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Discussioni sul sito e sull'Euro-tracking in lingua italiana

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Tommy76
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Post by Tommy76 »

mirandolina wrote:
lozingaro wrote: Mirandolina!!!! yuuuh! se ci sei batti un colpo! che mestiere fai? mica la pasticciera?
No, la traduttrice..... lavoro a casa a tutte le ore, per quello mi trovate sempre in linea..... e anche quando la clientela va in vacanza, la sottoscritta deve sgobbare perché lunedì aspettano le consegne..... :evil:
Peccato! Meglio la pasticciera, già mi leccavo i baffi...
Cmq ci sono i lati positivi di lavorare a casa, puoi stare in pantofole, in pigiama, fumarti una siga quando ti pare (nel balcone però, dentro non si fuma specialmente se ci sono bimbi), andare in ufficio senza farti la barba... Ehm, no, penso proprio che tu di questi problemi non ne abbia :wink: :lol:
La vita è una corsa...
e chi si ferma è perduto!
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debemaks
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Post by debemaks »

La traduttrice?! Fantastico, ma hai fatto scuola di interpreti??? Di/Da che lingue? Io provai ad entrare ma non sono riuscito per poco :cry: . A me sarebbe piaciuto fare l'interprete, invece mi ritrovo a fare l'ingegnere, ma fortunatamente riesco ad avere qualche contatto con i clienti, portarli a cena e simili e soprattutto a tradurre x i capi (che 99/100 non capiscono un'acca di qualsiasi lingua, notoriamente :twisted: )
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mirandolina
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Post by mirandolina »

debemaks wrote:La traduttrice?! Fantastico, ma hai fatto scuola di interpreti??? Di/Da che lingue? Io provai ad entrare ma non sono riuscito per poco :cry: . A me sarebbe piaciuto fare l'interprete, invece mi ritrovo a fare l'ingegnere, ma fortunatamente riesco ad avere qualche contatto con i clienti, portarli a cena e simili e soprattutto a tradurre x i capi (che 99/100 non capiscono un'acca di qualsiasi lingua, notoriamente :twisted: )
No, ho fatto lingue (francese e italiano) all'università in Scozia, sono venuta in Italia ad insegnare l'inglese e ho sposato un italiano.... il resto è storia.....
Oltre a non capire altre lingue, ti assicuro che i "capi" faticano a scrivere la propria, vedessi le cavolate che mi mandano da tradurre..... :evil:
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Post by lozingaro »

mirandolina wrote:
debemaks wrote:La traduttrice?! Fantastico, ma hai fatto scuola di interpreti??? Di/Da che lingue? Io provai ad entrare ma non sono riuscito per poco :cry: . A me sarebbe piaciuto fare l'interprete, invece mi ritrovo a fare l'ingegnere, ma fortunatamente riesco ad avere qualche contatto con i clienti, portarli a cena e simili e soprattutto a tradurre x i capi (che 99/100 non capiscono un'acca di qualsiasi lingua, notoriamente :twisted: )
No, ho fatto lingue (francese e italiano) all'università in Scozia, sono venuta in Italia ad insegnare l'inglese e ho sposato un italiano.... il resto è storia.....
Oltre a non capire altre lingue, ti assicuro che i "capi" faticano a scrivere la propria, vedessi le cavolate che mi mandano da tradurre..... :evil:
cribbio, non fà nulla che mi prendo un'ammonizione e non gioco il derby domenica prossima!!! chi se ne frega! torniamo a noi..... ma tu sei diventata in quattro e quattro otto euromaster, e non ci hai mai offerto niente ad ogni avanzamento di grado!! complimenti! sei proprio una scozzese! prenditela come ti pare ma è così :wink:

agli amici del forum italiano: vi svelo come ha fatto: ha postato negli altri forum, così non noi quando sbirciavamo di là, guardavamo sì, ma non facevamo caso al contascatti! hai capito tu...... :lol:
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tralasciando i pasticci e le pasticciere!

Post by lozingaro »

Tralasciando i pasticci e le pasticciere, parleremo oggi di un bel mestiere, antico come il sole! il pescatore, il pescatore è sinonimo di porto, di rete di barca, di golfo, di insenature, di mare! e come dice il proverbio che chi và per mare pesci piglia! oggi noi prenderemo un bel itinerario definito delle sette sorelle! metà turistica ambita dai milanesi e torinesi, d'estate
s'intende, dove chi è fortunato potrà beccare una bella hit proveniente dal
settentrione e chi non lo è....s'arrangi come può!
parleremo delle Isole Eolie! ..e la magnifica gastronomia!

A soli 40 km dalle coste siciliane, ma fuori dal tempo e dalla stretta della civiltà, queste sette isole devono il loro nome al mito del dio Eolo, signore dei venti e degli elementi atmosferici. Le Eolie non hanno mai smesso di incantare i viaggiatori e illustri scrittori, da Dumas a Maupassant,
hanno dedicato pagine indimenticabili al fascino antico dell'arcipelago, a cui hanno fatto seguito le memorie del cinema italiano: da "Stromoboli" di Rossellini, con la Bergman, a "Vulcano" con la Magnani, dal set del "Postino",
ambientato a Pollara da Massimo Troisi, alle incursioni di Nanni Moretti in "Caro Diario".
Il sottosuolo delle Eolie, a cominciare da Vulcano, è rimasto attivo e in continuo fermento. Soltanto 50 anni fa un isolotto
di fronte a Stromboli ha potuto emergere per inabissarsi nuovamente qualche decennio dopo. L'origine vulcanica dell'arcipelago ribolle ancora oggi nei fanghi di Panarea e Lipari, e si riflette nella bellezza di uno degli angoli più selvaggi del continente europeo.

LE ISOLE

Lipari. E' la principale isola delle Eolie e la più densamente abitata. Il paese, sorge ai piedi della rocca del Castello, eretto dagli spagnoli alla metà del '500 come bastione contro le incursioni dei pirati e oggi sede di un museo archeologico ricco di reperti greci e romani. Lipari ospita l'antica acropoli greca, ma le sue origini, dall'analisi dei siti neolitici, risalgono almeno al 4000 a. C. All'interno delle mura medioevali, la cattedrale e il palazzo dei vescovi sono meta dei numerosi turisti. Il paesaggio dell'isola offre ovunque il contrasto, semplice e sorprendente, del bianco e nero prodotto da ossidiana (vetro vulcanico) e pomice (roccia vulcanica leggera) due elementi di cui Lipari è ricchissima.

Vulcano. Separata da Lipari soltanto da una sottile striscia di mare, l'isola ospita quattro crateri. Il principale è il Vulcano della Fossa, le cui esalazioni sulfuree (le "fumarole") si spingono fino al centro abitato, che sorge giusto ai suoi piedi. Un legame anche religioso univa nell'
antichità gli antichi abitanti al vulcano, come testimonierebbero anche le tombe rupestri rinvenute tra i createri. Imperdibile l'escursione tra le gole dell'isola, modellate dall'attività del vulcano e i cespugli di ginestre, ma un tuffo il laghetto di fanghi termali, dalle antiche virtù terapeutiche.

Stromboli:è geologicamente l'isola più giovane, l'ultima emersa dalle acque azzurre del mar Tirreno. Il cono del suo vulcano è il simbolo della bellezza dell'isola, ricca di grotte e fondali corallini, ma anche della lotta con la natura che ha modellato le abitudini e
l'architettura degli isolani, fatta di piccole abitazioni bianche di forma squadrata. Dalla cima di Vancori il panorama maestoso, nei giorni di sereno, arriva ad abbracciare la Sicilia e le coste della Calabria, oltre lo Stretto.
Salina: un isola al centro del mediterraneo, profumata di capperi e malvasia, il vino tipico dell'arcipelago.
Il territorio comprende i comuni di Santa Marina, Malfa e Leni. Salina deve il suo
nome al piccolo lago salmastro, a ridosso del mare.

Panarea. L'antica Euonymos è la più piccola delle Eolie. Una parte dell'isola
è infatti sprofondata a causa dell'attività vulcanica. Ricca di scogli a picco sul mare, Panarea è ricoperta di una fitta vegetazione. Del suo passato preistorico si possono visitare i resti di un villaggio
archeologico, ma il presente dell'isola, oggi meta di un turismo fluente, è ben diverso. Panarea ha una perla, è Cala Junco, una piscina naturale di acqua sempre azzurrissima e trasparente.

Alicudi e Filicudi. Le due isole gemelle sono l'angolo più selvaggio e, fino a pochi anni fa, meno turistico di tutto l'arcipelago. Delle due, Alicudi ha mantenuto un profilo decisamente meno mondano, quasi selvatico. Obbligatorie per il turista la passeggiata allo scoglio Giafante e a Punta la Zotta, a Filicudi, e un'escursione alla grotta del Bue Marino.

GASTRONOMIA

Insieme con la Malvasia, un vino dolcemente fragrante e liquoroso, considerato nell'antichità un vero "nettare degli dei", i capperi sono il simbolo delle Eolie. Crescono spontaneamente un po' dappertutto ma
i più rinomati vengono da Salina. Tra la specialità dell'arcipelago, gli antipasti di terra e mare, e gli "spaghetti insabbiati".
Mai, in ogni caso lasciare le Eolie senza prima di aver assaggiato il fantastico carpaccio di pesce spada.


buon viaggio a tutti voi e buon bagno! l'acqua ne vale la pena!
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Omaggio a presidente! New York New York!

Post by lozingaro »

Un doveroso omaggio a presidente che volerà presto in quel di New York e dintorni!

una mappa molto light, che potrà servire a tutti!
:wink:
Il fascino della "Grande Mela"

Ogni parte del mondo ci regala attrattive diverse e magnifiche ma ci sono città, che più di altre, ci catturano con il loro fascino. Una di queste è senza dubbio New York. La città si trova alla foce del fiume Hudson, sulla costa orientale degli Stati Uniti. E' uno dei luoghi più conosciuti e visitati del pianeta e di certo una delle mete turistiche preferite negli Usa. La primavera, come anche l'autunno, sono le stagioni più indicate per visitare New York per evitare l'insopportabile calura estiva e il rigido freddo invernale.
La città negli anni si è sempre più affermata come uno dei simboli dell'America, anche grazie alla celebre Statua della Libertà, vera e propria icona della città e della cultura americana. Oggi New York è il maggiore centro finanziario del mondo, grazie alla celebre borsa di Wall Street ma è anche una delle città più importanti artisticamente e culturalmente. New York è divisa in cinque quartieri principali: Bronx, Queens, Manhattan, Staten Island e Brooklyn che hanno carattistiche molto diverse tra di loro, per cultura, abitanti e stili di vita.

Da visitare

Empire State Building - E' la costruzione simbolo della città e, dopo il crollo delle Torri Gemelle, è diventato il più alto edificio di New York. Progettato in stile Art Deco dagli architetti della Shreve, Lamb Harmon and associates, fu iniziato nel 1930 e inaugurato il 1 maggio 1931.

Ground Zero - Doverosa una visita nel centro di Manhattan in cui, prima degli attacchi terroristici dell'11 Settembre 2001, sorgeva il World Trade Center con le sue Torri Gemelle.

La Statua della Libertà - E' l'imponente statua, 93m da terra alla punta della fiaccola e 46m dalla superficie del piedistallo alla punta della fiaccola, che si trova all'entrata del porto del fiume Hudson dalla Liberty Island a New York City, come ideale benvenuto a tutti coloro che arrivano negli Usa. La scultura è di Frederic Auguste Bartholdi, mentre la struttura metallica è opera di Gustave Eiffel, creatore della celeberrima torre di Parigi.
Central Park - E' il parco per eccellenza. Considerato il "cuore verde" di Manhattan, è il rifugio per tutti coloro che vogliono trovare una boccata d'ossigeno e un attimo di pace lontano dalla vita caotica e frenetica di New York. Fra gli altri eventi ospitati dal parco ci sono il traguardo della Maratona e la festa di Mezzaestate.
Il Museum of Modern Art (MoMA) - E' uno dei più famosi musei d’arte moderna e contemporanea del mondo ed è stato riaperto alla fine del 2004. Contiene ogni settore di arti visive: pittura, scultura, installazioni, disegni, grafica, libri illustrati, fotografia, architettura, design e cinema. Il museo espone opere di Umberto Boccioni, Paul Cézanne, Marc Chagall, Salvador Dalí, Edgar Degas, Edward Hopper, Henri Matisse, Claude Monet, Pablo Picasso, Jackson Pollock, Georges-Pierre Seurat, Vincent Van Gogh,Vasily Kandinsky.
Da non perdere sono anche Times Square, la Fifth Avenue, il Rockefeller Center, Il Palazzo di Vetro, quartier generale dell'ONU, Il Ponte Giovanni Da Verrazzano. Non dovrebbe mancare anche una visita a Little Italy, il più famoso dei quartieri italiani negli Stati Uniti che si trova nella parte meridionale di Manhattan.
Eventi
Per avere informazioni dettagliate, è molto utile consultare il sito turistico ufficiale della città, sempre aggiornato con le date di tutti gli eventi quotidianamente in programma. The Big Apple
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Praga e Jonas Fink!

Post by lozingaro »

Ora però, voglio postare un posto bellissimo, affascinante, magico, che ti fà pensare, quando lo visiti, " questo luogo è rimasto tale, poichè per cinquant'anni è stato come se si fosse ibernato!" Cristo! ne avranno sofferte tante questa gente!

Andateci e fatemi sapere se è come dico io o no!

Alla scoperta di Praga
Praga è la capitale e la più grande città della Repubblica Ceca. Sorge sulle rive del fiume Moldava e conta approssimativamente 1,2 milioni di abitanti. La città è considerata una delle mete più affascinanti da visitare per i suoi signorili palazzi, per i tesori accumulati fin dal Medio Evo e conservati, nonostante i saccheggi subiti negli ultimi due secoli. L'aspetto che colpisce di questa città è la sua convivenza tre etnie diverse: la ceca, l'ebraica e la tedesca che le permettono di offrire una grande ricchezza di impulsi e di diversità da scoprire.
Da vedere
Il vero e proprio simbolo della città è il Ponte Carlo, introdotto dalla Torre di Stare Mesto, fu fatto costruire per volontà dal re Carlo IV ed è interamente in stile barocco. Il centro custodisce il Santuario di Loreto, famoso per il suo carillon che suona ogni ora. Oltra grande attrattiva della città è l’Orologio Astronomico, che mette in risalto le fasi lunari. Per chi ama la tranquillità e il verde, la meta ideale è l’isoletta di Kampa. Il cuore vitale della città è invece, la Piazza San Venceslao, lunga un chilometro è piena di caffè, ristoranti, negozi e cinema. A Praga si fondono i grandi stili architettonici del mondo, i suoi magnifici palazzi vanno dall'art nouveau al barocco, cubismo, gotico, neoclassico e ultramoderno. Non può mancare una visita anche al Muro di Lennon ed al vecchio cimitero ebraico.

Gastronomia
La tradizione culinaria è molto varia. Tra i piatti più famosi ricordiamo i Knedliki, gnocchi di pasta lievitata con pancetta, spinaci e altre golosità. Il piatto tradizionale della città è la svickova, un filetto di maiale in salsa agrodolce alla panna. L'ingrediente che caratterizza quasi ogni portata ceca è il sugo che viene cucinato in vari modi: in salsa tartara, alla fiamma, accompagnato con il gin e la vodka. I dolci tipici sono crepes alla marmellata, torte con mousse parigina, coppe di gelato e frutta caramellata. Le bevande vanno dalla birra, che è una bevanda molto apprezzata a Praga, al cognac che ha la funzione di digestivo e viene servito in bicchieri molto grandi.
Musei ed altro
Praga è centro culturale molto vivo, la città ospita numerosi teatri, sale da concerto, gallerie e club musicali. È anche sede dei più importanti uffici e istituzioni della Repubblica Ceca, tra cui la sede della Presidenza, del Governo, e di entrambe le case del Parlamento. Di notevole rilevanza è l'Università di Carlo ma la città è sede di altre sette università e collegi, compresa l'Università Tecnica Ceca. L'antica fornace di mattoni Hergetova cihelna a Mala Strana ospita l'esposizione permanente "La città di K. Franz Kafka e Praga", ideata dal catalano Juan Insua in onore del celebre scrittore e della sua città natale.
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Abbiamo parlato di Kafka e di New York...

Post by lozingaro »

..tempo fà abbiamo parlato di mirò e gaudi...
ma ora è tempo di parlare di lui di james, il suo nome è....james joyce!
e della verde irlanda! ecco a voi dublino! :D

alla scoperta della città!

E' la capitale della Repubblica Irlandese ed è situata nella parte orientale dell’isola, precisamente nella baia alla foce del fiume Liffey. L'industria del paese è sviluppata principalmente nei settori della birra, dell'elettronica e della meccanica. Nel 1972 Dublino è entrata a far parte della CEE. Dopo aver trascorso anni di economia precaria, nell'ultimo decennio la città è stata protagonista di cambiamenti sorprendenti e persino notevoli sviluppi economici. La capitale della Repubblica d'Irlanda è una città a misura d'uomo, strana e variopinta, ricca di pregevoli edifici in stile georgiano, di una celebre cultura letteraria e di pub estremamente accoglienti.

Da vedere
Dublino offre moltissime attrattive. La visita può cominciare dalla Custom House, quello che originariamente era il palazzo della dogana, che la sera offre uno splendido panorama sul Liffey. Poco distante è situato l'Abbey Teathre, il teatro nazionale irlandese. Sulla O’Connel St. si trova il Monumento dedicato a Daniel O’Connel che dà il nome a quella che è una delle strade più animate della capitale irlandese. Sulla stessa via c'è la statua dedicata a James Joyce, uno dei personaggi più amati dai dublinesi, a cui, poco distante è dedicato il James Joyce Centre, con annesso museo. Nelle vicinanze della O’Connel St. si trovano la chiesa più importante di Dublino, la St. Mary’s Cathedral e Moore St. Market, il mercato della città. La Parliament St., situata sull’altra sponda del Liffey, porta alla City Hall, sede del Municipio cittadino. E ancora, è immancabile una visita al Dublin Castle, uno dei maggiori simboli della città. Originario del XIII sec., ospita al suo interno numerose opere d’arte, tra cui spicca sicuramente la St.Patrick Hall. La Christ Church Cathedral è tra le cattedrali più importanti di Dublino. Al suo interno si trova la Tomba di Strongbow. Poco distante si può fare visita alla St. Patrick Cathedral. Il Trinity College è forse l'edificio simbolo della capitale, fondato verso la fine del XVI sec., come scuola protestante, ospita al suo interno la Old Library e il Tesoro. Infine il National Museum e la National Gallery, nella quale è esposta l’opera del Caravaggio “La Cattura di Cristo”.

Ambiente e geografia
Dublino, come tutta l'Irlanda, è caratterizzata da un clima molto umido, che comporta frequenti pioggia ma temperature mai troppo rigide. Intorno alla città si innalzano i monti Wiclow e sulla costa poco fuori dalla città, si trova la collina di Howt. Oltre alla zona intorno a Dublino, merita una visita la costa occidentale; la contea di Galway ospita bellezze naturali quali il Parco di Connemara e le scogliere di Moher, spettacolari strapiombi sull’Oceano Atlantico.

Divertimento
Dublino è sicuramente sinonimo di vita notturna ed il centro principale per chi cerca il divertimento è senz'altro Temple Bar, quartiere a sud del Liffey. Questa strada è considerata tra le più alternative della città, e perciò, soprattutto nelle ore notturne, frequentata da giovani, studenti e stranieri che popolano i numerosi pub. La strada per lo shopping è Grafton St., situata nella parte meridionale della città. Nei fine settimana e nei periodi festivi, è affollata da turisti e dublinesi. Lungo di essa si trovano la statua di Molly Malone e il Bewley’s Oriental Cafè, uno dei locali storici della capitale. St. Stephen's Green, alla fine di Grafton St., è il parco piu' frequentato dai giovani.

Gastronomia
In Irlanda il pasto principale è rappresentato dalla colazione classica con eggs&bacon, accompagnate da pane tostato e una tazza di latte o cappuccino. In città si possono gustare tutte le specialità nazionali, dalle ostriche al salmone alla carne. I più golosi potranno assaggiare i dolci tipici, tra cui spiccano la Apple Pie e il Porter Cake (dolce preparato con uvetta, spezie e birra), buone anche le selezioni di formaggi. Da provare i fish bake e fish pie piatti unici in cui il pesce viene cucinato con una sorta di besciamella e passato al forno per far dorare la crosta di purea di patate, tubero protagonista della semplice cucina iralndese. Tra le bevande è d'obbligo gustare la birra, un Irish Whiskey o un Irish Coffee.
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Re: tralasciando i pasticci e le pasticciere!

Post by ART »

lozingaro wrote: Soltanto 50 anni fa un isolotto di fronte a Stromboli ha potuto emergere per inabissarsi nuovamente qualche decennio dopo.
Non lo sapevo... 8O
Mi ricorda il caso dell'isola Ferdinandea, quella che si formò a largo delle coste di Sciacca nel 1831 per scomparire poco dopo, cancellata dalle onde.
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Re: tralasciando i pasticci e le pasticciere!

Post by lozingaro »

ART wrote:
lozingaro wrote: Soltanto 50 anni fa un isolotto di fronte a Stromboli ha potuto emergere per inabissarsi nuovamente qualche decennio dopo.
Non lo sapevo... 8O
Mi ricorda il caso dell'isola Ferdinandea, quella che si formò a largo delle coste di Sciacca nel 1831 per scomparire poco dopo, cancellata dalle onde.
di questo episodio del 1831 potrebbe parlarcene Tommy, sai com'è le notizie ci mettono del tempo ad arrivare, pensa che questa, ci ha messo 175 anni! 8O
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Vabbè ve ne parlo io!

Post by lozingaro »

Isola Ferdinandea

Ferdinandea è conosciuta oggi come "Banco Graham", ovvero una vasta piattaforma rocciosa a circa 6 metri dalla superfice marina tra Sciacca e l'isola di Pantelleria. Costituisce la bocca di un vulcano sommerso che, eruttando, nel 1831, vide l'isola crescere fino ad una superficie di circa 4 km2 e 65 m di altezza.

Tuttavia essa era composta da materiale eruttivo chiamato tefra o tefrite, materiale facilmente erodibile dall'azione delle onde. Alla conclusione dell'episodio eruttivo si verificò una rapida subsidenza e l'isola scomparve definitivamente sotto le onde nel gennaio del 1832, prima di ogni soluzione del problema sorto intorno alla sua sovranità.

Storia
Nella notte fra il 10 e l'11 luglio 1831, a 26 miglia circa dalla spiaggia di Sciacca, a metà strada da Pantelleria, nella cosiddetta Secca del Corallo, in seguito ad una scossa tellurica, il vulcano sottomarino aprì la sua bocca eruttando scorie e lapilli, formando una piccola isola di circa quattro chilometri di circonferenza e sessanta metri d'altezza.

Il canonico Arena scriveva che queste eruzioni "sono state sempre precedute da brevi scosse di terremoto che si sono susseguite con fortissimo fragore di boati". Secondo l'Arena "testimoni dell'evento furono i capitani Trafiletti e Corrao, naviganti in quel mare (latitudine 37,11 nord e longitudine 12,44 est) che osservarono un getto d'acqua a cui tennero dietro colonne di fiamme e di fumo che si elevavano ad un'altezza di 550 metri circa. Il 16 luglio si vide emergere la testa di un vulcano in piena eruzione e il 18 lo stesso capitano Corrao, di ritorno, osservò il cono del vulcano che sporgeva dal mare. Presto si vide emergere un'isoletta che crebbe sempre in eruzione e raggiunse, il 4 agosto, una base di tre miglia di circonferenza ed un'altezza di sessanta metri, con due preminenze, una da levante ed una da tramontana, a guisa di due montagne legate insieme; con due laghetti bollenti".

Non appena venne diffusa la notizia dell'apparizione di questo piccolo lembo di terra, il primo studioso a giungere sul posto è stato il prof. Karl Hoffman, docente di geologia presso l'Università di Berlino, che si trovava casualmente in Sicilia. Il tedesco, dopo aver fatto un'accurata ricognizione, riferì i risultati in una lettera indirizzata al duca di Serradifalco. Il governo borbonico, intanto, inviava subito sul posto il fisico Domenico Scinà, il quale compilava un "breve ragguaglio al novello vulcano apparso nel mare di Sciacca". Il prof. Carlo Gemellaro, docente di Storia Naturale presso l'Università di Catania, provvedeva invece a stilare una relazione circostanziata che suscitava l'interesse di molti illustri uomini di cultura scientifica, soprattutto stranieri.

L'isoletta suscitò subito l'interesse di alcune potenze straniere, che nei mari cercavano punti strategici per gli approdi delle loro flotte, sia mercantili che militari. L'Inghilterra, che col suo ammiraglio sir Percival Otham si trovava nelle acque dell'isola, dopo un'accurata ricognizione, prendeva possesso dell'isola in nome di Sua Maestà Britannica. Il 24 agosto giungeva sul posto il capitano Jenhouse e vi piantava la bandiera britannica, chiamando l'isola "Graham".

Le proteste del popolo siciliano, insieme a quelle del capitano Corrao, arrivarono alla casa borbonica, proponendo di nominare l'isola "Corrao", chiedendo inoltre al re provvedimenti contro il sopruso inglese.

Il 26 settembre dello stesso anno la Francia, per non essere da meno, inviava il brigantino "La Fleche", comandato dal capitano di corvetta Jean La Pierre, il quale recava con sé una missione diretta dal geologo Constant Prèvost insieme al pittore Edmond Joinville, al quale si devono i disegni di quel fenomeno eccezionale. Furono fatti dai francesi approfonditi rilievi e ricognizioni accurate fino al 29 settembre, e il materiale raccolto venne inviato al viceammiraglio della flotta francese De Rigny. Il contenuto di queste relazioni stabilivano che l'isola, sotto l'azione delle onde, aveva subito diverse frane, che a loro volta avevano provocato grandi erosioni sui fianchi; quindi i crolli avevano trascinato con sé una grande quantità detriti. Pertanto l'isola, non avendo una base consistente, si poteva inabissare bruscamente. Come gli inglesi, anche i francesi non avevano chiesto alcun permesso al re Ferdinando II di Borbone, quale legittimo proprietario dell'isola, essendo questa sorta nella acque siciliane. Anzi i francesi la ribattezzarono "Iulia" in riferimento alla sua comparsa avvenuta nel mese di luglio, poi posero una targa a futura memoria con la seguente iscrizione: "Isola Iulia – i sigg. Constant Prèvost, professore di geologia all'Università di Parigi – Edmond Joinville, pittore 27, 28, 29 settembre 1831". In segno di possesso venne innalzata sul punto più alto la bandiera francese.

Il re Ferdinando II, constatando l'interesse internazionale che l'isoletta aveva suscitato, inviò sul posto la corvetta bombardiera "Etna" al comando del capitano Corrao il quale, sceso sull'isola, piantò la bandiera borbonica battezzando l'isola "Ferdinandea" in onore del sovrano. Sembrava che l'evento non suscitasse altro clamore, invece giunse sul posto il capitano Jenhouse con una potente fregate inglese e il Corrao con i suoi marinai, grazie alla mediazione del capitano Douglas, ottenne di rimettere la questione ai rispettivi governi.

L'inabissamento
Non passò molto tempo che il pronostico francese cominciò ad avverarsi. Le persone che viaggiavano sul vaporetto "Francesco I" riferivano che l'isola aveva un perimetro di mezzo miglio e l'altezza si era abbassata.

Verso la fine d'ottobre del 1831 il governo borbonico prendeva posizione ufficiale ed inviava ai governi di Gran Bretagna e Francia una memoria con la quale gli dava notizia dell'evento, ricordandogli che a norma del diritto internazionale la nuova terra apparteneva alla Sicilia. A quanto sembra però i due governi non risposero, e iniziarono le rivalità fra le due nazioni, entrambe interessate a favorire le loro posizioni strategiche nel Mediterraneo.

Il 7 novembre di quel'anno, l'inglese Walker, capitano dell'Alban, la misurava e l'isola risultava ridotta ad un quarto di miglio con un'altezza di venti metri. Il 16 novembre si scorgevano soltanto piccole porzioni e l'8 dicembre il capitano Allotta, del brigantino Achille, ne costatava la scomparsa, mentre alcune colonne d'acqua si alzavano e si abbassavano. Dell'isola rimaneva un vasto banco di roccia lavica, che attualmente viene indicato nelle carte nautiche come "il banco Graham", a 24 miglia a nord-est di Pantelleria.

Nel 1846 e nel 1863 l'isoletta è riapparsa ancora in superficie, per poi scomparire nuovamente dopo pochi giorni. Di essa rimanevano solo i molti nomi avuti in seguito alla disputa internazionale: Giulia, Nerita, Corrao, Hotham, Graham, Sciacca, Ferdinandea.

Oggi
Col terremoto del 1968 nella Valle del Belice, le acque circostanti il Banco di Graham furono viste intorpidirsi e ribollire. Forse era un segnale che l'isola Ferdinandea stava per riemergere. Così non fu, ma si segnalò un movimento nelle acque internazionali di alcune navi britanniche della flotta del Mediterraneo. A scanso di equivoci i siciliani posero sulla superfice del banco Graham una targa in pietra tra le cui righe si legge che "[...] l'Isola Ferdinandea era e resta dei Siciliani". Rotta qualche anno fa (probabilmente per colpa di un'ancora) è stata prontamente sostituita.

Successivamente il vulcano è rimasto dormiente per decenni con la cima circa 8 m sotto il pelo dell'acqua (il cosiddetto Banco di Graham nella cartografia ufficiale).

Nel 1986 fu erroneamente scambiato per un sottomarino libico e colpito da un missile della U.S. Air Force nella sua rotta per bombardare Tripoli.
( sti americani, basta che sganciano bombe! :( )

Nel 2002 una rinnovata attività sismica nella zona di Ferdinandea ha indotto i vulcanologi a speculare sopra un imminente nuovo episodio eruttivo con conseguente nuova emersione dell'isola. Per evitare in anticipo una nuova disputa di sovranità, dei sommozzatori italiani hanno piantato un tricolore sulla cima del vulcano di cui si aspettava la riemersione. Però le eruzioni non si sono verificate e al 2005 la cima di Ferdinandea rimane ancora circa 6 metri sotto il livello del mare.
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Tommy76
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Post by Tommy76 »

Ehilà! Non sapevo di questa isola vulcanica, grazie Lozingaro per l'informazione, sarebbe bello fare un'immersione da quelle parti, anche se non mi fideri tanto, non si sa mai :?
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Post by ravestorm »

Il week end appena trascorso me ne sono andato ad Umag in Croazia per assistere alle finali del campionato europeo di softdart (le freccette col bersaglio elettronico).
Non chiedetemi chi abbia vinto perchè sinceramente non l'ho capito non essendoci in giro uno straccio di tabellone.
Però misono divertito un sacco a vedere i più forti giocatori europei piazzare dei 180 così facilmente quando nella mia storia di "freccettaro" (appena cominciata) fin'ora ne ho messi solo 2. Attendo notizie dal sito della EDU (European Dart Union).
Si perchè gioco anch'io, si è appena concluso la fase a gironi del campionato provinciale Fidart (siamo arrivati secondi nel nostro girone) e questo week end abbiamo le finalissime.

Cmq Umag è una cittadina e porto situata nella parte nord occidentale della costa istriana e dista da Trieste solamente 40 km.
Famoso è il torneo ATP che si svolge qui ogni anno.
Anche se in croazia. come tutti sanno, usano le Kune io non mi sono sfatto sfuggire l'occasione di avere il primo dot (da quando sono utente EBT) fuori dai confini italiani.
«Io dormirò tranquillo perché so che il mio peggior nemico veglia su di me.»
  • Biondo - Il buono, il brutto, il cattivo

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Il 19.09.2013 ho scritto: Comicerò a cambiare atteggiamento da ora in poi, quindi che il forum non si lamenti se da ora in avanti verranno prese misure drastiche.
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debemaks
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Post by debemaks »

Ma Lozingaro, sei a Zena??? Ho visto ieri sera che hai traccato dalla città di Colombo! non penserai di andartene senza aver xlo- lasciato un pò di banconote nel levante ligure!!!!!! Dai che ti offro un'ape (ritivo 8) )!!!! Fatti vivo nel weekend!!! :wink:
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Post by lozingaro »

debemaks wrote:Ma Lozingaro, sei a Zena??? Ho visto ieri sera che hai traccato dalla città di Colombo! non penserai di andartene senza aver xlo- lasciato un pò di banconote nel levante ligure!!!!!! Dai che ti offro un'ape (ritivo 8) )!!!! Fatti vivo nel weekend!!! :wink:
ci sono un mucchio di 5 e 10 euri in giro per la città, zona piazza cavour, piazza della vittoria, (sai dov'è no? :wink: dove c'è la sede dell'IP)
speriamo bene!
l'aperitivo? mannaggia! sarà per la prossima volta! :( a saperlo prima!
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