Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano
Mumble... Governo favorevole all'UE = volontà immediata di far partire i negoziati d'adesione che dureranno un paio d'annetti = nel 2011 l'Islanda entra nell'UE assieme alla Croazia + un paio di anni obbligatori nell'EMU --> € in Islanda nel 2013 (magari anche stavolta a braccetto con la Croazia). Plausibile? Vedremo!
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano
Si, prevedono proprio quattro anni per introdurre l'euro.
L'ingresso della Croazia nel 2011 non è affatto certo, perchè il contenzioso territoriale con la Slovenia è ancora in alto mare (anche letteralmente
)... e del resto di fretta non ce n'è.
L'ingresso della Croazia nel 2011 non è affatto certo, perchè il contenzioso territoriale con la Slovenia è ancora in alto mare (anche letteralmente
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano
Ho visto il servizio da te consigliato su euronews... interessante: il triste tramonto dell'autarchia.
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano
Parlo assolutamente per esperienza personale e sensazioni percepite dopo una visita a Zagabria e a scambi di opinioni con ragazzi croati e sloveni: mi sembra che i croati si siano stancati dei loro discorsi nazionalisti, della tecnica "sulla difensiva" e del vittimismo "perchè la UE ci rifiuta, non abbiamo fatto nulla di male". Credo che, soprattutto dopo l'ingresso nell'Euro degli amici-nemici sloveni, la Croazia si senta più isolata, dato che erano molto più forti i legami verso Slovenia, Italia o Ungheria piuttosto che quelli verso la Bosnia o la Serbia, e ora si trovano tagliati fuori a causa degli accordi di Schengen e dell'Euro, che hanno rinvigorito i legami fra la Slovenia e l'Europa allentando quelli fra Slovenia e Croazia.ART wrote: L'ingresso della Croazia nel 2011 non è affatto certo, perchè il contenzioso territoriale con la Slovenia è ancora in alto mare (anche letteralmente)... e del resto di fretta non ce n'è.
Poi ovviamente a livello politico e diplomatico è tutto un altro discorso, e la Repubblica Croata si muoverà sui suoi canali e seguendo le sue strategie spesso arroganti e fastidiose come abbiamo visto in atto negli ultimi anni, ma credo che i cittadini, i croati siano ben disposti verso la UE (molto più di quanto non abbia visto in Paesi come Polonia o Romania che pur già fanno parte della Ue, ma non sembra gliene freghi molto a polacchi e rumeni), e non è detto che ciò non porti a un cambiamento politico e a un allentamento delle tensioni attuali.
Fermo restando che è una mia opinione assolutamente personale e non derivata da cose lette o scritte da politologi o giornalisti, quindi molto fallibile (
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano
Interessanti le tue considerazioni: io frequento relativamente spesso la Slovenia ma non la Croazia e non avevo un'idea molto precisa di cosa pensasse esattamente l'opinione pubblica.
Ad ogni modo la vedo dura, molto dura, perchè stando alle impressioni che ho seguendo il contenzioso nessuno dei due ha intenzione di mollare di un centimetro... il che prelude in genere ad anni e anni di trattative estenuanti.
Ad ogni modo la vedo dura, molto dura, perchè stando alle impressioni che ho seguendo il contenzioso nessuno dei due ha intenzione di mollare di un centimetro... il che prelude in genere ad anni e anni di trattative estenuanti.
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano
Comunque in islanda ha vinto la coalizione favorita nei sondaggi, quindi è solo questione di tempo per la presentazione della richiesta d'adesione all'UE.
Servizio Euronews: http://it.euronews.net/2009/04/26/vitto ... -sinistra/
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano
Più la catastrofe è grave più in fretta ci si sveglia: "corsi e ricorsi storici"...claudio vda wrote:Ho visto il servizio da te consigliato su euronews... interessante: il triste tramonto dell'autarchia.
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano
http://www.thelocal.se/17178/20090127/" onclick="window.open(this.href);return false;
Svezia pronta per l'ingresso nell'euro: rapporto
Un nuovo rapporto indica che gli argomento economici contro l’entrata della Svezia nell’euro non sono più validi e afferma che nella debolezza della crisi della finanziaria, è tempo per la Svezia di adottare la moneta unica.
Il rapporto dello Swedish Centre for Business and Policy Studies (SNS) mostra che la situazione in Svezia è cambiata rispetto agli anni ‘90 e che il paese beneficerebbe dell’entrata nell’euro.
Un rapporto del governo degli anni ‘90 pervenne alla conclusione che tutto sommato la Svezia avrebbe fatto meglio a rimanere fuori dall’unione monetaria e per questo, quando il paese è entrato nell’Unione Europea, venne deciso di mantenere la corona svedese.
Harry Flam dell’SNS, che fu uno degli studiosi impegnati in quel rapporto, scrive in un articolo sul Dagens Nyether che le circostanze sono cambiate.
“Il rapporto mostra che la Svezia ha avuto in pratica uno sviluppo della disoccupazione e dell’inflazione simile a quello che avrebbe avuto se fosse stata parte della moneta unica fin dall’inizio, ma le finanze pubbliche avrebbe beneficiato della maggiore efficienza permessa dai prezzi stabili e aumento del commercio .”
Il rapporto mostra anche che i tassi di riferimento della Banca Centrale Europea (BCE) e della banca centrale svedese (Riksbank) si sono inseguiti molto da vicino in tutto il periodo preso in esame.
Flam scrive che un tasso di cambio stabile farebbe bene alla Svezia. Le imprese svedesi eviterebbero la perdita di competitività che deriva dalla fluttuazione dei tassi.
Attualmente, il 40-45% del commercio svedese è diretto verso i paesi dell’eurozona.
Svezia pronta per l'ingresso nell'euro: rapporto
Un nuovo rapporto indica che gli argomento economici contro l’entrata della Svezia nell’euro non sono più validi e afferma che nella debolezza della crisi della finanziaria, è tempo per la Svezia di adottare la moneta unica.
Il rapporto dello Swedish Centre for Business and Policy Studies (SNS) mostra che la situazione in Svezia è cambiata rispetto agli anni ‘90 e che il paese beneficerebbe dell’entrata nell’euro.
Un rapporto del governo degli anni ‘90 pervenne alla conclusione che tutto sommato la Svezia avrebbe fatto meglio a rimanere fuori dall’unione monetaria e per questo, quando il paese è entrato nell’Unione Europea, venne deciso di mantenere la corona svedese.
Harry Flam dell’SNS, che fu uno degli studiosi impegnati in quel rapporto, scrive in un articolo sul Dagens Nyether che le circostanze sono cambiate.
“Il rapporto mostra che la Svezia ha avuto in pratica uno sviluppo della disoccupazione e dell’inflazione simile a quello che avrebbe avuto se fosse stata parte della moneta unica fin dall’inizio, ma le finanze pubbliche avrebbe beneficiato della maggiore efficienza permessa dai prezzi stabili e aumento del commercio .”
Il rapporto mostra anche che i tassi di riferimento della Banca Centrale Europea (BCE) e della banca centrale svedese (Riksbank) si sono inseguiti molto da vicino in tutto il periodo preso in esame.
Flam scrive che un tasso di cambio stabile farebbe bene alla Svezia. Le imprese svedesi eviterebbero la perdita di competitività che deriva dalla fluttuazione dei tassi.
Attualmente, il 40-45% del commercio svedese è diretto verso i paesi dell’eurozona.
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano
http://borsaitaliana.it.reuters.com/art ... 5920091223" onclick="window.open(this.href);return false;
Polonia potrebbe entrare nell'euro nel 2014
mercoledì 23 dicembre 2009
BRUXELLES (Reuters) - La Polonia potrebbe essere pronta per adottare l'euro nel 2014, dopo aver effettuato una riforma della contabilizzazione delle pensioni che permetterebbe di ridurre il deficit del paese. Lo ha spiegato il ministro delle Finanze polacco Jacek Rostowski, in un'intervista pubblicata oggi sul quotidiano finanziario belga L'Echo.
Il ministro ha aggiunto che la Polonia non è però ancora pronta a stabilire una data per l'entrata nella zona euro.
"Potremmo essere pronti per adottare l'euro nel 2014 ma non vogliamo fissare una data. L'ultima volta che l'abbiamo fatto è stato tre giorni prima della caduta di Lehman Brothers", ha spiegato Rostowski, facendo riferimento alla crisi finanziaria che ha pesato sullo zloty e gonfiato il deficit pubblico oltre il 3% richiesto dall'Unione europea.
Il ministro polacco ha ribadito le stime che il deficit si attesterà al 6,5% del Pil quest'anno e al 7% nel 2010. Anche se ha precisato che questo calcolo include le spese relative al sistema pensionistico, a differenza di quanto avviene nei paesi vicini. "Bisognerebbe altrimenti parlare del 4,7% (di deficit) per il nostro paese".
"Oggi il nostro deficit è sotto la media della zona euro. Ma sappiamo bene che i criteri di Maastricht non saranno modificati per noi. Così dobbiamo cambiare la legislazione per rimuovere le spese relative al sistema pensionistico dal nostro deficit", ha concluso il ministro, specificando che la Polonia non ha fretta di fare questa riforma. "Sarebbe meglio fare le cose bene piuttosto che in fretta" ha detto Rostowski.
Gli analisti consultati da Reuters si aspettano che la Polonia entri nell'euro nel 2014.
Polonia potrebbe entrare nell'euro nel 2014
mercoledì 23 dicembre 2009
BRUXELLES (Reuters) - La Polonia potrebbe essere pronta per adottare l'euro nel 2014, dopo aver effettuato una riforma della contabilizzazione delle pensioni che permetterebbe di ridurre il deficit del paese. Lo ha spiegato il ministro delle Finanze polacco Jacek Rostowski, in un'intervista pubblicata oggi sul quotidiano finanziario belga L'Echo.
Il ministro ha aggiunto che la Polonia non è però ancora pronta a stabilire una data per l'entrata nella zona euro.
"Potremmo essere pronti per adottare l'euro nel 2014 ma non vogliamo fissare una data. L'ultima volta che l'abbiamo fatto è stato tre giorni prima della caduta di Lehman Brothers", ha spiegato Rostowski, facendo riferimento alla crisi finanziaria che ha pesato sullo zloty e gonfiato il deficit pubblico oltre il 3% richiesto dall'Unione europea.
Il ministro polacco ha ribadito le stime che il deficit si attesterà al 6,5% del Pil quest'anno e al 7% nel 2010. Anche se ha precisato che questo calcolo include le spese relative al sistema pensionistico, a differenza di quanto avviene nei paesi vicini. "Bisognerebbe altrimenti parlare del 4,7% (di deficit) per il nostro paese".
"Oggi il nostro deficit è sotto la media della zona euro. Ma sappiamo bene che i criteri di Maastricht non saranno modificati per noi. Così dobbiamo cambiare la legislazione per rimuovere le spese relative al sistema pensionistico dal nostro deficit", ha concluso il ministro, specificando che la Polonia non ha fretta di fare questa riforma. "Sarebbe meglio fare le cose bene piuttosto che in fretta" ha detto Rostowski.
Gli analisti consultati da Reuters si aspettano che la Polonia entri nell'euro nel 2014.
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplr ... 4&sezione=" onclick="window.open(this.href);return false;
Islanda, via libera della Commissione
Il paese nordico si avvicina a grandi passi all'Unione europea.
La Commissione ha espresso un parere positivo alla domanda di adesione all'Ue avanzata dall'Islanda lo scorso luglio. Nella sua raccomandazione, presentata dal commissario all'Allargamento, Stefan Fuele, l'esecutivo comunitario riconosce che Reykjavík aderisce ai valori comuni della Ue, ma sottolinea alcune sfide che il paese dovrà affrontare sulla via dell'adesione.
Nel documento, reso pubblico oggi, la Commissione sottolinea come l'Islanda, essendo membro dell'Area economica europea da oltre 15 anni, “possiede già una buona parte dell'acquis comunitario” e rispetta i valori dell'Ue per quanto riguarda la democrazia e lo stato di diritto.
Tuttavia, avverte Bruxelles, ulteriori sforzi sono necessari per allinearsi con la legislazione europea “nei settori della pesca, dell'agricoltura, dell'ambiente, del libero movimento dei capitali e dei servizi finanziari”.
“Sono fiducioso che l'Islanda dimostrerà determinazione nell'affrontare le sfide sottolineate nell'opinione”, ha dichiarato il commissario per l'Allargamento Stefan Fuele. “Il parere di oggi – ha affermato – è un passo importante e fornisce una guida per Reykjavík nei suoi sforzi per diventare un membro dell'Unione europea”.
I Ventisette dovranno ora decidere, sulla base dell'opinione della Commissione, quando aprire ufficialmente i negoziati di adesione. Fuele non ha voluto comunicare una possibile data di ingresso nell'Ue, ma le autorità islandesi puntano a concludere il processo nel 2012, insieme alla Croazia.
Islanda, via libera della Commissione
Il paese nordico si avvicina a grandi passi all'Unione europea.
La Commissione ha espresso un parere positivo alla domanda di adesione all'Ue avanzata dall'Islanda lo scorso luglio. Nella sua raccomandazione, presentata dal commissario all'Allargamento, Stefan Fuele, l'esecutivo comunitario riconosce che Reykjavík aderisce ai valori comuni della Ue, ma sottolinea alcune sfide che il paese dovrà affrontare sulla via dell'adesione.
Nel documento, reso pubblico oggi, la Commissione sottolinea come l'Islanda, essendo membro dell'Area economica europea da oltre 15 anni, “possiede già una buona parte dell'acquis comunitario” e rispetta i valori dell'Ue per quanto riguarda la democrazia e lo stato di diritto.
Tuttavia, avverte Bruxelles, ulteriori sforzi sono necessari per allinearsi con la legislazione europea “nei settori della pesca, dell'agricoltura, dell'ambiente, del libero movimento dei capitali e dei servizi finanziari”.
“Sono fiducioso che l'Islanda dimostrerà determinazione nell'affrontare le sfide sottolineate nell'opinione”, ha dichiarato il commissario per l'Allargamento Stefan Fuele. “Il parere di oggi – ha affermato – è un passo importante e fornisce una guida per Reykjavík nei suoi sforzi per diventare un membro dell'Unione europea”.
I Ventisette dovranno ora decidere, sulla base dell'opinione della Commissione, quando aprire ufficialmente i negoziati di adesione. Fuele non ha voluto comunicare una possibile data di ingresso nell'Ue, ma le autorità islandesi puntano a concludere il processo nel 2012, insieme alla Croazia.
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegliano
Rasmussen ha fatto dichiarazioni che prospettano l'avvio della rinuncia all'opt-out sull'euro dietro referendum.
http://politiken.dk/newsinenglish/ECE11 ... eferendum/" onclick="window.open(this.href);return false;
Pare che abbia intenzione di organizzare un referendum quest'anno, non prima dell'estate. Ad oggi la percentuale dei favorevoli all'euro in Danimarca si aggira sul 52 - 54 %
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Pare che abbia intenzione di organizzare un referendum quest'anno, non prima dell'estate. Ad oggi la percentuale dei favorevoli all'euro in Danimarca si aggira sul 52 - 54 %
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Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegli
previsione azzeccata, ARTART il 25 aprile 2009 wrote:Si, prevedono proprio quattro anni per introdurre l'euro.
L'ingresso della Croazia nel 2011 non è affatto certo, perchè il contenzioso territoriale con la Slovenia è ancora in alto mare (anche letteralmente)... e del resto di fretta non ce n'è.
http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notiz ... 92800.html" onclick="window.open(this.href);return false;
non resta che attendere l'esito del referendum previsto a inizio 2012. L'unico errore dell'articolo è il numero: 28/o credo consideri pure il Regno Unito
Re: Anders, Frederick e Geir le belle addormentate si svegli
Se devo essere sincero non sono per niente contento di questa cosa.
La Croazia è solo l'ultima di una serie di allargamenti a mio avviso fatti con criteri molto dubbi a paesi che in certi casi non erano con tutta evidenza ancora pronti e che avrebbero dovuto comunque seguire un percorso di adesione più lento. Il tutto si è svolto nel quadro di un eccessivo allargamento generale dell'UE a discapito del suo livello di unità interna, cosa quest'ultima che per me dovrebbe avere la precedenza assoluta: meno mumero, più sostanza.
Adesso c'è addirittura chi propone un allargamento rapido in blocco ai Balcani interi se non alla Turchia, della serie VENGHINO, SIORESSIORI, VENGHINO: C'E' POSTO PER TUTTI! (...in un mercato unico sempre più largo e succulento: della compattezza politica del sistema europeo che ce ne fotte finchè abbiamo da fare grana).
Quanto al trattato di Osimo già si è negoziato abbondantemente in passato e spero che i due contenziosi ancora aperti siano risolti in fretta, perchè con tutti i xxxxx che abbiamo adesso ci manca solo di portare un altro elemento di tensione all'interno dell'UE.
La Croazia è solo l'ultima di una serie di allargamenti a mio avviso fatti con criteri molto dubbi a paesi che in certi casi non erano con tutta evidenza ancora pronti e che avrebbero dovuto comunque seguire un percorso di adesione più lento. Il tutto si è svolto nel quadro di un eccessivo allargamento generale dell'UE a discapito del suo livello di unità interna, cosa quest'ultima che per me dovrebbe avere la precedenza assoluta: meno mumero, più sostanza.
Adesso c'è addirittura chi propone un allargamento rapido in blocco ai Balcani interi se non alla Turchia, della serie VENGHINO, SIORESSIORI, VENGHINO: C'E' POSTO PER TUTTI! (...in un mercato unico sempre più largo e succulento: della compattezza politica del sistema europeo che ce ne fotte finchè abbiamo da fare grana).
Quanto al trattato di Osimo già si è negoziato abbondantemente in passato e spero che i due contenziosi ancora aperti siano risolti in fretta, perchè con tutti i xxxxx che abbiamo adesso ci manca solo di portare un altro elemento di tensione all'interno dell'UE.
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