A proposito della Macedonia unica, mi verrebbe da dire che Alessandro Magno avrebbe commentato: "La Grecia è unica... ed è macedone... al pari di Persia, Egitto e mezzo altro Mondo"
Un dot pregiato
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Re: Un dot pregiato
Bravo Debe, sfoggia la tua competenza in campo linguistico!
A proposito della Macedonia unica, mi verrebbe da dire che Alessandro Magno avrebbe commentato: "La Grecia è unica... ed è macedone... al pari di Persia, Egitto e mezzo altro Mondo"

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Re: Un dot pregiato
Questa discussione è una gran ventata di ossigeno nella situazione di merda in cui mi trovo, senza connessione da mercoledi 22. Sto impazzendo lentamente... lunedi chiamo i tecnici della Telecom che DOVRANNO sistemare il problema se vogliono rimanere vivi. Non fate caso alla mancanza di apostrofi e cose simili, sto scrivendo da casa di un mio amico con una tastiera americana.
In realtà il famoso referendum di cui parli era congegnato in modo da renderlo inaccettabile per i greco ciprioti. Fu inventato da un incaricato USA di cui adesso mi sfugge il nome e dal diplomatico inglese Lord Hannay, presentato a nome di Kofi Annan e non dell ONU in se che non lo riconosce come sua proposta ufficiale, e prevedeva fra le altre cose la accettazione e ufficializzazione della presenza permanente di forze turche sull isola anche dopo la riunificazione.
Che il mondo se ne freghi della questione di Cipro è normale, dato che non ci sono in gioco chissa che enormi interessi economici o strategici a livello planetario, invece è veramente un obbrobrio totale che la UE di cui Cipro e Grecia sono membri tratti questa faccenda con leggerezza. Questo d altronde è inevitabile, perchè come anche Claudio fa notare la UE politcamente non esiste e non puo intervenire in questa faccenda se non come insieme dei suoi 27 stati, che hanno idee differenti sulla questione.
Sappiamo benissimo che l ingresso della Turchia in UE è una faccenda che alle condizioni attuali non dovrebbe essere neanche posta, sia perchè la Turchia non è pronta e non lo sara per molto tempo sia perchè la UE non è pronta ad allargarsi ulteriormente. Anche e soprattutto per la questione di Cipro... perchè è del tutto inaccettabile, una vera bestialita', che si proponga e spinga per l ingresso di un paese che ha siffatti rapporti con 2 stati della UE, di cui invade parte del territorio di uno dei due (cosa universalmente riconosciuta da tutto il mondo tranne la Turchia).
A complicare ulteriormente il tutto c è che Turchia e Grecia fanno entrambi parte della NATO, nonostante da sempre fra i due ci sia una specie di guerra fredda in miniatura... e qui passiamo al poco o pochissimo noto.
Anche se gli USA e la dirigenza NATO hanno fatto di tutto per nasconderlo, per ovvie ragioni, durante l invasione di cipro ci sono stati scontri fra caccia greci e turchi di cui ancora oggi si sanno pochissimi particolari, e la tensione è rimasta molto alta per parecchi anni dopo. Nel periodo successivo i due hanno continuato nonostante la guerra fredda vera e propia a comportarsi con diffidenza quando non de facto come nemici, dedicando una quantita di risorse per le forze armate che è abnorme per paesi di quelle dimensioni.
Gli scontri in epoca recente si sono limitati a tensioni per la rivendicazione turca su certe isole greche, ad esempio Imia, e a episodi di duelli fra caccia greci e turchi senza sparare, che in un caso hanno provocato una vittima (un pilota greco di Mirage si è schiantato in mare dopo una manovra troppo azzardata per evitare di essere agganciato dal sistema di puntamento di un F 16 turco).
La situazione cipriota è complicatissima, sia perchè dura da un sacco e ha risvolti in molti campi sia perchè i mezzi di informazione non in lingua greca ne parlano poco e quando lo fanno sono generalmente di parte (il succulento mercato turco e le lobbies che premono per il suo ingresso in UE sono molto influenti). Alcuni episodi e questioni sono quasi del tutto sconosciute nel resto d Europa, ne accennero' brevemente.claudio vda wrote:Il caso Cipro è un esempio di situazione fossile che non adrebbe più tollerata: se esistesse un'Europa forte ed unita dovrebbe fare tutto il possibile per risolverla. Ricordo infatti che Cipro Nord fu invasa dai Turchi per proteggere i Turco-Ciprioti dagli effetti di un golpe guidato dalla Grecia... mi sembra che oggi tale rischio non sussita più, o no?![]()
Aggiungo poi che al momento di decidere l'ingresso nell'area euro, i Turco-Ciprioti votarono in massa per il "si", mentre i Greco-Ciprioti erano assai più scettici; risultato: i Greco-Ciprioti hanno l'Euro e i Turco-Ciprioti no... non vi sembra una presa per i fondelli bella e buona?
In realtà il famoso referendum di cui parli era congegnato in modo da renderlo inaccettabile per i greco ciprioti. Fu inventato da un incaricato USA di cui adesso mi sfugge il nome e dal diplomatico inglese Lord Hannay, presentato a nome di Kofi Annan e non dell ONU in se che non lo riconosce come sua proposta ufficiale, e prevedeva fra le altre cose la accettazione e ufficializzazione della presenza permanente di forze turche sull isola anche dopo la riunificazione.
claudio vda wrote:Purtroppo l'Europa è debole, i Governi nazionali sono interessati a portare avanti ciascuno la propria carretta, e di Cipro il Mondo se ne infischil allegramente
Eleni ha perfettamente ragione e io condivido in pieno quel senso di schifo che provano lei come molti greci. Non solo di schifo ma anche di rabbia.debemaks wrote:La mia amica (nonchè futura cugina Ελενη=Eleni) dice che è uno schifo che il mondo e la UE non si curi affatto della Grecia, sia nella questione di Cipro che nella questione della FYRO Makedonia.
Che il mondo se ne freghi della questione di Cipro è normale, dato che non ci sono in gioco chissa che enormi interessi economici o strategici a livello planetario, invece è veramente un obbrobrio totale che la UE di cui Cipro e Grecia sono membri tratti questa faccenda con leggerezza. Questo d altronde è inevitabile, perchè come anche Claudio fa notare la UE politcamente non esiste e non puo intervenire in questa faccenda se non come insieme dei suoi 27 stati, che hanno idee differenti sulla questione.
Sappiamo benissimo che l ingresso della Turchia in UE è una faccenda che alle condizioni attuali non dovrebbe essere neanche posta, sia perchè la Turchia non è pronta e non lo sara per molto tempo sia perchè la UE non è pronta ad allargarsi ulteriormente. Anche e soprattutto per la questione di Cipro... perchè è del tutto inaccettabile, una vera bestialita', che si proponga e spinga per l ingresso di un paese che ha siffatti rapporti con 2 stati della UE, di cui invade parte del territorio di uno dei due (cosa universalmente riconosciuta da tutto il mondo tranne la Turchia).
A complicare ulteriormente il tutto c è che Turchia e Grecia fanno entrambi parte della NATO, nonostante da sempre fra i due ci sia una specie di guerra fredda in miniatura... e qui passiamo al poco o pochissimo noto.
Anche se gli USA e la dirigenza NATO hanno fatto di tutto per nasconderlo, per ovvie ragioni, durante l invasione di cipro ci sono stati scontri fra caccia greci e turchi di cui ancora oggi si sanno pochissimi particolari, e la tensione è rimasta molto alta per parecchi anni dopo. Nel periodo successivo i due hanno continuato nonostante la guerra fredda vera e propia a comportarsi con diffidenza quando non de facto come nemici, dedicando una quantita di risorse per le forze armate che è abnorme per paesi di quelle dimensioni.
Gli scontri in epoca recente si sono limitati a tensioni per la rivendicazione turca su certe isole greche, ad esempio Imia, e a episodi di duelli fra caccia greci e turchi senza sparare, che in un caso hanno provocato una vittima (un pilota greco di Mirage si è schiantato in mare dopo una manovra troppo azzardata per evitare di essere agganciato dal sistema di puntamento di un F 16 turco).
è giusto cosi e spero che continui a farlo nonostante le pressioni e i velati ricatti di molti stati.debemaks wrote:Per quel che riguarda Cipro la Grecia (qual'ora sia possibile opporsi all'ingresso di un nuovo stato), si opporrà all'ingresso della Turchia nella UE finchè non lascierà cipro nord ai ciprioti (e faccio notare ai ciprioti... non ai greci...)
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Re: Un dot pregiato
Ne avevo parlato qui a pag. 8 ( http://forum.eurobilltracker.com/viewto ... &start=105" onclick="window.open(this.href);return false; ) e recentemente ho scoperto qualcosa d'interessante in vari settori. Va detto che il tutto andrebbe verificato, in quanto proviene da una fonte che non ritengo molto affidabile.ART wrote:Passiamo a un posto noto a molti tracciatori, anche perchè ci hanno già fatto un raduno di EBT: Baarle Nassau / Baarle Hertog.
Riassumo punto per punto sperando di non fare errori perchè non ho disponibile la fonte, vado a memoria.
- La serie di exclavi e contro-exclavi varie non sono sempre state come oggi: finchè la situazione non venne migliorata in seguito, il tracciamento originario del confine col Trattato di Maastricht del 1843 lasciò la bellezza di 5763 particelle di exclavi.
La definizione e conferma dei confini come sono oggi è stata un processo lunghissimo, concluso negli anni '70.
- In una delle case divise dal confine un uomo con due figli ha raccontato di dormire con la testa nel paesi Bassi e i piedi in Belgio. Suo figlio ha la stanza in Belgio e la sorella nel Paesi Bassi.
- Per evitare le normative più severe del Paesi Bassi certi negozi sul confine hanno le porte che danno tutte su exclavi del Belgio, anche in fila su brevi tratti, in modo da risultare negozi belgi.
- Tempo addietro una banca aveva gli uffici in Belgio e le casseforti nei Paesi Bassi, a cui si accedeva attraverso porte segrete e cunicoli. Quando la polizia l'ha saputo ha fatto spostare il caveau, perchè lo spostamento di valori attraverso quei corridoi risultava esportazione illegale di valuta (parliamo di quando in Europa non si potevano spostare liberamente i capitali).
- I pompieri di Baarle, quelli belgi e quelli olandesi, collaborano allo spegnimento degli incendi ma hanno attrezzatura con diversi standard: i manicotti per gli idranti dei due stati hanno diametro diverso, quindi sono stati progettati a Baarle stessa e relizzati degli adattatori che permettono di infilare gli idranti olandesi nei manicotti belgi e viceversa.
Last edited by ART on Mon Nov 01, 2010 4:47 am, edited 1 time in total.
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Re: Un dot pregiato
Ecco per chi si vuole divertire approfondendo ulteriormente informazioni sulla vita a Baarle. La seconda parte è in inglese e riporta un fatto storico interessante il cui titolo ho evidenziato in grassetto.
Un paese curioso in Belgio: Baarle Hertog
di Elena Scarrone
Campi coltivati, fattorie e trattori: e’ la campagna belga, a 100 chilometri da Bruxelles. I cartelli segnalano il passaggio in territorio olandese. Superata la frontiera, però si torna in Belgio, a Baarle Hertog, paesino di 2.500 anime. L’enclave più bizzarro del mondo : il confine qui corre attraverso strade, marciapiedi e palazzi. E così capita di entrare in un condominio in terra olandese e di uscire in Belgio. Ogni ingresso porta accanto al numero civico i colori del paese di appartenenza. Il sindaco belga della città ci spiega che qui tutto e’ doppio: municipio, biblioteca comunale, vigili del fuoco, sanità pubblica e polizia.
Jan Van Leuven – sindaco belga Baarle Hertog “Noi qui 22 enclavi appartenenti al Belgio in territorio olandese ….e poi ci sono 7 enclavi olandesi in Belgio, detti esclavi”.
Molti degli abitanti hanno la cucina in Olanda e la camera da letto in Belgio! La cartina mostra la bislacca divisione del territorio: un’eredita’ del Medioevo, quando il paese divenne terra di conquista fra un conte olandese ed un duca belga che alla fine si spartirono a pezzi il territorio. Un enigma non ancora risolto, che però gli abitanti vivono in allegria.
Signora “Beh, e’ fantastico! Le persone sono molto gentili, in olandese ci definiamo cugini”.
Ragazzo “E’ strano, si , ma non so negli altri posti, io ho sempre vissuto qui”.
Uomo “Ci sono meno tasse, quindi gli olandesi vengono nella parte belga a comprare le sigarette. Il paese e’ diventato famoso anche per questo.”
Tabaccaio “Un grosso problema e’ il football. Sicuramente ogni volta che ci sono i mondiali di calcio o le coppe europee… capita a volte – noi siamo belgi - …e capita che la nostra nazionale debba giocare contro l’Olanda.”
Al di là del tifo calcistico, qualche problema, in realtà, si pone. Soprattutto quando il confine taglia esattamente a metà la porta di ingresso della casa. Jan Van Leuven – sindaco belga Baarle Hertog “Se la porta d’ingresso e’, per esempio, in Belgio, gli inquilini saranno di nazionalità belga. Per le tasse, invece, conta la planimetria: se la stessa casa e’ al 90% in Olanda si paga il 90% al fisco olandese e il 10% a quello belga”.
Nei bar e nei ristoranti belgi e’ vietato fumare. Divieto che nei locali pubblici olandesi non esiste.Per evitare, chiamando il vicino di casa, di fare una telefonata internazionale, le compagnie telefoniche si sono accordate per concedere, in via eccezionale, tariffe urbane. Per i cellulari, invece, gli abitanti hanno due schede : una belga e una olandese. Di necessità virtù, Insomma, come quando, qualche anno fa, ci fu il problema della mucca pazza.
Jan Van Leuven – sindaco belga Baarle Hertog “Cinque anni fa in Belgio ci fu la malattia che colpiva le mucche… e così il governo olandese chiuse le frontiere. Era proibito esportare mucche e carne. C’era un contadino che doveva portare le sue mucche in Belgio passando per l’Olanda. La polizia olandese disse che non si poteva.’”
Alla fine il problema si risolse : gli abitanti del paese scesero in piazza e scortarono l’agricoltore fino in Belgio. La ricetta per riuscire a cogliere, nelle differenze, gli aspetti positivi, ce la offre il sindaco.
Jan Van Leuven – sindaco belga Baarle Hertog “Devi avere un po’ d’immaginazione, qui…come gli italiani!”
_____________________
1.Traffic accidents. With the deviant state border criss-crossing town squares, roads and car-parks, so that it is not unusual to have a car parked with its bumper in Belgium and its boot - in Holland, or vice versa, it is hard, at times impossible, to determine, on whose territory a traffic accident occurred. This in turn leads to problems of responsibility, insurance, police investigation (which police force should be entrusted with it - Dutch or Belgian?). On top of it, because car insurance premiums were more expensive in Belgium that in Holland (although cars and petrol were cheaper), Belgian car mechanics are reluctant to serve Dutch customers. Conclusion: when in Baarle, drive carefully.
2.Trespassing and policing. With both Dutch and Belgian policemen on duty strictly banned from operating on a foreign territory, Baarle cops have to be sure - literally - where exactly they stand - at any particular moment. Theoretically, if a Dutch policeman saw a woman attacked on the Belgian side of a street across the road, he could watch and register the assault but had no right to intervene.
The speed limit in the Belgian parts of Baarle is 60 km/h, whereas in the Dutch bits – it is 50. With the border running across every other road cobble, the absurdity of the situation is such that the Dutch police have to ignore the speeders staying within 60 km/h.
3.Draft-dodging. This problem became a thing of the past, when the armies in both Belgium and the Netherlands were made professional. Prior to that, Baarle was a paradise for both Dutch and Belgian draft-dodgers and deserters, who were able to avoid conscription indefinitely by changing their residential addresses from one country to another, which was in most cases easily achieved by moving to a house next door.
4. Ambulance and health services. Although Baarle's nearest ambulance station was in Belgium (about 5 miles from the town centre), its paramedics are not allowed to answer calls from foreign nationals, and all Dutch emergencies have to be dealt with by the nearest Dutch ambulance station in Breda - over 30 miles away. They have been trying to alter this ridiculous situation since 1980s by directly appealing to the relevant authorities both in Brussels and in the Hague, but received no help from either. Remembering the sad example of Mijnheer Theo Bloem, local GPs have to be careful as to where to have their surgeries. Dr. Bloem was qualified to practise in Holland, but not in Belgium. His surgery was attached to his house, which was in Belgium, next to the border, and one day Belgian local authorities decided he could no longer practise from their territory. The surgery had to be closed down, and Dr Bloem had to build a new one on Dutch soil thirty feet away - at considerable cost to himself. One recent incident, however, inspired hope that this bureaucratic cross-border madness could be overcome one day. Until several years ago, Baarle's Dutch psychiatric nursing home - an establishment that was probably in great demand due to the constant lunacy of the town's everyday life - wasn't allowed to accept Belgians. It so happened that a Belgian old lady, who lived 50 metres away from it, had to be urgently admitted to a psychiatric institution1, but the hospital next door refused to accommodate her, and she had to be taken to the nearest Dutch one - 50 miles away. The paradox of this was so obvious that the two Mayors, no longer willing to rely on assistance from their respective capitals, decided to resolve it between themselves, and by mutual agreement, the nursing home in question now has five beds, permanently reserved for Baarle's Belgian residents.
5.Law enforcement. Some time ago, a Dutch citizen was arrested by the Belgian police in Baarle-Hertog (i.e. on Belgian territory) and taken to a remand prison in the nearest Belgian town of Turnhout. In order to transport the offender there, the police had to go over Dutch territory: there was simply no other way out of the enclave. The detainee later argued in Court that his transportation across his native Holland, which did not result in his extradition to the Dutch authorities, was illegal from the point of view of international law, and he was acquitted! In 1997, when some European countries had a pigs' pest epidemic, the Dutch authorities banned transportation of pigs through their country. Belgium had no such ban, but when a Belgian farmer from Baarle tried to take his pigs to a slaughterhouse in "mainland" Belgium and therefore had to cross over Dutch territory, he was turned back by Dutch police. A similar scenario took stage in 2001, during the Foot-and-Mouth epidemic, which was taken by Dutch authorities much more seriously than by Belgian ones - all to the detriment of Baarle's long-suffering Belgian farmers who - again - found themselves locked up inside their exclaves with all the produce they were unable to sell.
6.Licencing. The difference between Belgian and Dutch licencing hours used to be blatantly exploited by landlords of several Baarle’s pubs, dissected by the frontier: they simply installed two sets of doors – one in each country. When they stopped selling alcohol in Holland, the patrons hastily left through the Dutch doors only to re-enter immediately through the Belgian ones to carry on boozing. This practice was eventually curtailed, and the two countries’ licensing laws were now fairly similar. But a slight discrepancy remained: in Holland they stopped selling alcohol at 2 am, in Belgium – at 3 am. So, come 2 am, all locals, who wanted to carry on partying, had to relocate to Belgian pubs, provided they could still walk, drive or cycle.
Baarle saved London from being bombed in 1916.
During the First World War, all twenty-two Belgian enclaves of Baarle were occupied, whereas the town’s Dutch enclaves remained neutral. Inside one of those Dutch enclaves, there was (and still is) a tiny 40-square-metre-large Belgian sub-enclave, which the German army, for obvious reasons, was unable to access without violating Dutch neutrality. It was there, in that tiny unoccupied bit of Belgium, that the people of Baarle built a wireless tower, which was able to intercept German radio communications. Among those, was an early warning of the impending bombardment of London by three German airships (dirigibles). As a result, all three were shot down by the British artillery on their way to London, and the bombing never took place. It was one of the first air-defence operations in British military history. The wireless station continued to forewarn the British about impending air raids throughout 1917, when the first bomber-planes came into existence.
During World War II, it took twenty-eight days to liberate Baarle – the longest liberation time for any Dutch municipality, whereas neighbouring Breda and the whole of North Brabant were liberated in a single afternoon.
When the Belgians surrendered, the Nazis assumed the civil administration of Baarle-Hertog - the town's Belgian bits, whereas its Dutch outliers were administered by the German military government, because Holland did not capitulate and was therefore regarded as occupied enemy territory. When, after the town's liberation, the Dutch town hall was destroyed by gunfire, the Belgian Mayor of Baarle-Hertog temporarily permitted his Dutch counterpart to share the Belgian Town Hall across the road - an impressive example of the pre-EU cross-border cooperation across the street.
Un paese curioso in Belgio: Baarle Hertog
di Elena Scarrone
Campi coltivati, fattorie e trattori: e’ la campagna belga, a 100 chilometri da Bruxelles. I cartelli segnalano il passaggio in territorio olandese. Superata la frontiera, però si torna in Belgio, a Baarle Hertog, paesino di 2.500 anime. L’enclave più bizzarro del mondo : il confine qui corre attraverso strade, marciapiedi e palazzi. E così capita di entrare in un condominio in terra olandese e di uscire in Belgio. Ogni ingresso porta accanto al numero civico i colori del paese di appartenenza. Il sindaco belga della città ci spiega che qui tutto e’ doppio: municipio, biblioteca comunale, vigili del fuoco, sanità pubblica e polizia.
Jan Van Leuven – sindaco belga Baarle Hertog “Noi qui 22 enclavi appartenenti al Belgio in territorio olandese ….e poi ci sono 7 enclavi olandesi in Belgio, detti esclavi”.
Molti degli abitanti hanno la cucina in Olanda e la camera da letto in Belgio! La cartina mostra la bislacca divisione del territorio: un’eredita’ del Medioevo, quando il paese divenne terra di conquista fra un conte olandese ed un duca belga che alla fine si spartirono a pezzi il territorio. Un enigma non ancora risolto, che però gli abitanti vivono in allegria.
Signora “Beh, e’ fantastico! Le persone sono molto gentili, in olandese ci definiamo cugini”.
Ragazzo “E’ strano, si , ma non so negli altri posti, io ho sempre vissuto qui”.
Uomo “Ci sono meno tasse, quindi gli olandesi vengono nella parte belga a comprare le sigarette. Il paese e’ diventato famoso anche per questo.”
Tabaccaio “Un grosso problema e’ il football. Sicuramente ogni volta che ci sono i mondiali di calcio o le coppe europee… capita a volte – noi siamo belgi - …e capita che la nostra nazionale debba giocare contro l’Olanda.”
Al di là del tifo calcistico, qualche problema, in realtà, si pone. Soprattutto quando il confine taglia esattamente a metà la porta di ingresso della casa. Jan Van Leuven – sindaco belga Baarle Hertog “Se la porta d’ingresso e’, per esempio, in Belgio, gli inquilini saranno di nazionalità belga. Per le tasse, invece, conta la planimetria: se la stessa casa e’ al 90% in Olanda si paga il 90% al fisco olandese e il 10% a quello belga”.
Nei bar e nei ristoranti belgi e’ vietato fumare. Divieto che nei locali pubblici olandesi non esiste.Per evitare, chiamando il vicino di casa, di fare una telefonata internazionale, le compagnie telefoniche si sono accordate per concedere, in via eccezionale, tariffe urbane. Per i cellulari, invece, gli abitanti hanno due schede : una belga e una olandese. Di necessità virtù, Insomma, come quando, qualche anno fa, ci fu il problema della mucca pazza.
Jan Van Leuven – sindaco belga Baarle Hertog “Cinque anni fa in Belgio ci fu la malattia che colpiva le mucche… e così il governo olandese chiuse le frontiere. Era proibito esportare mucche e carne. C’era un contadino che doveva portare le sue mucche in Belgio passando per l’Olanda. La polizia olandese disse che non si poteva.’”
Alla fine il problema si risolse : gli abitanti del paese scesero in piazza e scortarono l’agricoltore fino in Belgio. La ricetta per riuscire a cogliere, nelle differenze, gli aspetti positivi, ce la offre il sindaco.
Jan Van Leuven – sindaco belga Baarle Hertog “Devi avere un po’ d’immaginazione, qui…come gli italiani!”
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1.Traffic accidents. With the deviant state border criss-crossing town squares, roads and car-parks, so that it is not unusual to have a car parked with its bumper in Belgium and its boot - in Holland, or vice versa, it is hard, at times impossible, to determine, on whose territory a traffic accident occurred. This in turn leads to problems of responsibility, insurance, police investigation (which police force should be entrusted with it - Dutch or Belgian?). On top of it, because car insurance premiums were more expensive in Belgium that in Holland (although cars and petrol were cheaper), Belgian car mechanics are reluctant to serve Dutch customers. Conclusion: when in Baarle, drive carefully.
2.Trespassing and policing. With both Dutch and Belgian policemen on duty strictly banned from operating on a foreign territory, Baarle cops have to be sure - literally - where exactly they stand - at any particular moment. Theoretically, if a Dutch policeman saw a woman attacked on the Belgian side of a street across the road, he could watch and register the assault but had no right to intervene.
The speed limit in the Belgian parts of Baarle is 60 km/h, whereas in the Dutch bits – it is 50. With the border running across every other road cobble, the absurdity of the situation is such that the Dutch police have to ignore the speeders staying within 60 km/h.
3.Draft-dodging. This problem became a thing of the past, when the armies in both Belgium and the Netherlands were made professional. Prior to that, Baarle was a paradise for both Dutch and Belgian draft-dodgers and deserters, who were able to avoid conscription indefinitely by changing their residential addresses from one country to another, which was in most cases easily achieved by moving to a house next door.
4. Ambulance and health services. Although Baarle's nearest ambulance station was in Belgium (about 5 miles from the town centre), its paramedics are not allowed to answer calls from foreign nationals, and all Dutch emergencies have to be dealt with by the nearest Dutch ambulance station in Breda - over 30 miles away. They have been trying to alter this ridiculous situation since 1980s by directly appealing to the relevant authorities both in Brussels and in the Hague, but received no help from either. Remembering the sad example of Mijnheer Theo Bloem, local GPs have to be careful as to where to have their surgeries. Dr. Bloem was qualified to practise in Holland, but not in Belgium. His surgery was attached to his house, which was in Belgium, next to the border, and one day Belgian local authorities decided he could no longer practise from their territory. The surgery had to be closed down, and Dr Bloem had to build a new one on Dutch soil thirty feet away - at considerable cost to himself. One recent incident, however, inspired hope that this bureaucratic cross-border madness could be overcome one day. Until several years ago, Baarle's Dutch psychiatric nursing home - an establishment that was probably in great demand due to the constant lunacy of the town's everyday life - wasn't allowed to accept Belgians. It so happened that a Belgian old lady, who lived 50 metres away from it, had to be urgently admitted to a psychiatric institution1, but the hospital next door refused to accommodate her, and she had to be taken to the nearest Dutch one - 50 miles away. The paradox of this was so obvious that the two Mayors, no longer willing to rely on assistance from their respective capitals, decided to resolve it between themselves, and by mutual agreement, the nursing home in question now has five beds, permanently reserved for Baarle's Belgian residents.
5.Law enforcement. Some time ago, a Dutch citizen was arrested by the Belgian police in Baarle-Hertog (i.e. on Belgian territory) and taken to a remand prison in the nearest Belgian town of Turnhout. In order to transport the offender there, the police had to go over Dutch territory: there was simply no other way out of the enclave. The detainee later argued in Court that his transportation across his native Holland, which did not result in his extradition to the Dutch authorities, was illegal from the point of view of international law, and he was acquitted! In 1997, when some European countries had a pigs' pest epidemic, the Dutch authorities banned transportation of pigs through their country. Belgium had no such ban, but when a Belgian farmer from Baarle tried to take his pigs to a slaughterhouse in "mainland" Belgium and therefore had to cross over Dutch territory, he was turned back by Dutch police. A similar scenario took stage in 2001, during the Foot-and-Mouth epidemic, which was taken by Dutch authorities much more seriously than by Belgian ones - all to the detriment of Baarle's long-suffering Belgian farmers who - again - found themselves locked up inside their exclaves with all the produce they were unable to sell.
6.Licencing. The difference between Belgian and Dutch licencing hours used to be blatantly exploited by landlords of several Baarle’s pubs, dissected by the frontier: they simply installed two sets of doors – one in each country. When they stopped selling alcohol in Holland, the patrons hastily left through the Dutch doors only to re-enter immediately through the Belgian ones to carry on boozing. This practice was eventually curtailed, and the two countries’ licensing laws were now fairly similar. But a slight discrepancy remained: in Holland they stopped selling alcohol at 2 am, in Belgium – at 3 am. So, come 2 am, all locals, who wanted to carry on partying, had to relocate to Belgian pubs, provided they could still walk, drive or cycle.
Baarle saved London from being bombed in 1916.
During the First World War, all twenty-two Belgian enclaves of Baarle were occupied, whereas the town’s Dutch enclaves remained neutral. Inside one of those Dutch enclaves, there was (and still is) a tiny 40-square-metre-large Belgian sub-enclave, which the German army, for obvious reasons, was unable to access without violating Dutch neutrality. It was there, in that tiny unoccupied bit of Belgium, that the people of Baarle built a wireless tower, which was able to intercept German radio communications. Among those, was an early warning of the impending bombardment of London by three German airships (dirigibles). As a result, all three were shot down by the British artillery on their way to London, and the bombing never took place. It was one of the first air-defence operations in British military history. The wireless station continued to forewarn the British about impending air raids throughout 1917, when the first bomber-planes came into existence.
During World War II, it took twenty-eight days to liberate Baarle – the longest liberation time for any Dutch municipality, whereas neighbouring Breda and the whole of North Brabant were liberated in a single afternoon.
When the Belgians surrendered, the Nazis assumed the civil administration of Baarle-Hertog - the town's Belgian bits, whereas its Dutch outliers were administered by the German military government, because Holland did not capitulate and was therefore regarded as occupied enemy territory. When, after the town's liberation, the Dutch town hall was destroyed by gunfire, the Belgian Mayor of Baarle-Hertog temporarily permitted his Dutch counterpart to share the Belgian Town Hall across the road - an impressive example of the pre-EU cross-border cooperation across the street.
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Re: Un dot pregiato
Ora che mi ci fai pensare, Baarle Hertog è non dico ad un tiro di sasso da casa mia, ma a tre tiri si: il problema sarà come al solito arrivare a Liège o a Maastricht (questo confine Occidentale del Nordreno-Westfalia è qualcosa di incredibile per i mezzi pubblici!), ma una volta giunto a Liège o a Maastricht, sarà affare di poco! 
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Re: Un dot pregiato
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Re: Un dot pregiato
E' un altro di quei posti che bisogna assolutamente vedere, e starci per più tempo possibile
Una cosa che mi piacerebbe veramente troppo fare è entrare nelle case dentro cui passa il confine e vedere all'interno dove corre esattamente:
http://fotogeniekbelgie.files.wordpress ... tog-41.jpg" onclick="window.open(this.href);return false;
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/c ... Baarle.jpg" onclick="window.open(this.href);return false;
Forse presentandosi come confinologi che stanno facendo ricerche per il progresso della scienza dell'exclavologia i proprietari potrebbero accettare
Una cosa che mi piacerebbe veramente troppo fare è entrare nelle case dentro cui passa il confine e vedere all'interno dove corre esattamente:
http://fotogeniekbelgie.files.wordpress ... tog-41.jpg" onclick="window.open(this.href);return false;
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Re: Un dot pregiato
Aachen Maastricht: busclaudio vda wrote:Ora che mi ci fai pensare, Baarle Hertog è non dico ad un tiro di sasso da casa mia, ma a tre tiri si: il problema sarà come al solito arrivare a Liège o a Maastricht (questo confine Occidentale del Nordreno-Westfalia è qualcosa di incredibile per i mezzi pubblici!), ma una volta giunto a Liège o a Maastricht, sarà affare di poco!
Maastricht Tilburg: treno
Tilburg Baarle-Nassau: bus
http://www.9292ov.nl" onclick="window.open(this.href);return false;
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Re: Un dot pregiato
Sicuramente conoscerete lo SMOM (Sovrano Militare Ordine di Malta) http://it.wikipedia.org/wiki/Sovrano_Mi ... e_di_Malta" onclick="window.open(this.href);return false;
Non mi dilungherò sulle molte particolarità di questa organizzazione di cui si possono trovare molte informazioni su Internet, ma credo sia un posto traccialmente interessante in quanto le sue uniche due sedi (a Roma, quella principale di Via Condotti e l'altra sull'Aventino) sono zone extraterritoriali (quindi territorio italiano ma amministrato dallo SMOM come entità sovrana, come nel caso simile di quelle del Vaticano) perchè lo SMOM è un soggetto di diritto internazionale, anche se la sua natura esatta e sovranità effettiva sono discusse tutt'oggi dagli esperti di diritto internazionale.
Che io sappia l'unico modo per il "grande pubblico" di tracciare dalla una delle zone è l'ufficio delle Poste Magistrali in via Bocca di Leone 68: se ne può approfittare per spedire qualcosa, con tanto di francobolli dello SMOM... ma non si sa se arriverà in quanto le Poste Magistrali sono in realtà fittizie, senza personale proprio per il recapito: ciò che prendono in carico lo affidano subito (a pagamento) a quelle Italiane
Non mi dilungherò sulle molte particolarità di questa organizzazione di cui si possono trovare molte informazioni su Internet, ma credo sia un posto traccialmente interessante in quanto le sue uniche due sedi (a Roma, quella principale di Via Condotti e l'altra sull'Aventino) sono zone extraterritoriali (quindi territorio italiano ma amministrato dallo SMOM come entità sovrana, come nel caso simile di quelle del Vaticano) perchè lo SMOM è un soggetto di diritto internazionale, anche se la sua natura esatta e sovranità effettiva sono discusse tutt'oggi dagli esperti di diritto internazionale.
Che io sappia l'unico modo per il "grande pubblico" di tracciare dalla una delle zone è l'ufficio delle Poste Magistrali in via Bocca di Leone 68: se ne può approfittare per spedire qualcosa, con tanto di francobolli dello SMOM... ma non si sa se arriverà in quanto le Poste Magistrali sono in realtà fittizie, senza personale proprio per il recapito: ciò che prendono in carico lo affidano subito (a pagamento) a quelle Italiane
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Re: Un dot pregiato
Mio padre riceve correntemente posta dallo SMOM (di cui è membro) ed ho una discreta collezione di francobolli, ma non avevo mai pensato a registrare dalle loro sedi....ART wrote:Sicuramente conoscerete lo SMOM (Sovrano Militare Ordine di Malta) http://it.wikipedia.org/wiki/Sovrano_Mi ... e_di_Malta" onclick="window.open(this.href);return false;
Non mi dilungherò sulle molte particolarità di questa organizzazione di cui si possono trovare molte informazioni su Internet, ma credo sia un posto traccialmente interessante in quanto le sue uniche due sedi (a Roma, quella principale di Via Condotti e l'altra sull'Aventino) sono zone extraterritoriali (quindi territorio italiano ma amministrato dallo SMOM come entità sovrana, come nel caso simile di quelle del Vaticano) perchè lo SMOM è un soggetto di diritto internazionale, anche se la sua natura esatta e sovranità effettiva sono discusse tutt'oggi dagli esperti di diritto internazionale.
Che io sappia l'unico modo per il "grande pubblico" di tracciare dalla una delle zone è l'ufficio delle Poste Magistrali in via Bocca di Leone 68: se ne può approfittare per spedire qualcosa, con tanto di francobolli dello SMOM... ma non si sa se arriverà in quanto le Poste Magistrali sono in realtà fittizie, senza personale proprio per il recapito: ciò che prendono in carico lo affidano subito (a pagamento) a quelle Italiane
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Re: Un dot pregiato
riccccc wrote:Ecco una lista di posti dove è stato adottato l'Euro, che secondo me sarebbero senz'altro "dot pregiati":
GUYANA FRANCESE Sud America tropicale

(mappa stallitare grande dell'ESA)
http://earth.eo.esa.int/satelliteimages ... ana_or.jpg" onclick="window.open(this.href);return false;
Colonizzata a partire dal XVII secolo e divenuta Dipartimento d'oltremare francese dal 1946. Il capoluogo è Cayenne

e quasi tutta la popolazione (in totale 220.000 abitanti) è concentrata sulla costa, dove nei pressi della città di Kourou si trova la base spaziale dell'ESA

mentre l'interno è foresta amazzonica selvaggia con alcuni piccoli centri abitati raggiungibili solo in aereo o via fiume, abitati prevalentemente da allevatori e cercatori d'oro.



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Re: Un dot pregiato
Niente Guyana o simili, per il momento: a fine Novembre mi son limitato a fare un tre giorni nel Lussemburgo, avendo cura di tracciare da tutti e tre i Districts del Paese. Ecco le mie località (fra parentesi il distretto)
Luxembourg
137 (Luxembourg)
Echternach
21 (Grevenmacher )
Ettelbruck
8 (Diekirch)
Troisvierges
5 (Diekirch)

Che disappunto il fatto che i tre distretti non siano ancora riportati nel NIG
Comunque il Lussemburgo è veramente un angolo grazioso d'Europa, e ne consiglio vivamente la visita
Luxembourg
Echternach
Ettelbruck
Troisvierges

Che disappunto il fatto che i tre distretti non siano ancora riportati nel NIG
Comunque il Lussemburgo è veramente un angolo grazioso d'Europa, e ne consiglio vivamente la visita
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Re: Un dot pregiato
Dicci, dicci.
Cosa ti ha colpito particolarmente?
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Re: Un dot pregiato
La capitale, Luxembourg (ville), è una città molto graziosa: sorge a strapiombo su un sistema di canyon scavati dai torrenti Alzette e Petruse, che ne hanno fatta una vera roccaforte naturale, cui l'umanità ha aggiunto il suo. Se da una parte sorge la città vecchia, articolata in vari quartieri, di là dall'Alzette sorge il quartiere Europeo, dove ha sede la Corte di Giustizia, immensamente grande, i cui edifici occupano un intero quartiere.
Ho visitato anche le banche, dove col solito trucco di cambiare solo 100 E per volta, sono riuscito senza troppi problemi a sviluppare le mie trame di tracciamento.
Ho mangiato cose ottime, un ibrido fra cucina francese e tedesca, ed in particolare ho gustato un vino bianco.... delizioso!
Non ho visitato solo la bella capitale, ma anche alcuni paesi, quali Echtenrach, grazioso paese al confine con la Germania, o Troisvierges, all'estremo Nord, dove la banda è andata ad accogliere alla stazione nientepopodimeno che... Babbo Natale!
I prezzi? Maggiori di quelli tedeschi (ad Aachen le zucchine italiane stanno a 1 E al Kg
), ma comunque sopportabili per 3 giorni di vacanza. Ad esempio l'ostello a Luxembourg Ville costava 19 E e quello ad Echternach 18 E, con trattamento Hostelling International e colazione a buffet. Altro esempio: in un ristorante di prima categoria davanti al palazzo granducale ho speso circa 15 E di cena + 15 E di vino, mentre a Echternach sono andato in un circolino con porzioni abbondantissime ed ho speso 8 E di cena + 7 E di vino.
Ho visitato anche le banche, dove col solito trucco di cambiare solo 100 E per volta, sono riuscito senza troppi problemi a sviluppare le mie trame di tracciamento.
Ho mangiato cose ottime, un ibrido fra cucina francese e tedesca, ed in particolare ho gustato un vino bianco.... delizioso!
Non ho visitato solo la bella capitale, ma anche alcuni paesi, quali Echtenrach, grazioso paese al confine con la Germania, o Troisvierges, all'estremo Nord, dove la banda è andata ad accogliere alla stazione nientepopodimeno che... Babbo Natale!
I prezzi? Maggiori di quelli tedeschi (ad Aachen le zucchine italiane stanno a 1 E al Kg
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