Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano

Discussioni sul sito e sull'Euro-tracking in lingua italiana

Moderator: ravestorm

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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano

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http://www.ilmessaggero.it/articolo_app ... &desc_sez=

Sterlina quasi pari all'euro

LONDRA (11 dicembre) - La sterlina ha fatto registrare il nuovo minimo storico sulla moneta unica, che vale 1,12 pound, i chioschi cambia valuta del Regno Unito hanno iniziato a offrire tassi molti vicini alla parità. Se poi si mettono in conto le commissioni, alcuni turisti britannici si sono visti addirittura tornare in dietro meno banconote di quelle consegnate. La picchiata della moneta con la Regina, fino al quasi-pari con l'odiato euro, è un vero e proprio shock per i sudditi di sua Maestà, che solo un anno fa erano abituati a comprare 1,40 euro per ogni sterlina versata.

E se si torna indietro sino al 2000 la forza d'acquisto lievita a 1,75, il picco massimo mai raggiunto dalla moneta britannica. Tempi d'oro che paiono oggi lontani un secolo. «Un'agenzia di cambio vicino al terminal degli Eurostar di Londra vendeva ieri l'euro a 1,03», scrive oggi il Times. Che ha dedicato la prima pagina alla vicenda. «Questo significa che una cena per due a Parigi del valore di 80 euro costa oggi 77 sterline, contro le 59 di un anno fa». Una realtà messa in evidenza a cinque colonne anche dal tabloid Daily Mail. «All'aeroporto londinese di Luton venivano offerti 1,04 euro per una sterlina: se si aggiunge la commissione, 4,5 sterline, consegnando 100 'pound' si ottengono solo 99 euro».

«È difficile dire dove ci fermeremo», ha detto al Times Peter Spencer, professore di finanza all'università di York. Se la banca d'Inghilterra continuerà infatti a ridurre i tassi d'interesse, e molti economisti sono convinti si arriverà persino allo 0%, gli investitori non faranno altro che portare i denari verso altri lidi - in Europa il tasso è ad esempio del 2,5%, contro l'attuale 2% del Regno Unito - trascinando la sterlina sempre di più verso il basso. Una vittoria per la moneta unica.

Quando venne introdotta nel 1999, ricorda il Times, venne ridicolizzata dagli esperti che la soprannominarono 'toilette currency', moneta da gabinetto. A distanza di dieci anni il panorama non potrebbe essere diverso. Con la Gran Bretagna decisa a portare il suo debito pubblico al 57% pur di battere la crisi internazionale che sta destabilizzando la sua economia, l'area euro - sottolinea ancora il Times - sembra offrire agli investitori maggiori prospettive, «ancorchè appesantita da stati-zavorra come Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna», afferma il giornale.

Ma non è finita. Il crack della sterlina potrebbe avere effetti sino ad ieri impensati. Solo dieci giorni fa il presidente della Commissione europea Jose Manuel Durao Barroso aveva rivelato in un'intervista alla radio francese Rtl che alcuni politici britannici starebbero pensando di adottare la moneta unica per contrastare gli effetti della crisi economica. Affermazioni categoricamente smentite da Downing Street per bocca di un portavoce: «La nostra posizione sull'euro resta la stessa, non ci sono cambiamenti». Ma le polemiche e i dubbi appaiono destinati ad aggravarsi.
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claudio vda
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano

Post by claudio vda »

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Oh my goodness, l'euro potremmo anche sopportarlo, ma l'idea che in un Km vi siano esattamente 1.000 metri, questo mai! Moltiplicare per 5.280 quando si passa da miglia a piedi e' molto molto molto piu' pratico. Non lo e' forse?
[British mode off]

:mrgreen:
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano

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http://www.sedlabanki.is/?pageid=201

L'inflazione in Islanda è arrivata al 18%
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano

Post by ART »

L'indice principale della Borsa di Reykjavik ha perso quasi il 95% del valore.

Sotto la spinta delle critiche il governo si è dimesso: elezioni anticipate al 9 maggio.
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano

Post by presidente »

ART wrote:L'indice principale della Borsa di Reykjavik ha perso quasi il 95% del valore.

Sotto la spinta delle critiche il governo si è dimesso: elezioni anticipate al 9 maggio.
si può dire che gli investitori hanno preso una Reychiav(ik)ata!!!!
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano

Post by ART »

Crisi: Ue, anche Polonia chiede accelerazione ingresso euro


BRUXELLES, 27 feb (AWP/ats/ansa) Dopo l'appello lanciato alcuni giorni fa dal premier ungherese Fereng Gyurcsany per un'accelerazione delle procedure di ingresso nell'euro, oggi è il primo ministro polacco Donald Tusk a chiedere un allentamento dei criteri di integrazione delle monete nazionali nel sistema monetario europeo, per consentire un'anticamera più breve verso l'adozione della moneta unica, considerata uno scudo formidabile contro la crisi finanziaria ed economica.

"Dobbiamo esaminare se possiamo rivedere le regole di ingresso nel sistema della moneta unica", afferma Tusk in un'intervista all'edizione tedesca del Financial Times, a due giorni dalla riunione dei nove paesi dell'Est Europa (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Estonia, Lituania e Lettonia), che si terrà due ore prima del vertice straordinario dei 27 sulla crisi economica, domenica 1 marzo a Bruxelles. Il governo polacco punta ad entrare nell'euro entro il 2012, ma la crisi finanziaria rischia di allungare ulteriormente i tempi.

Le procedure in vigore prevedono per i paesi che intendono entrare nell'euro un periodo di due anni all'interno del sistema 'Erm2' (meccanismo di cambio), che limita le variazioni dei tassi delle monete nazionali rispetto all'euro entro una fascia del 15%. Lo zloty, la valuta polacca, che si è deprezzato del 30% da settembre, non rispetta questo criterio. E, al pari della Polonia, anche le valute di Ungheria, Repubblica ceca e Romania sono lontane dal rispettare questa banda di oscillazione. Più vicine all'euro, invece, le tre repubbliche Baltiche (Estonia, Lituania e Lettonia) e la Bulgaria le cui monete sono già agganciate all'Erm2. Oltre ai due anni nell'Erm2, il trattato di Maastricht prevede parametri di solidità finanziaria e di bilancio molto stretti. "La modifica delle procedure non è all'ordine del giorno", ha affermato la portavoce del commissario Ue agli affari monetari ed economici Joaquin Almunia. "Le porte dell'euro sono aperte - ha detto Amelia Torres - ma ogni paese che vuole entrare deve fare i propri compiti".

Ma per il premier ungherese Gyurcsany "é certo interesse dei paesi che ne sono fuori accelerare il passo, ma è anche interesse dei paesi che sono già dentro l'euro aiutare gli altri partner ed accelerare le procedure". Gyurcsany ha ricordato che nelle sole banche ungheresi ci sono 16 mila miliardi di asset e che il loro deprezzamento avrebbe serie conseguenze per l'Ungheria, ma anche per i partner.

Tra i nuovi Stati membri, finora sono riusciti ad adottare l'euro Malta, Cipro, Slovenia e Slovacchia.
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano

Post by ART »

Riassunto del calo di tutte le valute principali del continente europeo rispetto all'euro, escludendo i famosi casi di Islanda e UK:

Hryvnia ucraina -36,6 % (a 1 anno) -7,6 % (nel 2009)
Zloty polacco -24,2 -7,9
Rublo russo -21,1 -10,1
Leu romeno -14,4 -5,9
Fiorino ungherese -13,2 -12,3
Corona ceca -11,9 -5,2
Kuna croata -2,9 -2,0
Lats lettone -1,5 -0,2 (valuta legata da banda di oscillazione del 15% rispetto alla parità centrale con l'euro)
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano

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http://www.finanzainchiaro.it/
http://www.finanzainchiaro.it/dblog/art ... icolo=2511
18/02/2009

ALLARME EUROPA ! SVIZZERA A RISCHIO : A SALVARLA POTREBBE ESSERE L'EURO.

I crediti in franchi svizzeri concessi negli scorsi anni su vasta scala nell'Europa orientale potrebbero mettere in grave difficoltà la valuta elvetica: ne è convinto Artur P. Schmidt, esperto economico intervistato dal portale informativo "Tagesanzeiger.ch/Newsnetz". A suo avviso la Svizzera rischia addirittura la bancarotta - scenario all'islandese - e potrebbe vedersi costretta ad abbandonare il franco per entrare nella zona euro.

In paesi come Polonia, Ungheria e Croazia molti privati e piccole aziende hanno sottoscritto prestiti in franchi, per beneficiare di tassi inferiori a quelli richiesti per i crediti in valute locali. Il sistema ha funzionato fino a quando i corsi sono rimasti stabili, ma ora starebbe traballando: nelle ultime settimane - spiega Schimidt - lo zloty polacco ha ad esempio perso un terzo del valore rispetto alla moneta elvetica. Sempre secondo Schmidt - che dice di basarsi sui dati della Banca dei regolamenti internazionali - a livello mondiale vi sono prestiti in franchi per l'equivalente di 675 miliardi di dollari: circa 150 miliardi provengono direttamente dalla Svizzera, 80 miliardi dalla Gran Bretagna e circa 430 miliardi da piazze offshore.

"Non è nota la quota di crediti inesigibili: ma se fosse ad esempio solo del 20% le banche perderebbero parecchi soldi". Secondo la Banca nazionale svizzera (BNS) gli istituti elvetici sono però poco attivi nell'Europa orientale nelle attività in questione: la gran parte dei crediti sarebbe stata concessa da società locali. Schmidt ritiene per contro che le stesse banche svizzere siano esposte, a causa della loro imprudenza nella politica di prestito ad est: "molte hanno voluto guadagnare troppo e hanno trascurato i rischi: la colpa è anche della BNS, che non è intervenuta", sostiene l'esperto.

Che fare? Secondo Schmidt le banche svizzere devono dare prova di trasparenza, presentando apertamente le loro posizioni a rischio. Complessivamente potrebbero essere necessari ammortamenti per un valore che supera il prodotto nazionale lordo: la Confederazione stessa sarebbe quindi minacciata, come l'Islanda, da una bancarotta.

"Una conseguenza potrebbe essere una forte svalutazione del franco, magari anche un collasso totale", mette in guardia lo specialista. "Un'altra un drastico peggioramento della valutazione sulle capacità di credito del paese: un evento traumatico per una nazione che è sempre stata considerata un baluardo di stabilità". Il franco potrebbe diventare una valuta debole, con la conseguenza che la Svizzera potrebbe vedersi costretta ad abbracciare l'euro, conclude Schmidt. ( Fonte: Tio.ch)
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano

Post by claudio vda »

La Svizzera nell'Euro? Scusa, ART, ma mi sembra molto, molto, molto difficile: la Svizzera sara' anche in Schengen, ma ha sempre voluto mantenere la propria indipendenza, legata alla storica neutralita', su tutti i campi chiave della politica internazionale, e la chiave di volta del sistema elvetico sono proprio le politiche economiche.
Una vecchia barzelletta diceva "Prendi esempio dagli svizzeri: sono cinque secoli che non prendono parte a conflitti armati. Si limitano a finanziarli!".
Per entrare nell'Euro bisognerebbe, per la Svizzera, rinunciare a numerosi elementi di sovranita' nazionale, sovranita' che spesso non appartiene nemmeno al governo federale , ma che e' ripartita frai singoli cantoni; uno storico di cui al momento mi sfugge il nome aveva definito la Svizzera come "un fossile di Medioevo, una sorta di federazione fra citta'-stato e piccoli staterelli di natura comunale o giu' di li".
Inoltre bisogna che il terremoto sia veramente forte per scuotere l'attuale governo federale, impostato su posizioni conservatrici e di chiusura verso l'esterno: paradossalmente quelli piu' "internazionalisti" sono i singoli cantoni.

Comunque non si sa mai quello che la Storia ci riserva: il solidissimo impero Austro-Ungarico si e' dissolto come neve al Sole nel giro di un batter di ciglia, ed anche la Svizzera potrebbe entrare in Europa, chi lo sa...
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano

Post by ART »

Certo, ovviamente ora come ora è impossibile (anche se non ci sarebbero particolari problemi tecnici alla cessione di sovranità, a parte il discorso segreto bancario), ma il vero "senso" dell'articolo non è questo.

Abbiamo ormai prove in abbondanza che praticamente tutti, tranne qualche irriducibile patologico, ha capito come stanno le cose: l'euro (senza contare la disgrazia delle speculazioni sul cambio, che come sappiamo non è dall'euro-valuta che dipendono) è stato un successo clamoroso, per alcuni versi inaspettato anche da chi l'ha ideato e fatto nascere. E' anche una prova schiacciate del fatto che il sistema europeo (dico in generale, non solo inteso come "UE") può funzionare solo se si dà una struttura federale. Non solo tutte le disgrazie che i detrattori avevavo previsto (debolezza, shock asimmetrici ecc.ecc.) non sono avvenute, ma questa crisi sta dimostrando che l'euro è una valuta potente, molto pregiata e stabile. Questo senza che neanche abbia alle sue spalle l'intero peso dell'economia europea, l'UK è fuori, e un vero governo politico europeo.

Ovviamente anche altre valute come il franco svizzero sono forti, e ai cittadini di questi paesi che siano in Europa non salterà certo in testa di cambiare le loro da un giorno all'altro, ma... quando la situazione si fa d'emergenza seria ora persino anche Svizzera a qualcuno viene in mente l'euro come una possibile via di fuga da eventuali cataclismi. Molto di quello che sta succedendo in questi mesi sono cose del tutto impensabili anche solo fino a 2 anni fa: tutte le valute, compresa la tanto rinomata sterlina che crollano rispetto all'euro... capi di stato e di governo anche dei paesi prima più "scettici" che ci fossero ammettono apertamente che l'euro è meglio averlo, o come quelli dell'est addirittura "implorano" l'ingresso nell'euro.

Insomma, ormai c'è poco da fare. A meno che la crisi si sviluppi a livelli davvero catastrofici, al punto che non ci sarà santo che tenga per non finire affogati nel guano l'Europa intera con valuta al seguito, l'euro (e il concetto che ci sta dietro) ormai è accettato (e copiato) definitivamente a livello geopolitico.
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano

Post by claudio vda »

In effetti questa crisi, evento drammatico che ha gia' falcidiato posti di lavoro a go-go, e' anche l'ennesima occasione per cercare di ripensare il nostro approccio ai temi global-economici. Tutte le occasioni precedenti non e' che siano state poi cosi' sfruttate (vi ricordate il dibattito sulla cosiddetta Tobin Tax? E quello sul microcredito?).
In occasione di questa crisi un segretario di stato americano, per la prima volta nella storia, ha detto che per uscirne occorre puntare sulle energie rinnovabili, mentre altrove i guru del liberismo piu' spinto vengono sorpresi ad invocare "regole", nel frattempo l'euroscetticismo cala.
Sono tanti piccoli segnali scollegati e relativi ad ambiti diversi in quanto l'euro non c'entra nulla con le energie rinnovabili, ma sono indizi che il modo di pensare che sino a poco fa risultava predominante negli ambiti economici (ma non in quelli scientifici), il tipo di approccio ai problemi economici che ha generato questa crisi, inizia a traballare.
Mi domando: era necessaria questa crisi, ampiamente predetta da chi economista non e', per svegliare le coscenze?
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano

Post by presidente »

claudio vda wrote:In effetti questa crisi, evento drammatico che ha gia' falcidiato posti di lavoro a go-go, e' anche l'ennesima occasione per cercare di ripensare il nostro approccio ai temi global-economici. Tutte le occasioni precedenti non e' che siano state poi cosi' sfruttate (vi ricordate il dibattito sulla cosiddetta Tobin Tax? E quello sul microcredito?).
In occasione di questa crisi un segretario di stato americano, per la prima volta nella storia, ha detto che per uscirne occorre puntare sulle energie rinnovabili, mentre altrove i guru del liberismo piu' spinto vengono sorpresi ad invocare "regole", nel frattempo l'euroscetticismo cala.
Sono tanti piccoli segnali scollegati e relativi ad ambiti diversi in quanto l'euro non c'entra nulla con le energie rinnovabili, ma sono indizi che il modo di pensare che sino a poco fa risultava predominante negli ambiti economici (ma non in quelli scientifici), il tipo di approccio ai problemi economici che ha generato questa crisi, inizia a traballare.
Mi domando: era necessaria questa crisi, ampiamente predetta da chi economista non e', per svegliare le coscenze?
chi è Tobin...un tuo amico? :lol: :lol:
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano

Post by claudio vda »

presidente wrote: chi è Tobin...un tuo amico? :lol: :lol:
'gnurant! :evil: :lol:

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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano

Post by ART »

claudio vda wrote:Mi domando: era necessaria questa crisi, ampiamente predetta da chi economista non e', per svegliare le coscenze?
In realtà alcuni economisti avevano presagito questa situazione molto tempo prima che avvenisse, classico il caso di Paul Krugman che ne parlò dettagliatamente già nel 2004... ma si sa che le "cassandre" hanno vita difficile, anche perchè molte cassandre cassandreggiano senza alcuna logica, in genere per dare imbeccate a certe categorie di ascoltatori, finendo per contribuire a screditare le cassandre serie.
Evidentemente era necessario questo botto, si. La tendenza umana è quella di adagiarsi ed evitare dolorose ma prima o poi inevitabili "rivoluzioni" se prima non sbatte violentemente la faccia contro la realtà. Del resto basta semplicemente pensare alla storia dell'integrazione europea.
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano

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Oggi si svolgono le elezioni anticipate in Islanda e ci saranno degli exit poll a partire da mezzanotte CET, ma i risultati definitivi si sapranno solo domani mattina.

Per quanto riguarda la questione Islanda in UE/euro: all'ultimo sondaggio, effettuato il mese scorso, la situazione è 64% di favorevoli all'avvio dei negoziati per l'adesione, 28% contrari e 8% indecisi. Johanna Sigurdardottir, capo del partito favorito ai sondaggi elettorali, ha dichiarato che l'ingresso per lei è una priorità.
Dato che l'Islanda ha provato in pieno sulla sua pelle nonchè sulla sua valuta i catastrofici effetti di un tracollo economico ormai la maggioranza assoluta vuole un'adozione più rapida possibile dell'euro, alcuni anche senza ingresso in UE.

Questo servizio di Euronews descrive bene la situazione attuale dell'Islanda: http://it.euronews.net/2009/04/24/islan ... -in-crisi/
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