Nel nostro interesse quindi è bene fare
PIAZZA PULITA DELLE FESSERIE SULL'EURO
Principio fondamentale:
La base di partenza della disinformazione e in generale delle false credenze sull'Euro è la diffusa ed errata convinzione che esso sia nato nel 2002, anno in cui le monete e banconote con valore espresso in Euro che usiamo oggi hanno cominciato a circolare. La fine delle ex-valute e la nascita della nuova risalgono invece a tutti gli effetti al 1999: molti non se ne sono neppure accorti (o sono convinti che la doppia circolazione nei primi mesi del 2002 fosse fra due divise differenti e autonome) perchè si decise di procedere gradualmente, mantenendo ancora in circolazione i vecchi contanti degli stati a rappresentare fisicamente la nuova per tre anni.
Avere presente questo concetto è necessario per capire l'origine della maggiore falsità sull'Euro, la prima in elenco.
Le accuse principali:
L'EURO HA FATTO AUMENTARE I PREZZI
Nel 2002 è nato l'Euro e i prezzi hanno cominciato a salire, quindi la colpa è dell'Euro: ragionamento tanto diffuso quanto infondato.
L'Euro non è nato nel 2002 ma nel 1999: da quell'anno è la valuta reale a tutti gli effetti economici e finanziari, dato che le ex-valute europee hanno cessato di esistere in quanto tali e nella loro forma in contante sono diventate delle semplici espressioni non decimali dell'Euro (quindi valuta Euro rappresentata provvisoriamente dallo stesso contante di prima). La quotazione nel suo primo giorno di vita, l' 1 gennaio 1999, era di 1,16 sul Dollaro USA.
Nel 2002 non si è fatto altro che sostituire le monete e le banconote che avevamo prima con quelle di modello unificato che abbiamo ora, valide per la circolazione in ogni membro dell'unione monetaria, e niente altro. Dunque la colpa non può certo essere dell'introduzione dell'Euro in sè, perchè in questo caso gli aumenti si sarebbero verificati immediatamente, nel 1999, ma di chi ci ha speculato sopra dopo il cambio del contante, nel 2002, approfittando dell'inesperienza e le difficoltà di molti a calcolare nella nuova valuta per fare aumenti spropositati e ingiustificati dei prezzi.
Questo equivoco, unito alla ripetizione continua degli stessi slogan, ha favorito un'irrazionale ostilità verso l'unione monetaria, sfruttata come comodissima scappatoia con cui indirizzare altrove la rabbia per ogni idiozia fatta dalla classe politica, se non addirittura come spiegazione di qualunque problema economico.
Nota a parte:
E' universale l'affermazione che nel 2002 "tutto è raddoppiato", "il costo della vita è raddoppiato" ecc.
Pur essendo regolarmente ripetuto quando si parla di questa faccenda, non è vero che tutto è raddoppiato automaticamente, nel senso che gli incrementi sono stati di varia entità: in certi casi di meno del doppio, in altri il doppio esatto e in altri ancora pure più del doppio. Questa lamentela schematica deriva dalla diffusa operazione truffaldina effettivamente eseguita da molti negozianti in cui a volte nel tradurre i prezzi da lire ad euro ci si limitava a levare gli zeri senza modificare la prima cifra, ad esempio facendo pagare qualcosa del costo di 5000 lire per 5 € al posto di 2,50 € come si sarebbe dovuto.
IL CAMBIO DELL'EURO FU INVENTATO A TAVOLINO
Una delle teorie sostenute a puro fine di scontro politico è che il cambio dell'Euro sarebbe stato stabilito a tavolino secondo non meglio specificati criteri, e stabilito male in quanto la lira sarebbe stata congelata ad un livello troppo forte.
La parità fissa lira-euro, come quella di tutte le altre valute dell'unione monetaria, non è stata inventata da nessuno: esisteva da molti anni e non era altro che il cambio ECU-lira: l'ECU (European Currency Unit) era il nome con cui veniva chiamata la media variabile di tutte le valute europee prima dell'introduzione dell'Euro.
In questa tabella sono riportati esempi della sua quotazione nel corso degli anni '90 rispetto alle principali valute europee.
http://www.mediasalles.it/ybk04nat/Ecu.pdf
I dati riguardanti la lira sono:
1989 - 1511,30 lire x 1 ECU
1990 - 1545,80
1991 - 1539
1992 - 1781,80
1993 - 1912,50
1994 - 1990,20
1995 - 2090,93
1996 - 1913,14
1997 - 1936,78
1998 - 1948,78
Basta guardare gli ultimi due anni per capire da dov'è saltato fuori il cambio, congelato il 31 dicembre 1998 al valore di 1936,27 per consentire la formazione dell'Euro il giorno seguente. Dal 1999 in poi i cambi di tutte le ex-valute sia con l'Euro che fra di loro erano ovviamente fissi.
IL CAMBIO LIRA-EURO DOVEVA ESSERE PIU' BASSO, IDEALE 1.500 LIRE
Quanto spiegato nel punto precedente basta da solo a liquidare quest'affermazione, ma è interessante riportarla lo stesso perchè si tratta indubbiamente della più strampalata idiozia sull'euro: secondo questa teoria per non fissare la lira a un livello troppo alto, che avrebbe fatto perdere la competitività in esportazione alle aziende italiane, l'opinione pubblica lo avrebbe voluto più basso, a 1500 lire o poco meno. Affermare una cosa simile è una bestialità che deriva da un errore elementare.
La lira era tanto più forte quante meno lire occorrevano per acquistare un euro e tanto più debole quante più lire occorrevano per acquistare un euro: chi critica il cambio attuato di 1936,27 perchè avrebbe configurato una lira troppo forte avrebbe dovuto auspicare un cambio ad esempio di 2100 - 2200 lire, con cui si sarebbe resa la lira rispettivamente più debole del 7,8% e del 12%: un cambio a 1500 lire avrebbe reso la lira più forte del 29%.
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A sinistra:
2 € commemorativo comune emesso nel 2009 da tutti gli stati dell'unione monetaria per celebrare il decennale della nascita dell'Euro.
A destra:
2 € commemorativo comune emesso nel 2012 da tutti gli stati dell'unione monetaria per celebrare il decennale dell'inizio della circolazione del contante in Euro.

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Altre questioni:
L'EURO NATO "IERI POMERIGGIO"
Si dice spesso che l'Euro sia stato inventato "dopo la caduta del muro di Berlino", secondo certe teorie all'unico scopo d'impedire alla Germania riunificata di sovrastare l'intero mercato europeo con le sue nuove grandi dimensioni economiche e politiche. In realtà l'Euro, o meglio l'idea di unione monetaria europea, è molto precedente e ha ben altre e più serie motivazioni.
Molto sinteticamente, nel 1961 il Comitato Monnet (fondato da Jean Monnet, padre del processo d'integrazione europea) propose di realizzare una "Unione europea delle Riserve monetarie", come primo passo verso una moneta europea. Lo fece perchè nel dopoguerra l'Europa aveva già una specie di moneta unica, il Dollaro USA, a cui tutte le valute europee erano legate da cambio fisso: quando i principali stati europei decisero di sganciare la loro valuta dal Dollaro ci fu chi previde gli svantaggi che questo avrebbe provocato per un mercato, quello europeo, che andava sempre più integrandosi, nel contesto generale di un'Europa che tentava per quanto possibile di affrancarsi dalla grande influenza delle superpotenze mondiali.
Nel 1969 con il "Piano Werner", dal nome dell'allora primo ministro del Lussemburgo, si arrivò a un accordo per concretizzare gradualmente l'idea di unione monetaria e si progettò l'istituzione di una valuta unica da realizzare entro il 1980. Ma la confusione provocata nel decennio successivo dalla crisi energetica, dalla fine della convertibilità in oro del Dollaro USA e dalla forte ondata inflattiva costrinsero ad accantonare il progetto d'unione monetaria, che venne ripreso in seguito e portato a termine negli anni '90.
CI VOLEVANO BANCONOTE DA 1 E 2 EURO
Questa idea è osteggiata a causa dell'alta deperibilità che hanno banconote di taglio così basso.
Che avere 1 e 2 € in moneta piuttosto che in banconota avrebbe fatto davvero così tanta differenza in fatto d'importanza attribuita ai soldi è questione discutibile, comunque chi sostiene questa ipotesi porta sempre come esempio gli USA, che hanno il taglio 1 in banconota: va specificato che negli USA si cerca di fare proprio il contrario: abolire la banconota da 1 dollaro per sostituirla con una moneta, soprannominata "golden dollar".

C'è anche chi ha il taglio 5 in moneta.

LE EUROBANCONOTE SEMBRANO QUELLE DEL MONOPOLI
(critica diffusa ai tempi della prima serie di banconote)
Per quanto insulsa ho voluto riportare questa critica, frequente nei settori anti-euro più estremisti, che vuole spacciare l'aspetto multicolore della serie di banconote come difetto estetico. Il colore prevalente dei vari tagli è in realtà un pregio, e ha una semplice motivazione: serve ad aiutare i deboli di vista a distinguerli l'uno dall'altro.

