche motivo scappasse da loro non doveva far altro che correre in quest'area deserta ed era salvo. Gli sbirri non osavano oltrepassarne i bordi, come repulsi da una terribile forza sconosciuta! 8O
Questo fece si che il triangolo diventasse una specie di zona franca per punk, che ad un certo punto erano arrivati a creare una piccola baraccopoli in cui si accampavano, sicuri che nessuno li avrebbe disturbati. Da lì si sarebbe potuto tracciare abbestia i fanta-Euro del passato con i pochi soldi in tasca ai capelloni drizzati :lol:

Ma un brutto giorno, il 1 luglio 1988, la magia s'interruppe!

La notte del 30 giugno i poliziotti stavano schierati sul bordo del triangolo, in apparente riverenza per quella zona nemica ma allo stesso tempo così potente da fermarli. Ma quella sera sospetti mezzi sorrisi e sguardi ammiccanti erano visibili sui loro volti.
Ecco che allo scoccare della mezzanotte succede l'impensabile: gli sbirri entrano nel triangolo! I punk, dapprima atterriti guardano le truppe avanzare. Dopo i primi momenti di smarrimento mollano tutto e corrono verso il muro, che scavalcano per mettersi in salvo (il governo della Germania est li lasciò tornare all'ovest poco dopo).
Così, del tutto inspiegabilmente, finì il mistico potere del triangolo di Lenné.

Quella zona era uno di alcuni piccoli pezzi di Berlino est che durante la costruzione del muro erano stati tagliati fuori, venendo così a ricadere fisicamente ad ovest del muro pur essendo ancora politicamente di proprietà dell'est, quindi i poliziotti o soldati dislocati a Berlino ovest evitavano accuratamente di entrarci per non correre il rischio di tensioni diplomatiche con l'est. Nel 1988 si decise uno scambio di territori con cui il triangolo passò a Berlino ovest... e il trattato fu operativo proprio il 1 luglio 1988 :lol:
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Re: Un dot pregiato

Post by ART »

A pagina 4 ho parlato dell'Isola dei Fagiani, la piccola isola nel mezzo di un fiume di confine tra Francia e Spagna che viene amministrata per 6 mesi all'anno dalla Francia e per gli altri 6 dalla Spagna. Ma come avremmo fatto a tracciare i fanta-Euro se li avessimo ottenuti in un posto che apparteneva sempre contemporaneamente a due stati?

Era il caso del Condominio delle Nuove Ebridi, una colonia comune anglo-francese esistita dal 1906 al 1980. Dal 1887 al 1906 fu un territorio neutrale che veniva sorvegliato da una "Commissione navale anglo-francese" incaricata di proteggere i cittadini francesi e britannici lì residenti, senza interferire nell'amministrazione indigena, in cui per alcuni mesi fra il 1889 e il 1890 qualcuno instaurò uno stato indipendente chiamato "Franceville". Dopo il 1980 diventò l'attuale nazione di Vanuatu.

Nel Condominio circolavano contemporaneamente il Franco delle Nuove Ebridi, per un certo periodo parte del Franco CFP (polinesiano), e la Sterlina inglese, successivamente soppiantata dal Dollaro australiano.
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Re: Un dot pregiato

Post by MorgenSchatten »

ART, raddoppio la posta!
PARLIAMO DI COSE SERIE: Isola Ferdinandea.
Nell'eventualità di una nuova emersione, con che bandierina si traccia? :flag-it: :flag-uk: :flag-fr: :?:
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Re: Un dot pregiato

Post by ART »

Visto che le acque territoriali possono essere rivendicate (legalmente) fino a 12 miglia nautiche dalla costa teoricamente sarebbe del primo che ci sbarca... ma spero che 'sto xxxxx d'isolotto non emerga mai, perchè con tutti i problemi che abbiamo ci mancherebbe solo un'eventuale disputa territoriale su un'isola sbucata da nulla, e molto probabilmente destinata a ricadere in fondo al mare dopo poco tempo. La demenza estremista-ultranazionalista ha già fatto fin troppi danni in passato in Europa.

Addirittura si piantano bandiere sulla cima di montagne sottomarine nell'eventualità che poi spuntino fuori dall'acqua. Mi ricorda un scena del film "Niente da dichiarare?" ( http://it.wikipedia.org/wiki/Niente_da_dichiarare%3F" onclick="window.open(this.href);return false; ) in cui il nazionalista belga la notte sposta in avanti un termine di confine con la Francia dicendo a suo figlio: "La Luna si trova in linea d'aria sopra di noi, quindi appartiene al Belgio". Nella sostanza la vicenda dell' "Isola Ferdinandea" non è molto lontana da questa scenetta comica.
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Re: Un dot pregiato

Post by claudio vda »

Oggi voglio contribuire al tema "Un dot pregiato nel passato" parlando del caso di Pontecorvo nella Terra di Lavoro.

Pontecorvo, oggi comune laziale della provincia di Frosinone, è stata exclave pontificia dal 1463 al 1860, a parte una parentesi in epoca napoleonica sulla quale torneremo dopo.

Il nome Pontecorvo deriva dal latino pons curvus: vi sono infatti testimonianze altomedioevali di un ponte ricurvo sul fiume Liri, tale forma curiosa era un piccolo colpo di genio del costruttore visto che impediva l'accumulo di tronchi contro i piloni. Nel IX secolo venne edificato un castello per difendere il ponte ed il villaggio iniziò a svilupparsi tanto che nel 1190 ebbe lo statuto di città.
Dopo una lunga serie di conflitti che videro alternarsi la dominazione angioina, benedettina cassinese e papalina, nel 1463 divenne definitivamente parte dello Stato della Chiesa.
I rapporti fra Papato e Regno di Rapoli non sempre erano idilliaci ed in alcuni periodi Pontecorvo venne de facto isolata, ma bene o male l'exclave continuò a esistere per quattro secoli.

In epoca napoleonica pontecorvo divenne principato autonomo, governato da Jean-Baptiste Bernadotte , generale francese che poi divenne re di Svezia (la famiglia reale svedese è forse l'ultima eredità politica napoleonica tutt'ora esistente), ma con la Restaurazione tutto tornò come prima.
In seguito agli eventi bellici del 1860, Pontecorvo venne annesso al Regno d'Italia.

Image

Durante il suo periodo da exclave, Pontecorvo era completamente circondato dal giustizierato (poi provincia) della Terra di Lavoro, e qui aprirò una breve digressione etimologica perché le etimologie son sempre state la mia passione.
In epoca romana il territorio in questione era noto come Liburia o Leboria, dal popolo dei Liburii; attraverso una serie di passaggi divenne Terra Laboris , Terra di Labore e quindi italianizzato per paraetimologia in Terra di Lavoro. Quindi nulla a che vedere con il lavoro, ma un semplice caso di paraetimologia come Ventimiglia (Albom Intemeliom :arrow: Vigintimeliom :arrow: Vigintimilium :arrow: Vigintimilia).
La Terra di Lavoro ha portato tale nome per circa un millennio, sino al 1927 quando la provincia di Terra di Lavoro fu suddivisa.
Una cosa che mi incuriosirebbe di sapere è se il toponimo Terra di Lavoro abbia in qualche modo contribuito alla nascita dell'epiteto terrone , fortemente dispregiativo nel secolo XX e che oggi è ricondotto più al ramo scherzoso, al pari di marrano.

Per saperne di più
http://www.laciociaria.it/comuni/pontec ... ecurvo.htm" onclick="window.open(this.href);return false;
http://it.wikipedia.org/wiki/Principato_di_Pontecorvo" onclick="window.open(this.href);return false;
http://it.wikipedia.org/wiki/Pontecorvo" onclick="window.open(this.href);return false;
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Re: Un dot pregiato

Post by ART »

Mi immagino fanta-tracciatori dello Stato Pontificio del sud che dicono: " PIJJA ER PASSAPORTO CHE ANNAMO A PONTECORVO A TRACCIA' , CH'E' BELLO TRACCIA' DALL'EXCLAVI, CHE TANTO IN DILIGENZA NUN CE VOLE GNENTE AD ARRIVACCE! ".
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