Oggi voglio contribuire al tema "Un dot pregiato nel passato" parlando del caso di
Pontecorvo nella
Terra di Lavoro.
Pontecorvo, oggi comune laziale della provincia di Frosinone, è stata exclave pontificia dal 1463 al 1860, a parte una parentesi in epoca napoleonica sulla quale torneremo dopo.
Il nome Pontecorvo deriva dal latino
pons curvus: vi sono infatti testimonianze altomedioevali di un ponte ricurvo sul fiume Liri, tale forma curiosa era un piccolo colpo di genio del costruttore visto che impediva l'accumulo di tronchi contro i piloni. Nel IX secolo venne edificato un castello per difendere il ponte ed il villaggio iniziò a svilupparsi tanto che nel 1190 ebbe lo statuto di città.
Dopo una lunga serie di conflitti che videro alternarsi la dominazione angioina, benedettina cassinese e papalina, nel 1463 divenne definitivamente parte dello Stato della Chiesa.
I rapporti fra Papato e Regno di Rapoli non sempre erano idilliaci ed in alcuni periodi Pontecorvo venne de facto isolata, ma bene o male l'exclave continuò a esistere per quattro secoli.
In epoca napoleonica pontecorvo divenne principato autonomo, governato da Jean-Baptiste Bernadotte , generale francese che poi divenne re di Svezia (la famiglia reale svedese è forse l'ultima eredità politica napoleonica tutt'ora esistente), ma con la Restaurazione tutto tornò come prima.
In seguito agli eventi bellici del 1860, Pontecorvo venne annesso al Regno d'Italia.
Durante il suo periodo da exclave, Pontecorvo era completamente circondato dal giustizierato (poi provincia) della
Terra di Lavoro, e qui aprirò una breve digressione etimologica perché le etimologie son sempre state la mia passione.
In epoca romana il territorio in questione era noto come
Liburia o
Leboria, dal popolo dei
Liburii; attraverso una serie di passaggi divenne
Terra Laboris ,
Terra di Labore e quindi italianizzato per paraetimologia in
Terra di Lavoro. Quindi nulla a che vedere con il lavoro, ma un semplice caso di paraetimologia come Ventimiglia (
Albom Intemeliom
Vigintimeliom
Vigintimilium
Vigintimilia).
La Terra di Lavoro ha portato tale nome per circa un millennio, sino al 1927 quando la
provincia di Terra di Lavoro fu suddivisa.
Una cosa che mi incuriosirebbe di sapere è se il toponimo Terra di Lavoro abbia in qualche modo contribuito alla nascita dell'epiteto
terrone , fortemente dispregiativo nel secolo XX e che oggi è ricondotto più al ramo scherzoso, al pari di
marrano.
Per saperne di più
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