Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano

Discussioni sul sito e sull'Euro-tracking in lingua italiana

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ART
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Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano

Post by ART »

Dal Corriere.it di oggi:

APERTURA ALL'EURO - Ma la crisi dei mercati finanziari potrebbe anche accelerare eventi politico-economici impensabili fino a oggi. Il premier svedese Fredrik Reinfeldt ha dichiarato che ora «potrebbe cambiare l'opinione svedese» che nel 2003 respinse l'adozione dell'euro. Il premier danese Anders Rasmussen ha invece rilevato come «durante un periodo di turbolenza il costo di non far parte dell'Eurozona diventa molto evidente». Posizione diversa invece del primo ministro britannico Gordon Brown che ha ribadito: resteremo con la sterlina.
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Dacos
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Re: Anders e Frederick le belle addormentate si svegliano

Post by Dacos »

Il loro ingresso è inevitabile, soprattutto quello della Danimarca, che appartiene all'ERM II e deve mantenere con sforzi enormi il tasso di cambio della corona all'interno di una banda di oscillazione del 2.25%. Per quanto riguarda la Gran Bretagna, le elezioni sono imminenti e chi avrà coraggio ti togliere ai britannici uno dei loro simboli le perderà sicuramente...
E poi, avete visto cosa è successo in Islanda? Vedrete che le voci riguardo ad un tentativo dei paesi EFTA di entrare nell'Euro pur non aderendo all'UE avranno un seguito anche se il percorso durerà anni....
Intanto mi sembra che anche gli euroscettici nostrani stiano un po' zitti ultimamente.... Certo che con la cara vecchia lira e la sua inflazione ora probabilmente gireremmo tutti in bicicletta (certo è che ne beneficerebbe l'ambiente :D )
Alfredo
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Re: Anders e Frederick le belle addormentate si svegliano

Post by Alfredo »

Credo che tra qualche mese ci saranno dietro le porte anche USA e Cina pronti ad entrare anche loro nell'area Euro
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Re: Anders e Frederick le belle addormentate si svegliano

Post by ART »

Dacos wrote:E poi, avete visto cosa è successo in Islanda? Vedrete che le voci riguardo ad un tentativo dei paesi EFTA di entrare nell'Euro pur non aderendo all'UE avranno un seguito anche se il percorso durerà anni....
Volendo potrebbero farlo anche subito, con un'adozione unilaterale stile Motenegro-Kosovo.
Dacos wrote:Intanto mi sembra che anche gli euroscettici nostrani stiano un po' zitti ultimamente.... Certo che con la cara vecchia lira e la sua inflazione ora probabilmente gireremmo tutti in bicicletta (certo è che ne beneficerebbe l'ambiente :D )
Dopo che è crollata anche la motivazione "euro forte - esportazioni strangolate" non sanno più a che santo votarsi per dare addosso all'euro. Poveracci... quanto devono sentirsi frustrati.
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claudio vda
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Re: Anders e Frederick le belle addormentate si svegliano

Post by claudio vda »

Alfredo wrote:Credo che tra qualche mese ci saranno dietro le porte anche USA e Cina pronti ad entrare anche loro nell'area Euro
Beh, adesso non esageriamo, altrimenti occorrera' cambiare nome alla moneta, da Euro a Borea :lol:
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Re: Anders e Frederick le belle addormentate si svegliano

Post by ART »

Ed è meglio per lei che anche l'Islanda si svegli il prima possibile:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLi ... iew=Libero
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Re: Anders e Frederick le belle addormentate si svegliano

Post by ART »

http://www.borsaitaliana.it/bitApp/news ... t?id=90732

Islanda: chieste dimissioni premier

Pressioni perche' l'isola entri nell'Unione Europea

Islanda: chieste dimissioni premier(ANSA) - REYKJAVIK, 25 OTT -In Islanda duemila manifestanti hanno chiesto le dimissioni del premier, Geir Haarde, e del capo della Banca centrale, David Oddsson. I due sarebbero responsabili di non aver impedito il collasso finanziario legato alla crisi mutui. I manifestanti, radunatisi di fronte al Parlamento, hanno chiesto anche che l'isola avvii i passi per entrare presto nell'Unione europea, anche attraverso elezioni anticipate nel Paese.

25 Ott
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Re: Anders e Frederick le belle addormentate si svegliano

Post by ART »

27 ottobre 2008

Crisi mutui: Bce presta 12 mld euro in swap a banca Danimarca

FRANCOFORTE, 27 ott (AWP/ats/ansa) La Banca centrale europea ha concesso alla banca centrale danese l'accesso a 12 miliardi di euro di liquidità attraverso un contratto 'swap', per allentare le forti tensioni nell'esiguo mercato danese. Il prestito "opererà fino a quando sarà necessario", ha fatto sapere in una nota l'istituto centrale danese.
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Re: Anders e Frederick le belle addormentate si svegliano

Post by claudio vda »

Io spero che la Danimarca scelga la strada della ragionevolezza e passi all'Euro ...e lo dico in maniera assolutamente disinteressata: Copenaghen e' soltanto la citta' nella quale i chimici pisani emigrano a frotte :lol:
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Re: Anders e Frederick le belle addormentate si svegliano

Post by ART »

http://www.fondionline.it/indicecms.php ... dart=19031


Cos’è successo in Islanda?
23 Oct 2008

A cura di Rocki Gialanella

Ecco le variabili che hanno scatenato la crisi: l’ostinazione della banca centrale, la sproporzione tra le dimensioni dello Stato e quelle del settore bancario….

Il collasso islandese degli ultimi giorni non ha precedenti nella storia, almeno in tempo di pace, in quanto a rapidità e profondità. Le quote delle ipoteche e di altri prestiti sono raddoppiate, i prezzi sono cresciuti più del 30%, quasi tutti i risparmi sono andati in fumo, gli stipendi sono congelati e si prevedono licenziamenti di massa. L’Islanda è la prima vittima del credit crunch, e il suo catastrofico collasso dimostra l’importanza delle misure atte a contenere la crisi per evitare che quel che è successo nell’isola artica possa trovare spazio anche in altri paesi.

Gli economisti sostengono che un ruolo fondamentale nel tracollo islandese sia stato giocato dalla sua banca centrale. Il paese ha perseguito una politica monetaria basata sulla fissazione di un’inflation target, simile a quella posta in essere dalla Banca Centrale Europea. Questa strategia implica un aumento dei tassi di interesse quando l’inflazione si spinge al di sopra del target, e un taglio del costo del denaro in caso contrario. Una politica di questo tipo può risultare appropriata per le aree monetarie grandi, come l’eurozona, ma nel caso della minuscola Islanda ha prodotto risultati disastrosi perché ha alimentato enormi flussi speculativi di divise e forti incentivi all’indebitamento in divisa estera per i nuclei familiari locali.

In virtù di tale processo, la divisa locale ha subito un rapido apprezzamento, dando agli islandesi una falsa illusione di ricchezza. Il risultato finale si è concretizzato in una bolla speculativa, con un tasso di cambio sempre più lontano da quello che sarebbe stato dettato dai fondamentali economici del paese, fino al momento in cui è arrivata l’inevitabile esplosione della bolla e la drammatica svalutazione della divisa.

Un ulteriore elemento negativo è stata la dimensione del settore finanziario. Le banche islandesi possedevano attività e passività denominate in valute estere per un ammontare dieci volte superiore al Pil del paese. In circostanze normali questo non dovrebbe costituire un problema, anche perché le banche locali presentavano ratio migliori rispetto ai diretti competitors europei ed una minore esposizione al rischio. Tuttavia, nell’ambito della crisi attuale, la solidità dei bilanci non è l’aspetto più importante. Quel che realmente importa è la garanzia implicita o esplicita che un governo può offrire alle banche per far fronte ai propri debiti e soddisfare il bisogno di liquidità. Pertanto, la dimensione dello Stato rispetto a quella del settore bancario costituisce un elemento fondamentale.

La causa del collasso della corona islandese va ricercata nell’intento disperato degli speculatori di porsi in salvo in un momento di incertezza. Ma decisamente penalizzante è stata l’inadeguata risposta britannica alla crisi del sistema bancario dell’isola. Il governo di Londra ha utilizzato la legislazione antiterrorista per rifarsi sugli assets delle banche islandese che godono di buona salute.

Gordon Brown ha minacciato ripetutamente di confiscare tutte le attività islandesi in Gran Bretagna, senza fare distinzione tra assets statali, bancari e personali (appartenenti a persone che nulla hanno a che fare con la crisi). L’autentica tragedia è l’impatto sulle famiglie islandesi. Tuttavia, la presenza di risorse naturali e di una popolazione molto ben istruita sono fattori che dovrebbero consentire all’Islanda di guardare al lungo termine con una certa dose di ottimismo.
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Re: Anders e Frederick le belle addormentate si svegliano

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Il ministro islandese della pesca in un'intervista radiofonica.

«Iceland's fisheries minister, a long-standing opponent of membership in the European Union for the north Atlantic island, and the country's foreign minister have said that the country's severe financial crisis could force them to join the 27-member club.
[...]
Eurosceptic fisheries minister Einar Gudfinnsson told Icelandic radio on Sunday (12 October): "It's no secret, I've been against membership. However, the current turmoil means we have to look at every option."
Echoing Mr Gudfinnsson's comments, Social Democratic foreign minister Ingibjorg Solrun Gisladottir wrote in Icelandic daily Morganbladid that in the long term the country must embrace the European Union and replace the 'krona' with the euro.»
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Re: Anders e Frederick le belle addormentate si svegliano

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http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplr ... 0Bruxelles

Tutti pazzi per l'euro

La crisi finanziaria ha accresciuto i dubbi dei paesi rimasti fuori dalla zona euro che stanno rivedendo le proprie posizioni nei confronti della moneta unica

Tra i postumi della crisi finanziaria e le avvisaglie di quella dell’economia reale, mentre cadono banche e si ridimensionano certezze, una delle poche cose che restano ferme è la fiducia nella moneta unica che, per la prima volta dopo molto tempo, comincia a crescere anche in quei paesi che l’euro non ce l’hanno. L’ultima arrivata a ingrossare la fila di quei paesi che hanno sempre guardato con diffidenza all’unione monetaria europea, tenendosene ai margini, in un “dorato isolamento”, è la Polonia, un paese che pur avendo aderito all’Unione europea nel 2004, non ha ancora adottato l’euro e si è sempre dimostrata piuttosto scettica.

La crisi ha ribaltato le sue certezze e ora l’ingresso del paese nella zona euro, prevista dai trattati di adesione, per il 1 gennaio 2012, pare godere di un clima più benevolo e positivo. È pragmatico il premier Donald Tusk, che lunedì ha detto: “La crisi mondiale ha dimostrato che è più sicuro stare dalla parte dei forti, fra i forti e avere influenza nelle decisioni che loro prendono”. Insomma quando le barchette affondano meglio stare sulla nave dei vincitori, che barcolla solamente sotto i venti della tempesta finanziaria.

La considerazione ha tanto più valore in quanto viene dopo un incontro con il leader del principale partito dell’opposizione, Jaroslaw Kazcynski, che ha sempre guardato con diffidenza un legame troppo stretto del suo paese con Bruxelles e chiede un referendum popolare per decidere l’adozione dell’euro. Un’ipotesi non esclusa a priori dal premier, purché avvenga in tempi rapidi. E comunque, fanno notare fonti del parlamento di Varsavia, il referendum potrebbe solo decidere il quando, non il se, essendo la Polonia obbligata dai trattati ad aderire all’eurozona.

I timori comunque restano, nonostante le analisi contrastanti che banche e istituti finanziari fanno della tenuta dell’economia polacca. Gli ultimi sondaggi mostrano come oltre il 70% dei polacchi vorrebbero un ingresso nella zona euro in tempi brevi.

Ma non sono solo i paesi di nuova adesione a ripensare le proprie scelte e rivedere le proprie posizioni. Anche Danimarca e Svezia, che non hanno la moneta unica pur facendo parte dell’Ue, e l’ex isola “felice” dell’Islanda stanno riflettendo sul loro futuro, ai margine della crisi.

Il dibattito forse più accesso è quello che sta avvenendo in questi giorni in Islanda. L’isola, che ha sempre difeso gelosamente la propria indipendenza e il proprio isolamento, soffre più di altri nella difficile congiuntura economica. La corona islandese ha perso oltre il 40% del suo valore e Reykjavik si è vista costretta a chiedere un prestito internazionale di 5 miliardi di euro per evitare la bancarotta. Oltre il 69% degli islandesi ora vogliono entrare nell’Unione e il 72,5% vuole adottare l’euro secondo quanto riferisce un sondaggio apparso su un giornale locale lunedì. I favorevoli all’adesione erano il 55% prima della tempesta finanziaria.

“Gli islandesi hanno cominciato ad avere dubbi sulla loro corona. Un numero sempre maggiore di loro pensa che la sola soluzione sia agire insieme alle altre nazioni e non isolarsi” ha detto il direttore dell’Istituto di studi economici islandese, Gunnar Haraldsson.

Danimarca e Svezia poi, che avevano già rifiutato l’euro con precedenti referendum, stanno ora assistendo a un vivace dibattito interno sull’opportunità o meno di aderire alla moneta unica, soprattutto in Svezia dove la corona svedese si è svalutata del 7% nei confronti dell’euro dall’inizio della crisi.
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano

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La situazione attauale in Islanda:

Tassi interesse: 18%
Inflazione ottobre: 15,9 %


E una notizia curiosa assai:

"Alla fragile economia islandese arriva un ulteriore piccolo aiuto: quello del governo delle Isole Feroe *, territorio danese d'oltremare, che ha deciso di concedere un prestito di 300 milioni di corone danesi (40,2 milioni di euro), che sarà prelevato dai fondi della Faeroerske Landsbank, la Banca centrale delle Isole Feroe. Sono molte le ragioni che hanno spinto il piccolo Paese a correre in soccorso di Reykjavik: «Esistono legami molto speciali fra noi e l'Islanda, ed è per questo che abbiamo offerto a questo Paese un prestito di 300 milioni di corone», ha dichiarato il capo del governo delle Isole Feroe, Kaj Leo Johannesen."


* intende le Fær Øer
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano

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FINANZA: UE, OK AD AIUTI A ISLANDA MA PRIMA SERVE INTESA CON LONDRA

Bruxelles, 10 nov. (Adnkronos/Aki) - La Commissione Europea e' pronta a erogare un prestito all'Islanda, purche' pero' il paese nordico trovi prima intese bilaterali con gli stati con cui ha contenziosi aperti per via dei fallimenti delle banche, anzitutto la Gran Bretagna. E' quanto ha dichiarato Johannes Laitenberger, portavoce dell'esecutivo Ue. "Siamo pronti a fornire assistenza all'Islanda -ha detto- in supplemento a quella del Fondo Monetario Internazionale". Questo, pero', ha aggiunto, "potra' accadere solo dopo che l'Islanda ed alcuni stati membri avranno trovato un accordo sulle questioni bilaterali legati ai meccanismi di garanzie dei depopsiti bancari e alla protezione dei depositanti". Il riferimento e' alle migliaia di clienti europei delle banche islandesi fallite che si sono ritrovati dall'oggi al domani nell'impossibilita' di accedere ai propri soldi, suscitando le ire soprattutto del governo inglese. "Una volta che l'intesa si sara' trovata -ha concluso- la Commissione avviera' immediatamente i colloqui con il governo islandese". La cifra, tuttavia, sara' modesta, ha avvertito Laitenberger. "Siamo chiari -ha dichiarato- la somma di assistenza che la Commissione potra' fornire all'Islanda sara' ridotta, si trattera' piu' che altro di un gesto politico".
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano

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ISLANDA: CRISI ECONOMICA, MANIFESTANTI LANCIANO POMODORI CONTRO PARLAMENTO

Reykjavik, 15 nov. - (Adnkronos/dpa) - Esasperati dalla crisi economica che ha travolto l'Islanda, migliaia di manifestanti hanno lanciato uova, pomodori e carta igienica contro la sede del parlamento di Reykjavic. I dimostranti hanno chiesto anche nuove elezioni e le dimissioni del primo ministro Geir Haarde. Secondo la polizia, i manifestanti erano circa 6mila, un numero consistente per un paese che conta 320mila abitanti. Fino a pochi mesi fa considerata un paese di successo, l'Islanda e' ora sull'orlo della bancarotta dopo che le tre principali banche sono fallite nell'ambito della crisi finanziaria globale. Gli islandesi devono ora fare i conti con una crescita della disoccupazione, un'inflazione del 15% e tassi d'interesse del 18%.
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