Ripartizione comuni italiani in province e regioni

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MorgenSchatten
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Re: Ripartizione comuni italiani in province e regioni

Post by MorgenSchatten »

debemaks wrote:
MorgenSchatten wrote:Lavoro in arrivo ( :?: )

http://www.repubblica.it/economia/2011/ ... ref=HREA-1" onclick="window.open(this.href);return false;

... vuoi vedere che mi tocca rifare la cartina, proprio ora che avevo finito la provincia?!?
Mi sa proprio di si!! Si parla di 1800 comuni cancellati e tra le 29 e 35 province, tra l'altro la liguria perderà 3 delle 4 province ed ho sentito parlare di 2 province, riviera di ponente e riviera di levante. Via Morterone e Pedesina, via Fiera di Primiero, Atrani... decisamente tanto lavoro da rifare!!!!
io "ho sentito parlare" di comuni che si salvano, ma se hanno meno di 1000 abitanti avranno solo il sindaco e nient'altro, cioé si risparmiano i soldini dei consiglieri e assessori onde evitare l'accorpamento come frazione ad altri comuni.
le regioni a statuto speciale si possono legittimamente opporre alla soppressione delle proprie province. le province con almeno il 75% di territorio montuoso non sottostanno ai vincoli di popolazione (300.000 abitanti) ed estensione (3.000 km^2) per la propria sopravvivenza (la così ribattezzata "norma salva Sondrio"). insomma, un modo per passare dai 37 tagli dichiarati inizialmente, ai 29 confermati oggi, allo 0 finale, si trova.
è un discorso interessante che, incredibilmente in tempi non sospetti (2 giorni fa), stavamo affrontando con -flop- e isabetta. (io e -flop- facevamo i bulli per le nostre conquise di comuni :mrgreen: con isabetta che invece niente!)
fino a qualche tempo fa ero decisamente contrario senza se e senza ma all'esistenza di queste province superflue, nel 2003 sono stato uno di quei pochi sardi che -nel silenzio delle istituzioni, dei partiti, dei media, perchè non fosse raggiunto il quorum- andò a votare per la loro abrogazione.
quest'anno però, viaggiando spesso per lavoro, mi sono accorto quanto possano essere lontane certe realtà locali dai servizi essenziali che una istituzione deve fornire al proprio territorio. ovviamente la soluzione più logica non è creare una provincia a cappero qua e là per risolvere il problema, però in un certo senso capisco le popolazioni che non solo per campanilismo non si sono opposte alla creazione di questi mostri.
Tremonti, sempre in tempi non sospetti, disse che il vero problema non è non riuscire ad abolire le province esistenti, ma impedire la nascita di nuove ancora. e fatevi un giro su wikipedia per vedere che mostri ci sono in incubatrice. perché poi, -flop- confermerà, cosa ha ... Sulmona in di meno di Sanluri? (sparo Sulmona a caso, non ricordo se vuole diventare capoluogo di provincia).
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Re: Ripartizione comuni italiani in province e regioni

Post by mico »

MorgenSchatten wrote: le regioni a statuto speciale si possono legittimamente opporre alla soppressione delle proprie province. le province con almeno il 75% di territorio montuoso non sottostanno ai vincoli di popolazione (300.000 abitanti) ed estensione (3.000 km^2) per la propria sopravvivenza (la così ribattezzata "norma salva Sondrio"). insomma, un modo per passare dai 37 tagli dichiarati inizialmente, ai 29 confermati oggi, allo 0 finale, si trova.
aspettiamo la conversione del decreto...

personalmente, sulle province sono d'accordo con Morgen: un loro ruolo c'è l'hanno e non è solo amministrativo
specie per i piccoli comuni, sono l'unico riferimento normativo, amministrativo e perché no, spesso anche sponsor, soprattutto per le iniziative culturali (ma anche gastronomiche :roll: ) che altrimenti non avrebbero risonanza alcuna la di fuori del comune stesso

vorrei aggiungere solo altre due cose:
- sono d'accordo con chi vuole dimezzare le poltrone di quelle 37 o 29 province che altrimenti andrebbero soppresse;
- sono d'accordo con la soppressione delle province in quelle 8-10 città (non trovo più l'articolo, mannaggia) dove è prevista l'istituzione di una specie di città metropolitana. Erano le 8-10 città più popolose del ns. paese: Roma, Milano, Napoli, Torino ecc.

Come dire: a Roma non c'è più bisogno della provincia, bastano Comune e città metropolitana, la quale dovrebbe lavorare, almeno spero, di concerto col Comune per (almeno tentare di) risolvere alcuni dei tanti problemi che affliggono le aree metropolitane del nostro paese

per il NIG, quindi, non cambierebbe nulla....
anzi, forse ci scappa una statistica in più: quella delle aree metropolitane :mrgreen:

EDIT: ehm :oops: qualora fossi OT, spostatemi pure da qui
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MorgenSchatten
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Re: Ripartizione comuni italiani in province e regioni

Post by MorgenSchatten »

mico wrote: personalmente, sulle province sono d'accordo con Morgen: un loro ruolo c'è l'hanno e non è solo amministrativo
specie per i piccoli comuni, sono l'unico riferimento normativo, amministrativo e perché no, spesso anche sponsor, soprattutto per le iniziative culturali
Non intendevo esattamente questo, partivo da un altro punto di vista, quello che ho potuto constatare nei miei viaggi di lavoro e hunting nell'odierna provincia di Cagliari, e cioé che alcune popolazioni sono troppo distanti dai centri amministrativi, ma non solo da quelli dell'amministrazione.
Anni fa (2007?), sentii una panzana di quelle grosse, e cioé che lo scopo principale della creazione della provincia BAT era "dotare" quel territorio di un tribunale... c'è bisogno di creare una provincia per avere un tribunale in una determinata area?
I posti più impervi dove sono stato questa primaera sono stati Teulada e Seulo. Senza offesa, posti in mezzo al nulla. Forse peggio peggio Teulada, non voglio immaginare cosa possa essere farsi un viaggio da Teulada a Cagliari per un atto amministrativo. Almeno da Seulo se devi andare all'INPS, all'Agenzia delle Entrate o anche solo all'ospedale te ne vai ad Isili o a Senorbì e la cosa si chiude con "pochi" chilometri.
mico, intendevo dire, ha più senso creare una provincia dal niente con l'alibi di dotarla di servizi utili alla cittadinanza disagiata, o magari fare direttamente un ospedale, un tribunale e una serie di servizi coordinati a metà strada tra una serie di regioni isolate dal "vecchio" capoluogo di provincia (oltre a potenziare ulteriormente la semplificazione normativa già avviata)? Visto che erano anche in vena di assunzioni facili, assunti in amministrazione provinciale o in altre amministrazioni, i voti di scambio non sarebbero mancati ugualmente.

Altro nodo critico della questione dei tagli alle province: che se ne fa dei dipendenti provinciali? Perché, è ovvio, non basta tagliare solo le poltrone per tagliare i costi delle province.
Entriamo sul personale, ma facciamo un esempio: io lavoro per un datore di lavoro privato, ritengo di fare un lavoro utile, ma la cui utilità -devo riconoscere- ha una durata breve nel corso dell'anno. Quindi, il mio datore mi dice che sono utile 4 mesi all'anno. Gli altri 8 "mi lascia libero" di fare altro.
I dipendenti provinciali fanno qualcosa di utile? Se il loro lavoro è utile, non vedo di cosa si debbano preoccupare: prestare la loro utilità lavorando per altri apparati dell'amministrazione piuttosto che in provincia non cambierà la sostanza delle cose visto che il loro lavoro è veramente indispensabile per la collettività. Se invece sono posti inutili: ... li devo mantenere io?!? Questo ragionamento dovrebbe valere anche per chi è convinto che le province tutte (come unità politico-amministrative) andrebbero abolite. Se c'è qualcosa di utile si salva spostandolo sotto la direzione di altri organismi, se c'è dello spreco inutile si taglia.
Certo, così si rischia di scaricare tutte le responsabilità dei costi di tutta la Pubblica Amministrazione su piccoli comuni e province come fossero solo loro il problema... ma da qualche cosa bisogna cominciare.

Cominicano i primi timidi tentativi di ribellione al provvedimento annunciato.
Trieste dice che merita di rimanere per motivi storici, e poi, se si conta il territorio perso tra il 45/46 e il trattato di Osimo, ci sta dentro.
Benevento, per protesta, ha intenzione di chiedere l'annessione allo Stato Pontificio.
Sono in previsione "sante alleanze", unioni tra province confinanti per mantenere lo status... caspita, immaginate una provincia sarda con quattro capoluoghi!
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Re: Ripartizione comuni italiani in province e regioni

Post by giulcenc »

MorgenSchatten wrote:Altro nodo critico della questione dei tagli alle province: che se ne fa dei dipendenti provinciali? Perché, è ovvio, non basta tagliare solo le poltrone per tagliare i costi delle province.
Parlandone da interno, visto che sono un dipendente comunale, per i dipendenti degli enti locali non ci sarebbero grossi problemi.
Se uniamo due o più enti (province o comuni), avremo un nuovo ente dal territorio molto più vasto con una sede centrale che quasi sicuramente sarà nella sede dell'ente principale tra quelli precedenti (sarebbe uno spreco costruire una nuova sede in un luogo intermedio).
Quindi i territori "accorpati" avrebbero bisogno che vengano aperte sedi distaccate o succursali degli uffici pubblici nel loro territorio per evitare di dover percorrere decine di Km per ogni atto amministrativo. In queste sedi distaccate lavorerebbero i dipendenti dei vecchi enti soppressi, che dipenderebbero da un dirigente unico per tutte le sedi.
Nella mia provincia, che ha "solo" 32 comuni per 223.500 abitanti in 253 Km2, non sarebbe un'eresia ridurre i comuni per arrivare a 5 o 6 macroaree, ognuna delle quale sarebbe ancora meno estesa e meno popolosa di molti comuni già esistenti in altre zone d'Italia.

Comunque anche qui si parla delle possibili conseguenze di queste eventuali soppressioni di provincie, e le possibili soluzioni sono due: accorparsi a Genova (ma la distanza geografica superiore ai 100Km è vista come un ostacolo) o unirsi all'unica provincia toscana a rischio, quella di Massa-Carrara (e qui gli ostacoli sono il campanilismo e l'appartenenza a due regioni diverse che richiederebbe un iter legislativo molto complesso).
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Re: Ripartizione comuni italiani in province e regioni

Post by MorgenSchatten »

Ognuno ha le sue ragioni. Il sindaco di Baradili, in quest'intervista, secondo me ha parlato benissimo e ha dato lo spunto per riflessioni non da poco.
http://www.videolina.it/view/servizi/18952.html" onclick="window.open(this.href);return false;
A parte che è un comune da me inaugurato, quindi se lo fanno fuori perdo il primato e la cosa mi scoccia.
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Re: Ripartizione comuni italiani in province e regioni

Post by ravestorm »

Credo che la discussione stia andando OT.
«Io dormirò tranquillo perché so che il mio peggior nemico veglia su di me.»
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Il 19.09.2013 ho scritto: Comicerò a cambiare atteggiamento da ora in poi, quindi che il forum non si lamenti se da ora in avanti verranno prese misure drastiche.
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Re: Ripartizione comuni italiani in province e regioni

Post by claudio vda »

ravestorm wrote:Credo che la discussione stia andando OT.
Agli ordini, capo! :D Ho aperto un nuovo thread: http://forum.eurobilltracker.com/viewto ... 12&t=33624" onclick="window.open(this.href);return false;
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Re: Ripartizione comuni italiani in province e regioni

Post by mico »

volevo far notare il diverso trattamento cui è stato sotoposto il comune di Bellaria-Igea Marina (RN) rispetto al comune di Duino-Aurisina (TS)

per questo comune del FVG esistono, e secondo me anche giustamente, tre profili
1-Duino-Aurisina
2-Duino
3-Aurisina
così gli utenti posso scegliere se tracciare dalla località o dal comune (sparso... con le dovute accortezze)

mentre per Bellaria-Igea Marina ne esiste solo uno: quello di cui al link precedente

visto che per questo comune della riviera romagnola Wikipedia propone 5 località/frazioni
visto che la mappa turistica (*) del comune evidenzia chiaramente come il fiume Uso separi l'abitato di Bellaria (a nord del fiume) da quello di Igea Marina (a sud del fiume)
visto che questo utente si è iscritto da Bellaria e traccia le sue banconote da Bellaria

è così difficile provare a separare in tre l'attuale profilo di 47814 Bellaria-Igea Marina?
se non per le banconote già immesse (anche se sarebbe auspicabile), almeno per quelle future


(*) andate in fondo a destra di pagina 2 del .pdf i nomi delle due località sono scritti sul mare
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Re: Ripartizione comuni italiani in province e regioni

Post by ravestorm »

mico wrote: è così difficile provare a separare in tre l'attuale profilo di 47814 Bellaria-Igea Marina?
se non per le banconote già immesse (anche se sarebbe auspicabile), almeno per quelle future
no non è difficile, già fatto :wink:
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Il 19.09.2013 ho scritto: Comicerò a cambiare atteggiamento da ora in poi, quindi che il forum non si lamenti se da ora in avanti verranno prese misure drastiche.
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Re: Ripartizione comuni italiani in province e regioni

Post by mico »

ravestorm wrote:
mico wrote: è così difficile provare a separare in tre l'attuale profilo di 47814 Bellaria-Igea Marina?
se non per le banconote già immesse (anche se sarebbe auspicabile), almeno per quelle future
no non è difficile, già fatto :wink:
grazie

al profilo di Bellaria, però, mancano ancora Provincia e Regione
mentre da Igea Marina non ha mai tracciato nessuno? Oppure basta solo aspettare i tempi del refresh del database?
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Re: Ripartizione comuni italiani in province e regioni

Post by ravestorm »

mico wrote: mentre da Igea Marina non ha mai tracciato nessuno? Oppure basta solo aspettare i tempi del refresh del database?
ci sono 5 banconote inserite da Igea Marina
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Il 19.09.2013 ho scritto: Comicerò a cambiare atteggiamento da ora in poi, quindi che il forum non si lamenti se da ora in avanti verranno prese misure drastiche.
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Re: Ripartizione comuni italiani in province e regioni

Post by mico »

ravestorm wrote:
mico wrote: mentre da Igea Marina non ha mai tracciato nessuno? Oppure basta solo aspettare i tempi del refresh del database?
ci sono 5 banconote inserite da Igea Marina
benissimo. Tutto a posto

è che fino a pochi minuti fa le due località non comparivano in questo elenco
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Re: Ripartizione comuni italiani in province e regioni

Post by mico »

60126 Torrette http://it.eurobilltracker.com/notes/?id=100200571" onclick="window.open(this.href);return false;
va associata alla località già esistente di 60126 Torrette di Ancona
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Re: Ripartizione comuni italiani in province e regioni

Post by ART »

MorgenSchatten wrote: Benevento, per protesta, ha intenzione di chiedere l'annessione allo Stato Pontificio.
Ma non è meglio il Granducato di Toscana?

Fammi capire: questi qua per protesta vogliono far finta di chiedere l'annessione al Vaticano?
MorgenSchatten wrote: Se c'è qualcosa di utile si salva spostandolo sotto la direzione di altri organismi, se c'è dello spreco inutile si taglia.
Credo che questa sia pura e semplice utopia, almeno per ora. Ognuno, o con buona ragione o per pura questione di voti e poltrone, si opporrebbe sempre e comunque. A questo punto tanto vale consentire l'aperura uffici distaccati e servizi decentrati nelle zone che risulterebbero più sfavorite dall'abolizione delle province, ma resterebbe pur sempre l'opposizione di stampo mafioso-poltronaro-elettorale.
Comunque sarà interessante vedere cosa si riuscità a fare, e sopratutto se si riuscirà a fermare il trend della creazione di province-poltrona a cazzo, che secondo me è la cosa più importante.
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Re: Ripartizione comuni italiani in province e regioni

Post by claudio vda »

ART wrote:
MorgenSchatten wrote: Benevento, per protesta, ha intenzione di chiedere l'annessione allo Stato Pontificio.
Ma non è meglio il Granducato di Toscana?
Direi proprio di sì :D
Sotto l'illuminata signoria dei Lorena, il 30 Novembre del 1786 venne promulgata una Riforma Penale che recepiva i contenuti di "Dei Delitti e delle Pene" (C. Beccaria) abolendo la tortura e , per la prima volta nella storia d'Europa, la pena di morte!
Purtroppo la pena capitale venne reintrodotta in seguito all'invasione napoleonica. Secondo stato europeo ad abolirla fu la Repubblica Romana, nel 1849, ma la cui Costituzione non entrò mai in vigore a causa dell'invasione francese e della restaurazione di Pio IX come Papa Re... e subito l'amorevole Pontefice si preoccupò di reintrodurla.
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