Un dot pregiato

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Moderator: ravestorm

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mico
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Re: Un dot pregiato

Post by mico »

ART wrote: Si, la famosa Piazza Transalpina / Trg Evrope. Ancor più per la precisione dalla posizione delle sue bellissime scarpette viola si capisce che era posizionata guardando verso nord :lol:
gli anni 1947 e 2004 che significato hanno?
e 57 e 15 che sono? Latitudine e longitudine arrotondate?

infine: ma le scarpette viola, sono quelle di Hello Kitty :?:
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ART
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Re: Un dot pregiato

Post by ART »

mico wrote: gli anni 1947 e 2004 che significato hanno?
1947 è l'anno in cui è stato tracciato il confine, 2004 l'anno in cui la Slovenia è entrata nell'UE e il piazzale , che prima era così http://www3.comune.gorizia.it/turismo/s ... pina_2.jpg" onclick="window.open(this.href);return false; , è stato liberato dalla cancellata verde. E' stata costruita la rotonda piazzandoci al centro la piastra di ferro al posto del cippo di confine originale, che è stato spostato a un lato della piazza (mantenendolo sempre sulla linea di confine) e oggi fa da monumento http://blog.aruba.it/user/marcoferri/Up ... MG0334.jpg" onclick="window.open(this.href);return false;
mico wrote:e 57 e 15 che sono? Latitudine e longitudine arrotondate?
No, sono la numerazione del cippo, che si chiama 57/15. Il primo numero indica uno dei cippi principali da cui derivano parte degli altri, in pratica la piastra è il cippo 15 che deriva dal suo "capo cippo" 57.
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isabetta
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Re: Un dot pregiato

Post by isabetta »

(scusate, ho la connessione che fa cose strane e ho postato doppio)
Last edited by isabetta on Wed Jul 20, 2011 12:13 am, edited 1 time in total.
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Re: Un dot pregiato

Post by isabetta »

ART wrote:
isabetta wrote:Ecco a voi le mie bellissime scarpette viola sul confine tra Gorizia e Nova Gorica :D
Che bello, anche tu hai visitato la Città Sacra! Raccontaci, che hai fatto di bello?
E sopratutto, hai percepito la sacralità del luogo? :lol:
giulcenc wrote:Per la precisione, nella piazza davanti alla stazione ferroviaria di Nova Gorica, giusto?
Si, la famosa Piazza Transalpina / Trg Evrope. Ancor più per la precisione dalla posizione delle sue bellissime scarpette viola si capisce che era posizionata guardando verso nord :lol:
Grazie per i complimenti alle scarpe :mrgreen: (no, non sono di Hello Kitty, sono di marca Lotto)
Allora, sono arrivata a Gorizia, mi sono procurata una mappa della città grazie a un gentilissimo ferroviere, ho visto che c'era un autobus che portava dritto in piazza della Transalpina e poi ho pensato "naaah, alla fine dell'Italia ci devo andare a piedi" :)
Ho tra parentesi fatto benissimo perché per prima cosa, essendo ora di pranzo e facendo molto caldo, mi sono presa un gelato qua :D
Poi ho percorso la città con crescente emozione, fino ad arrivare nella via che porta dritta alla piazza. Ho raggiunto la piazza col cuore in gola e dopo avere esitato un po' ho messo in atto quella magia che consiste nel mettere un piede qua e uno là :mrgreen:
Per me è stato davvero un momento da ricordare (anche perché non avevo mai attraversato un confine via terra in vita mia), ma mentre mi fotografavo i piedi in tutte e quattro le direzioni consentite (in Italia, in Slovenia, di qua e di là, di là e di qua) pensavo che dovevo apparire ai locali come appaiono a me, pisana, i turisti che fanno la foto fingendo di sostenere la Torre Pendente :mrgreen:
A Nova Gorica ho ovviamente fatto tappa al bar della stazione dove ho bevuto una Cockta (buona ma troppo dolce!) e poi mi sono addentrata un pochino in città alla ricerca di cartoline, che non ho trovato; quindi come souvenir mi sono comprata una tazza di Hello Kitty :mrgreen:
Quindi sono tornata verso il confine e ho percorso tutto il bel sentiero lungo la ferrovia, continuando a meravigliarmi a ogni cartello con scritto Italia o Slovenija :) e arrivando fino a Šempeter dove ho comprato acqua (costosissima!) perché ero morta dal caldo. Infine sono rientrata a Gorizia, concludendo così una delle giornate più emozionanti della mia vita :)
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Re: Un dot pregiato

Post by ART »

Brava, dalla descrizione si vede che hai sfruttato fino in fondo l'occasione e hai percepito lo spirito del luogo :D
isabetta wrote:
Ho tra parentesi fatto benissimo perché per prima cosa, essendo ora di pranzo e facendo molto caldo, mi sono presa un gelato qua :D
A giusto coronamento della fantastica giornata :lol:
isabetta wrote:Poi ho percorso la città con crescente emozione, fino ad arrivare nella via che porta dritta alla piazza. Ho raggiunto la piazza col cuore in gola e dopo avere esitato un po' ho messo in atto quella magia che consiste nel mettere un piede qua e uno là :mrgreen:
Per me è stato davvero un momento da ricordare (anche perché non avevo mai attraversato un confine via terra in vita mia),
Hai finalmente realizzato il sogno di cui parlasti nel 2009 in questo stesso thread:
http://forum.eurobilltracker.com/viewto ... 6&start=75" onclick="window.open(this.href);return false;
isabetta wrote:
claudio vda wrote:Anch'io, anch'io! Eccomi con un piede in Italia ed un piede in Slovenia :lol:
Ho sempre voluto farmi una foto così da qualche parte :D
Ancor più emozionante sarebbe attraversarne uno esterno dell'UE, anche se quello di Gorzia/Nova Gorica ha una storia e un'interesse particolari.
isabetta wrote:Quindi sono tornata verso il confine e ho percorso tutto il bel sentiero lungo la ferrovia, continuando a meravigliarmi a ogni cartello con scritto Italia o Slovenija :)
Appena uscita dalla galleria vicino al passaggio a livello avrai visto delle ville alla tua destra: all'apparenza non hanno niente di anormale ma in realtà sono quanto di più caratteristico ci sia in fatto di confine goriziano. Ad esempio una è circondata su tre lati dal confine con l'Italia, con la recinzione del cortile che è il confine stesso. Nel lato opposto a quello della strada ha un cancelletto che si apre permettendo ai suoi abitanti il passaggio in Italia: potremmo chiamarlo un "valico personale" :lol:
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Re: Un dot pregiato

Post by mico »

isabetta wrote: Allora, sono arrivata a Gorizia, mi sono procurata una mappa della città grazie a un gentilissimo ferroviere, ho visto che c'era un autobus che portava dritto in piazza della Transalpina e poi ho pensato "naaah, alla fine dell'Italia ci devo andare a piedi" :)
ben fatto, isa
isabetta wrote: Poi ho percorso la città con crescente emozione, fino ad arrivare nella via che porta dritta alla piazza. Ho raggiunto la piazza col cuore in gola e dopo avere esitato un po' ho messo in atto quella magia che consiste nel mettere un piede qua e uno là :mrgreen:
Per me è stato davvero un momento da ricordare (anche perché non avevo mai attraversato un confine via terra in vita mia)
mentre leggevo il tuo racconto mi immaginavo al tuo fianco e provavo le stesse emozioni
isabetta wrote: Infine sono rientrata a Gorizia, concludendo così una delle giornate più emozionanti della mia vita :)
che giornata straordinaria. Che invidia...
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Re: Un dot pregiato

Post by ART »

Per visualizzare meglio l'evento ecco un video interessante: http://www.youtube.com/watch?v=9XyRvNXdQtI" onclick="window.open(this.href);return false;
:D
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Re: Un dot pregiato

Post by isabetta »

ART wrote:Hai finalmente realizzato il sogno di cui parlasti nel 2009 in questo stesso thread:
http://forum.eurobilltracker.com/viewto ... 6&start=75" onclick="window.open(this.href);return false;
isabetta wrote:
claudio vda wrote:Anch'io, anch'io! Eccomi con un piede in Italia ed un piede in Slovenia :lol:
Ho sempre voluto farmi una foto così da qualche parte :D
Sì, sì, era un sogno che coltivavo da una vita :)
ART wrote:Appena uscita dalla galleria vicino al passaggio a livello avrai visto delle ville alla tua destra: all'apparenza non hanno niente di anormale ma in realtà sono quanto di più caratteristico ci sia in fatto di confine goriziano. Ad esempio una è circondata su tre lati dal confine con l'Italia, con la recinzione del cortile che è il confine stesso. Nel lato opposto a quello della strada ha un cancelletto che si apre permettendo ai suoi abitanti il passaggio in Italia: potremmo chiamarlo un "valico personale" :lol:
Ho osservato quelle case con molta invidia, infatti :mrgreen:

Qui trovate le foto, mi scuso per la qualità perché 1) sono una pessima fotografa (quello bravo in famiglia è l'altra metà dell'account, quando riesco a portarlo fin lassù vedrete foto fichissime) e 2) sono fatte con un cellulare da due soldi; ma sono comunque la testimonianza di una giornata indimenticabile :)
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Re: Un dot pregiato

Post by ART »

Il "confine poco drammatico" http://www.flickr.com/photos/isabetta70 ... 245833704/#/" onclick="window.open(this.href);return false; è il valico del Rafut, e nonostante il suo innocente aspetto di abbandono (la sbarra è abbassata solo per impedire il passaggio delle auto, perchè la strada carrozzabile finisce ufficialmente lì dove arriva l'asfalto) nei tempi in cui i controlli esistevano ancora invece era molto drammatico :lol:

Infatti era un valico pedonale e utilizzabile soltanto dai residenti a Gorizia, attraversabile solo a giorni e fasce orare stabilite e solo con questo documento http://www.piuautonomia.it/wp-content/u ... usnica.jpg" onclick="window.open(this.href);return false; , che doveva essere mostrato ai finanzieri o poliziotti che stavano nella casetta rosa che s'intravede sulla sinistra. Pur con tutte queste limitazioni era molto usato per il passaggio illegale della frontiera, detto anche "espatrio illegale", uno sport a quell'epoca diffusissimo a Gorizia e Nova Gorica che anch'io in passato ho praticato qualche volta :lol:

Spiego come si "giocava". I valichi, anche i principali, hanno le canoniche una o due carreggiate aperte per il passaggio dei mezzi che erano ostacolati all'occorrenza solo dalle sbarre mobili: in pratica come avrai notato la cancellata verde o altro ostacolo al passaggio s'interrompono ai lati dei posti di controllo. Quando ai valichi della categoria non aperti 24 ore su 24 arrivava l'orario di chiusura i finanzieri o poliziotti si limitavano ad abbassare le sbarre (se non erano già abbassate) e sbaraccare lasciando il valico incustodito: gli "atleti" non dovevano far altro che passare dai lati, nello spazio abbondante fra sbarre e cancellata, avendo solo l'accortezza di controllare che non ci fossero auto della polizia in passaggio casuale di pattuglia, e continuare indisturbati la passeggiata oltreconfine :lol:
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Re: Un dot pregiato

Post by isabetta »

ART wrote:Il "confine poco drammatico" http://www.flickr.com/photos/isabetta70 ... 245833704/#/" onclick="window.open(this.href);return false; è il valico del Rafut, e nonostante il suo innocente aspetto di abbandono (la sbarra è abbassata solo per impedire il passaggio delle auto, perchè la strada carrozzabile finisce ufficialmente lì dove arriva l'asfalto) nei tempi in cui i controlli esistevano ancora invece era molto drammatico :lol:
Posso immaginarlo: ma oggi questa sembra una sbarra di quelle che bloccano l'accesso alle stradine di campagna per evitare che le coppiette in cerca d'intimità parcheggino la macchina sui cavolfiori :)
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Re: Un dot pregiato

Post by ART »

Già.
Pensa che nel 1947, anno della spartizione definitiva del territorio di Goriza fra Italia e Jugoslavia con relativo tracciamento del confine, ci furono molte coppie e famiglie divise, proprio come a Berlino nel 1961. Non potevano incontrarsi perchè all'epoca il confine era chiuso per tutti, con tanto di torrette e guardie armate, e il lasciapassare per i residenti di cui ho linkato la foto fu introdotto solo nel 1954.
Chi voleva attraversare di nascosto il confine lo faceva a suo rischio, ed era il rischio di prendersi una fucilata. Molte volte successe...
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Re: Un dot pregiato

Post by claudio vda »

Rispondo molto in ritardo (più di un mese) ai post ARTiani ed Isabettiani su questo thread.

Il valico di via del Rafut... il giorno prima dell'ingresso della Slovenia in Schengen, mi fermai a chiaccherare con dei finanzieri a tale valico, ed i finanzieri erano enormemente scettici dell'ingresso della Slovenia, ma il colmo fu raggiunto nella stazione di Nova Gorica (a quell'epoca bisognava ancora fare tutto il giro da via San Gabriele) dove una vecchietta ci disse in Italiano stentato di stare in guardia contro gli sloveni, alla domanda di dove fosse lei, rispose "Io? Croata! E degli sloveni non mi fido!".

Quando son tornato sul posto, a confine ormai abbattuto, sono tornato in via del Rafut. Era più o meno l'ora di pranzo e la giornata era gradevole, tanto che una famiglia che abitava lì ha tirato fuori un tavolo ed ha occupato lo spazio ove un tempo stavano le guardie... per pranzare all'aperto!

Ma non c'è due senza tre, e tornerò a Gorizia.
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Re: Un dot pregiato

Post by ART »

claudio vda wrote:Il valico di via del Rafut... il giorno prima dell'ingresso della Slovenia in Schengen, mi fermai a chiaccherare con dei finanzieri a tale valico, ed i finanzieri erano enormemente scettici dell'ingresso della Slovenia,
Uh, e che ti hanno detto "di bello"?
claudio vda wrote:ma il colmo fu raggiunto nella stazione di Nova Gorica (a quell'epoca bisognava ancora fare tutto il giro da via San Gabriele) dove una vecchietta ci disse in Italiano stentato di stare in guardia contro gli sloveni, alla domanda di dove fosse lei, rispose "Io? Croata! E degli sloveni non mi fido!".
E' un comportamento tipico in molti anziani. Poco dopo la caduta del confine a mia cugina uno (italiano) disse: "Ma sei sicura che vuoi passare? Non è che ti sparano?", probabilmente per fare qualche folkloristica allusione alla situazione degli anni '40-'50, in cui molti lì "credono" ancora di vivere e tornerebbero se potessero.
claudio vda wrote:Quando son tornato sul posto, a confine ormai abbattuto, sono tornato in via del Rafut. Era più o meno l'ora di pranzo e la giornata era gradevole, tanto che una famiglia che abitava lì ha tirato fuori un tavolo ed ha occupato lo spazio ove un tempo stavano le guardie... per pranzare all'aperto!
Negli altri passaggi di confine sono stati finalmente sbaraccati i caselli degli ex-posti di controllo. A parte la pensilina ancora in piedi nel lato italiano di Casa Rossa le uniche cose che danno fastidio sono concentrate propio in via San Gabriele/Erjačeva: la pensilina c'è ancora, e dal lato italiano è rimasto il marciapiede ovale al centro della carreggiata dove stavano i cabinotti. Inoltre il cartello blu-stellato con la scritta "Italia" l'hanno messo fin oltre la pensilina: per primo, appena passata la linea di confine, c'è il cartello con le indicazioni dei limiti di velocità in Italia, per secondo un inutile cartello bianco rettangolare con la scritta "Italia" e solo per terzo il blu-stellato. Se a questo aggiungiamo che sul lato del marciapiede verso il ponticello di legno che passa sul torrente Corno il muro con la cancellata arriva fino alla carreggiata (per cui uno che passa la linea da quel lato deve scendere dal marciapiede per evitarlo) il tutto è visivamente e funzionalmente ancora una porcheria da sistemare.
claudio vda wrote:Ma non c'è due senza tre, e tornerò a Gorizia.
Il fascino di questo luogo è irresistibile :D
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Re: Un dot pregiato

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Solo qui si può tracciare dal territorio coinvolto in uno sconosciuto contenzioso che si trascina addirittura dall'inizio del XIX secolo, diventato ormai poco più che una farsa: http://it.wikipedia.org/wiki/Olivenza" onclick="window.open(this.href);return false;
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claudio vda
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Re: Un dot pregiato

Post by claudio vda »

ART wrote:Solo qui si può tracciare dal territorio coinvolto in uno sconosciuto contenzioso che si trascina addirittura dall'inizio del XIX secolo, diventato ormai poco più che una farsa: http://it.wikipedia.org/wiki/Olivenza" onclick="window.open(this.href);return false;
Comunque mi sono documentato un po' e pare che gli atti siano due. Nel 1801, in seguito alla cosiddetta Guerra delle Arance, il Portogallo cedeva Olivenza alla corona spagnola; nel 1814 un atto del Congresso di Vienna firmato dalla Francia sanciva la resituzione di Olivenza al Portogallo. Il problema è che ai primi dell' '800 la Spagna si trovava sotto la potestà napoleonica, pertanto non è del tutto chiaro quali territori siano stati conquistati dalla Spagna e quali dalla Francia: la versione spagnola era che Olivenza fosse stata acquisita dalla Spagna, e pertanto la firma francese a Vienna non fosse valida, invece la versione portoghese era che Olivenza fosse stata ceduta alla Spagna sotto tutela della Francia, e pertanto la firma francese a Vienna fosse perfettamente legittima.

Negli ultimi anni pare che la posizione ufficiale del Portogallo sia di non rivendicare ufficialmente il territorio, ma neanche di rinunciare ufficialmente alla sovranità; ad esempio all'inaugurazione di un ponte fra le due rive del Guadiana nel 2000 non c'era nessun rappresentante del governo portoghese per non ufficializzare il fatto che fosse un ponmte transfrontaliero.
Nel periodo franchista c'era stata una notevole castiglianizzazione, ma negli ultimi anni il buonsenso sembra aver preso il sopravvento, con indicazioni stradali bilingue e simili: pare infatti che a Olivenza esistano sia locutori portoghesi che castigliani, come in tante altre zone di confine, fra l'altro, visto che la frontiera fra i due paesi è stata alquanto ballerina, nei secoli.

Ho letto che era in progetto la nascita di una Euroregione, come avvenuto altrove, ma non ho ancora finito di documentarmi sulla faccenda.
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