Hai tirato in ballo un argomento che mi tocca direttamente il cuore... io AMO gli anni '80, il Sacro Decennio...
Ogni volta che ci penso vengo colto ad enormi attacchi di nostalgia... scrivo pensieri in ordine sparso così come mi vengono...
Non mi ricordo degli anni'70 in cui sono nato, al massimo posso arrivare al 1979 nei miei primi ricordi di essere cosciente, quindi sono figlio e cittadino dei gloriosi anni '80.
Dire anni '80 e '70 è molto diverso che dire anni '90 o 2000 perchè la situazione in cui il mondo si trovava all'epoca era totalmente diversa da quella di oggi. Fra gli anni '80 e i '90 passa un confine fra due ere storiche: quella della Guerra Fedda e quella dell"anachia".
Intendiamoci, non è che gli anni '90 non abbiano niente di bello, per carità... basta pensare che sono stati gli anni dell'illuminazione dei comuni mortali dalla soave luce del Wired, che dobbiamo al grande Tim Berners-Lee del CERN (Wired lo benedica), ma il confronto con gli 80's non regge proprio a parer mio.
Tecnologicamente erano meno esaltanti di oggi, questo è ovvio, ma senza cellulari e videoregistratori (roba da ricchi all'epoca) si viveva lo stesso, alla grande. La musica si ascoltava con i walkman o gli sterei a cassetta oppure con i dischi e relativi giradischi fissi o portatili. I dischi... quei cosi neri che davanti ai CD sembrano ridicoli, specialmente gli enormi LP 33 giri. Al telefono si stava a casa: si formava il numero (senza prefisso se la chiamata era urbana) facendo ruotare con un dito il disco combinatore, aspettando il ritorno in posizione dello stesso dopo ogni numero. 10 secondi in più per formare il numero, ecco la differenza reale coi telefoni d'oggi.
Oppure si compravano o portavano da casa i gettoni telefonici (in seguito anche gettoni + monete e poi solo monete) che s'inserivano nel telefoni pubblici a disco combinatore (in seguito coi tasti). Ogni gettone costava 200 lire e veniva accettato anche come moneta, dopo la grande ondata inflattiva di metà anni'70 in cui gli spiccioli scarseggiavano. Di tutti quelli che inserivi per ogni minuto di conversazione ne cadeva uno nel serbatoio interno del telefono, mentre se smettevi di parlare gli altri ti venivano restituiti da un'apposita finestrella in cui cadevano. Se rimanevano incastrati dovevi schiacciare un tasto rosso e il più delle volte li recuperavi.
Ce n'erano un sacco di telefoni pubblici, trovarli era facilissimo. Le schede telefoniche esistevano già, fin da metà anni '70, ma i telefoni a scheda erano rarissimi, solo negli aeroporti e pochissimi altri posti.
I giovinastri dell'epoca, i "paninari" e i comuni stronzi coi loro mitici giacconi a vento di piume senza maniche o le magliette bianche con le maniche colorate, prendevano un petardo e lo inserivano nella finestrella per la restituzione dei gettoni: quasi sempre dopo la deflagrazione il sovrastante serbatoio dei gettoni dovuti alla SIP (come si chiamava la Telecom all'epoca... un'azienda seria ed efficentissima in quegli anni) si rompeva e tutti i gettoni e/o monete cadevano nella finestrella di restituzione, tipo slot-machine.
Questo aiutò a decretare rapidamente la fine dei telefoni a moneta in favore di quelli a scheda, attrezzo inventato in Europa e in particolare in Italia nel 1974.
Sento la morbida resistenza del disco combinatore al mio indice destro, il suo suono mentre torna in posizione di partenza... Suoni e sensazioni oggi estinte.
I dischi... più guardo i 33 giri e più mi piacciono, lo stesso per i giradischi.
L'arretratezza di questi strumenti è fantastica, divertentissima. Ancora oggi ogni tanto ne prendo uno e lo posiziono con cura sul piatto del mio vecchio stereo dopo averlo spolverato con la mitica spugnettina piatta incollata al manico (non so quale sia il nome tecnico...). Poi avvio il piatto, prendo l'arretrato braccio meccanico e lo porto sul bordo del disco stando attentissimo a non far sbattere troppo forte l'arretrata puntina lettrice elettro-meccanica.
Il tripudio vero e proprio arriva quando la puntina, ormai autonoma dalla mano umana, comincia a leggere i microsolchi vuoti prima della canzone... il leggero sfrigolio con qualche raro "scoppiettino" che si sente e continuerà a sentirsi anche durante la canzone è già solo quello musica anni'80.
Lo stereo coi "mangianastri" e le mitiche lancette, il "mangiadischi" per i 45 giri. Questi attrezzi non ce li avevo e non ce li ho tutt'ora (cioè, ho un volgare stereo anni '90 senza lancette, ma prima o poi il mangiadischi lo devo trovare assolutamente) e quindi non sono legati a sensazioni particolarmente nitide.
Ecco una storia di vita quotidiana ambientata all'epoca (me la invento): esco da casa e prendo l'autobus anni '80 oppure se capita uno più vecchio anni'70 (alcuni dei quali avevano ancora i residui del posto per il bigliettaio, quando le obliteratrici non esistevano ancora) e vado in edicola a comprare un giornale di fumetti anni '80, come "Più". I fumetti di questo numero mi piacciono allora esclamo contento "togo!". Ho fatto tardi, devo chiamare a casa: cerco un telefono pubblico e lo trovo... ma cazzo, non ho gettoni! Vado in un bar a comprarli e pago con le 500 lire azzurre in banconota emesse dallo Stato invece che dalla Banca d'Italia e anche una 1.000 lire grigia scura di Giuseppe Verdi.
Tornando a casa passo davanti alla sala giochi... ho voglia di fare una partita: entro per giocare a qualche capolavoro di grafica e suono come Sinistar. Tiro fuori da tasca 100 lire, le infilo nel coin-op e gioco. All'uscita già che ci sono mi compro una bustina di figurine Panini a 200 lire.
Sono soddisfatto perchè quando tornerò a casa mi aspetteranno tante buone cose anni '80: il Ciocorì e il Biancorì, la Girella (adesso è tornata anche quella! XD ) e il Calippo (mai esitnto ma meno noto oggi).
La sera mi aspetteranno il TG 2 con la sua sigla inquietante, le previsioni del tempo con la sua stranissima sigla ticchettante e la rubrica del giorno dopo con la musica medievale per sigla. Magari il TG 2 parlerà di che gran figo e onesto personaggio è Craxi, dell'ultima sparata di Andreotti oppure delle ultime manovre sovietiche o di quello che succede nel blocco orientale...
L'icona della ragazza anni '80 è capelli lunghi, camicia con sopra il maglione e minigonna.
In Italia scleravano prevalentemente dietro a 2 cose: Vasco Rossi e i Duran Duran. Nel 1985, anno in cui i Duran Duran spopolavano in tutto il mondo, uscì allegato alla rivista di musica "Tuttifrutti" un libretto intitolato "Sposerò Simon Le Bon", scritto da una ragazzina milanese innammorata pazza del leader del gruppo. Ebbe molto successo.
I cartoni preferiti delle bambine erano prevalentemente Lamù e Creamy.
Ho in mente altro ancora ma lo posterò più avanti...